«Music» in prova gratuita. Cioè pagata da Apple

Apple Music: la novità del momento.
Apple Music: la novità del momento.
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Pubblicato il: 23/06/2015
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Dopo le rimostranze di vari artisti della scena musicale internazionale, Apple ha deciso di autofinanziare il periodo di prova del suo servizio “Music”, per tutti gli iscritti. Una mossa più strategica di quanto sia possa pensare.

Roma – La novità di offrire ben tre mesi di prova gratuita presentata da Apple per Music, molto gradita agli utenti, pare non lo sia altrettanto per i musicisti, che si sentono nuovamente presi a schiaffi in questa eterna lotta per le royalties.

La voce più forte al riguardo, tra quelle che si sono sentite di più in questi giorni, è sicuramente quella della cantante statunitense Taylor Swift, che in un post su Tumblr ha dato libero sfogo a ciò che anche molti musicisti indipendenti stanno pensando ora, nell’era dello streaming.

Sì, perché i tempi di magra sono gli stessi, se non per tutti, per la stragrande maggioranza delle persone. Perciò, se da un lato sempre più utenti sono connessi ad Internet e si immergono in questo mondo del “gratis è meglio”1, dall’altro ci sono quei musicisti, spesso indipendenti, che chiedono un compenso equo per le proprie creazioni.

Difficile stabilire quanto e come una somma sia equa, soprattutto ora che i modelli di business sono stati assimilati da quasi tutti i provider musicali come Spotify, Rdio, Pandora e via dicendo: l’abbonamento free, finanziato da piccole inserzioni e brevissimi spot pubblicitari; e la versione premium, con un costo che si aggira sulla doppia cifra.

Quindi, se non fosse per l’assortimento del catalogo, non ci sarebbe di certo l’imbarazzo della scelta tra i servizi sopraccitati. Proprio per questo Apple si sente pronta ad entrare di prepotenza nel mercato, portando non poche novità in dote.

Innanzitutto, facendo seguito alle richieste della Swift, il periodo di prova gratuita non verrà cancellato, bensì verrà interamente finanziato da Apple. Va ricordato intanto che Apple è una delle poche società a poter anche solo pensare una mossa del genere, avendo svariate decine di miliardi di dollari in free cash flow da poter utilizzare, come riportato da 9to5mac. Inoltre, agli artisti o, meglio, alle major non verrà corrisposto il 72% circa dei ricavi, come previsto nel periodo successivo alla prova, ma semplicemente una percentuale in base agli ascolti effettivi.

Una pratica che sta prendendo sempre più piede quest’ultima, sperimentata in questi giorni anche da Amazon per quanto riguarda i libri, sempre di autori indipendenti. In ogni caso Apple potrà farsi fregio della sua lodevole iniziativa di fronte all’immensa schiera di account registrati su iTunes, circa 1 miliardo. Infatti a differenza di qualsiasi altro servizio iTunes ha il vantaggio di godere già di una fedele utenza, molto più incline a spendere qualche soldo per usufruire ancora dei vantaggi della suite completa della Mela.

Però, la società di Cupertino ha intenzione di proporre il vero valore aggiunto rispetto alla concorrenza attraverso due servizi, che non sono proprio novità: Radio e Connect. Il primo è proprio la radio, così come la conosciamo, in onda 24/7 e, al momento, Apple ha già accordi con circa 28 stazioni radiofoniche americane. Potenzialmente una grande boccata d’ossigeno per questo mercato sempre più asfittico e bisognoso di risorse economiche. Infatti, grazie alla diffusione dei prodotti della Mela non sarebbe difficile trovare persone con iPhone o iPad collegati in auto e/o in ufficio, sintonizzati sulla stazione preferita, rete 3G e 4G permettendo, o attraverso WiFi.

Il secondo, Connect è forse il servizio più discusso, visto che dovrebbe fungere da social network – un altro – per unire fan e artisti. Il funzionamento sarà tutto da scoprire, ma stanno già uscendo i primi dispositivi, come Mikme, per dare la possibilità ai musicisti di registrare on-the-go, appena colti da un’ispirazione, le proprie composizioni e fare l’upload istantaneo.

Praticamente è già tutto pronto: gli utenti, i dispositivi, le piattaforme desktop e mobile (già pronta l’App per Android); mancava solo un po’ più di pubblicità, che grazie alla lettera della Swift è arrivata giusto poco prima del lancio, anche in Italia. Per gli abbonamenti poi è già stato previsto tutto: sia che si tratti di individui single che di famiglie (fino a sei persone) sarà possibile avere e condividere un unico abbonamento, dai 10 e 15 euro circa. Naturalmente Apple dispone già dei numeri di carte di credito dei suoi utenti, per trattare i pagamenti in tutta rapidità.

Non ci resta quindi che attendere il lancio ufficiale di Apple Music e noi saremo pronti, se necessario, ad analizzare eventuali cambiamenti di rotta.

  1. È noto che oggi, in Rete, dire «gratis» è un’eufemia, è utopico: se non si paga, la merce siamo noi.  [Torna al testo]

Riccardo Donini (24 articoli)

Amante della tecnologia, in particolare crittografia e sicurezza. Attento alla discrezione, schivo del frastuono della Rete.


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