Priv e il futuro di BlackBerry

Un significativo quanto ermetico e sfuggente sguardo dell'AD di BlackBerry, John Chen.
Un significativo quanto ermetico e sfuggente sguardo dell'AD di BlackBerry, John Chen.
Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 13/10/2015
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Nelle more dell’uscita del nuovo smartphone Android-based, ragionamenti sulle concrete possibilità di riguadagnare quota portano a conclusioni poco rassicuranti.

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La laconica risposta dell'App Facebook for BlackBerry 10 di fronte ad interazioni con caratteristiche recenti del social network.
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Roma – La scorsa settimana John Chen, AD di BlackBerry, in occasione del Code/Mobile ha affrontato le domande di Walt Mossberg e Ina Fried riguardo il nuovo smartphone Priv, che dovrebbe uscire entro l’anno, e il futuro di BlackBerry in relazione al proprio sistema BlackBerry OS 10, a QNX e ai segmenti di mercato indirizzati.

Diciamocelo: tutto il segmento consumer e quello dei liberi professionisti utenti BlackBerry, incluso chi scrive, in quest’ultimo periodo si sente alquanto “trascurato” e piuttosto spaesato: come se l’azienda, in certo qual modo, non esistesse; come se stesse vivendo attaccata a un respiratore, nella speranza di sopravvivere a un coma profondo dal quale, teoricamente, John Chen ha l’incarico di agevolare l’uscita incolume.

Lascia altresì molto perplessi la scelta di produrre uno smartphone basato su Android, benché fornito con una serie di feature segnatamente in grado di non compromettere le tradizionali doti di tutela della sicurezza e della privacy, da sempre caratteristiche iconiche della casa canadese.

Persiste, inoltre, l’assoluta assenza di qualsiasi campagna, come se all’interno dell’azienda non esistesse del tutto alcun processo di marketing management: sono ormai trascorsi quasi due anni da quando l’App di chat dell’azienda, BlackBerry Messenger, ha espanso i propri orizzonti rendendosi disponibile anche per iOS e Android. Eppure, ancora oggi, moltissime persone sono del tutto all’oscuro della sua esistenza e continuano, nonostante ogni controindicazione possibile e immaginabile (peraltro non solo non risolta, ma anche peggiorata, col ricorso a Google Drive per gli utenti Android), a impiegare WhatsApp.

Nelle condizioni attuali è assai difficile dare credito a quanto – con il classico ermetismo che lo contraddistingue – John Chen ha lasciato intendere e riuscire a vedere, per l’azienda canadese, un minimo di chiarore illuminare il proprio futuro.


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Marco Valerio Principato (2072 articoli)

Informatico sin dal 1980, esperto di Internet ed elettronica e attivo in Rete dal 1999, ha curato articoli in diverse pubblicazioni specifiche tra cui Punto Informatico (direzione P. De Andreis) e CompuServe Magazine. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione, è responsabile di questo sito.


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