Cosa preferite? WhatsEssenger o MessApp?

Facebook Messenger e WhatsApp: il «legame» si stringe.
Facebook Messenger e WhatsApp: il «legame» si stringe.
Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 26/06/2015
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WhatsApp e Facebook Messenger condividono un substrato comunicativo che denota come siano sì differenti, ma anche due facce della stessa, identica medaglia.

Roma – Eccola… arriva… piano piano… senza che nessuno se ne accorga… lentamente… senza farsi notare troppo… ma arriva. Che cosa? Ma è elementare, Watson: l’unificazione tra WhatsApp e Facebook Messenger.

Che potrà concretizzarsi non necessariamente attraverso la rimozione di una delle due App: è sufficiente che abbiano le stesse funzioni, che abbiano accesso agli stessi dati, che possano mettere in contatto le stesse persone e fargli fare le stesse cose, magari differenziandosi una per qualche cosa, l’altra per qualche altra cosa, ma l’importante è che abbiano un substrato comunicativo comune, magari anche interoperabile. Poi, il lasciarle tutte e due o una sola delle due, è solo questione di fare i mercati… contenti e cornuti, come si dice a Roma.

Forse è bene ripercorrere velocemente qualche fatto storico e l’archivio degli articoli, fortunatamente tutti online (a proposito: ne abbiamo quasi seimila online, non è male per una realtà come il New Blog Times), può aiutare.

Qualcuno ricorderà della scoperta del sottodominio «alpha.whatsapp.com». Nell’occasione è emerso che Facebook, attraverso l’SSO1, era deputato ad autenticare un ipotetico utente che successivamente avrebbe impiegato servizi di WhatsApp. Il che equivale a dire: l’archivio utenti è già unico.

Qualcuno ricorderà che, ad aprile scorso, un’icona “Send” di WhatsApp è comparsa in una versione Beta di Facebook Messenger. Il che è la logica applicazione del concetto di SSO visto sopra: l’utente Facebook Messenger è legittimato a inviare tramite WhatsApp, perché viene autenticato da un unico sistema.

Qualcuno ricorderà che WhatsApp, sia pure in modo un po’ maccheronico, è diventata utilizzabile anche da Web. Ma anche Facebook Messenger – e in modo decisamente migliore – ora è usabile sul Web.

Adesso entrambi fanno anche effettuare telefonate, utilizzando il VoIP e dunque senza consumare “minuti” del proprio piano tariffario. Chi tiene palesemente il piede in due staffe, attualmente è Facebook Messenger, che ha indifferentemente accesso sia al parco utenti intero di Facebook, sia a quello eterogeneo di chi vuole usarlo senza essere utente del social network: l’azienda ci ha pensato da parecchio e ce lo ha appena ricordato.

Indubitabile, dunque, che si tratti di due partite importanti, importantissime per Mark Zuckerberg: gli danno accesso pressoché all’intera popolazione mondiale tecnologicamente connessa ed ecco perché c’è dietro anche una certa dose di sviluppo B2C2. Che poi ci siano seri e documentati rischi per la privacy, poco importa: Fuckerberg (o Suckerberg, come preferite) l’ha detto mille volte, la privacy non interessa a nessuno e tutti i babbei ci hanno creduto, pur di avere in tasca il giocattolino.

Risulta più che chiaro che, sotto sotto, c’è un substrato unico, c’è un unico ecosistema che gestisce tutto, c’è un unico grande, grandissimo fratello, sotto forma di Data Center dell’azienda di Menlo Park, in cui tutto confluisce, a cui tutto afferisce, in cui tutto si decide nei confronti dell’utenza. Anche se si tratta di fare tutti contenti lasciando le due App “separate”.

Ma, in realtà, usare WhatsEssenger o MessApp, pardon, Messenger o WhatsApp, sta diventando – sotto quel profilo di substrato comunicativo comune – esattamente la stessa cosa. Quando arriverà la piena interoperabilità – cioè la possibilità integrale di dialogo da un’App all’altra, e arriverà, è ovvio – e quando l’opinione pubblica, con l’aiuto dei media nazionali3, si sarà abituata all’idea, allora la frittata sarà fatta.

Ce lo sapremo ridire, si dice a Roma.

  1. Single Sign On, ossia autenticazione singola: in pratica la capacità di un network in cui esistano degli utenti già conosciuti, di autenticare gli stessi utenti “per conto” di un’altra realtà. In pratica, quel che accade quando varie realtà Web dicono “autenticati con Facebook”, oppure con Twitter, o Google+, la sostanza del procedimento è la medesima.  [Torna al testo]
  2. Business To Consumer.  [Torna al testo]
  3. Facebook Messenger diventa come Whatsapp: per usarlo basterà il numero di telefono, articolo online del quotidiano La Repubblica del 25 giugno 2015.  [Torna al testo]

Marco Valerio Principato (2072 articoli)

Informatico sin dal 1980, esperto di Internet ed elettronica e attivo in Rete dal 1999, ha curato articoli in diverse pubblicazioni specifiche tra cui Punto Informatico (direzione P. De Andreis) e CompuServe Magazine. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione, è responsabile di questo sito.


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