Facebook molla BlackBerry. E che c’è di strano?

Un frame di un filmato di CNET in cui viene dato l'annuncio della «dismissione», accessibile su http://www.cnet.com/videos/facebook-whatsapp-say-goodbye-to-blackberry/
Un frame di un filmato di CNET in cui viene dato l'annuncio della «dismissione», accessibile su http://www.cnet.com/videos/facebook-whatsapp-say-goodbye-to-blackberry/
Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 29/03/2016
Commenti 1 commento | Permalink

Prima la versione 7, ora la 10 di BlackBerry OS: quote di mercato talmente ridotte da non suscitare più alcun interesse per i giganti social. Ma c’è da stupirsi, dopo la decisione di virare su Android?

Roma – Intendete utilizzare ancora Facebook per BlackBerry OS 7, la versione del sistema operativo mobile della “generazione aurea” di smartphone BlackBerry? Allora guardatevi dall’accettare l’ultimo update proposto dall’App World. L’aggiornamento è di soli 7 Kilobyte non perché ci sia qualcosa che non va, tutt’altro: perché è un semplice link a www.facebook.com, da impiegarsi, quindi, attraverso il browser.

Medesima sorte per la versione 10 di BlackBerry OS che, secondo quanto dichiarato apertamente dalla casa canadese, a partire da fine marzo si vedrà abbandonata dal social network e la sua App sarà sostituita, come per la versione 7, da un semplice link: chi vorrà, utilizzerà Facebook attraverso il browser.

Per quanto concerne la versione 7, chi avesse accettato l’update e volesse tornare a usare la vera App non ha che una soluzione: disinstallare “Facebook” (virgolettato perché ormai non è più un’App ma un semplice link per il browser) e procedere alla reinstallazione attraverso il famoso loader, il programma per Windows con il quale si aggiorna il firmware di quegli smartphone.

Quanto alla versione 10, chi volesse tenere l’App (anche se molto poco utile, così com’è, essendo già “zoppa” per molte funzioni, ad esempio i commenti nidificati), non dovrà aggiornarla. Questo, sia per l’uno che per l’altro sistema, purtroppo non garantisce che le App continueranno a funzionare: il blog ufficiale parla di “dismissione delle API”, dunque anche mantenendo le vecchie versioni c’è il rischio che le App, semplicemente, smettano di funzionare.

In tutta sincerità, non c’è nulla di cui stupirsi. Per il momento Twitter e LinkedIn sono ancora supportate ma, francamente: se foste voi a dirigere Facebook, Twitter, LinkedIn e altri social, sareste disposti a investire in sviluppo e supporto software per un ecosistema il cui rilievo nel mercato mondiale è giunto a cifre da… prefisso telefonico del nord Italia (0,3 – 0,2 per cento)?

Ovviamente no. Del resto, WhatsApp (quindi sempre Mark Zuckerberg) ha già detto apertamente che BlackBerry non sarà più supportato. Ora è toccato a Facebook. Pensate che Twitter, LinkedIn e i pochi altri che ancora resistono su quelle piattaforme dureranno per molto? Non facciamoci illusioni.

D’altro canto la casa canadese, ormai intenta a dedicarsi esclusivamente all’ultimo nato (lo smartphone Priv, basato su Android), avendo smantellato l’iniziativa “Built for BlackBerry” dedicata alla serie 10, ha dato il colpo di grazia al proprio ecosistema. Hai voglia, ora – come si legge sul blog – a varare iniziative come la «Great Apps on BlackBerry»: chi volete che sviluppi per una porzione di pubblico così ridotta?

Purtroppo, come chi scrive ha già fatto da tempo largamente prevedendo esiti come questo, se dello smartphone si vuol fare un uso attivo (ma consapevole), l’unica strada percorribile resta quella di rivolgersi ad Apple. Certo, purtroppo ai prezzi e alle condizioni Apple, ma non ci sono altre alternative: abbandonarsi ad Android equivale a mollare del tutto la presa e “lasciare che il sistema faccia dei suoi utenti quel che vuole”.

La nostra ipotesi di qualche articolo fa era che nell’arco di un anno, massimo due, BlackBerry potrà scegliere tra:

  1. uscire del tutto dal mercato degli smartphone (anche perché il Priv sarà un altro sonoro insuccesso), oppure

  2. abbassare del tutto la serranda e restare un caro, vecchio ricordo.

L’azienda, dopo i fallimenti di Mike Lazaridis e Jim Balsillie (i “padri” del fallimentare tablet PlayBook), aveva imboccato una discreta strada con Thorsten Heins, sotto la cui direzione prese forma la versione 10 del sistema operativo mobile e i primi smartphone serie 10. Purtroppo Heins non ha saputo tener conto dell’importanza della comunicazione di marketing, né del crescente rilievo di un’attività costante di social media management, né della creazione di un ecosistema appetibile per aziende e sviluppatori in grado di tenere costantemente alimentata la catena del valore.

Heins ha inoltre commesso alcuni errori nel tranciare di netto alcune funzionalità1 che, per la clientela, sono state e sarebbero tuttora indispensabili. Queste decisioni errate hanno portato il consiglio di amministrazione a optare per una nuova guida dell’azienda. La scelta di Jonh S. Chen, sostenuta dal suo passato di persona capace di portare valore, era dettata dalla necessità di risollevare l’azienda dai pochi (ma gravi) errori compiuti da Heins.

Purtroppo anche Chen ha persistito nell’errore di trascurare del tutto la comunicazione di marketing e gli effetti negativi non hanno tardato a farsi sentire. Recentemente, la sua trovata “geniale” è stata quella di voltare le spalle a un ecosistema dalle potenzialità enormi – come poteva essere BlackBerry OS 10 e rivolgersi a un settore di mercato dove non solo la concorrenza è spietata (Android), ma dove è impensabile ricavare profitti con apparecchi di cui nessuno si interessa perché, semplicemente, una volta presa la decisione di “concedersi” a quell’ecosistema becero e invasivo, sul mercato dell’offerta di terminali c’è altro, di meglio e a meno.

Ormai è tardi, il treno non solo è passato, ma si è talmente allontanato da essere divenuto un puntino appena visibile all’orizzonte. Chen può dimettersi, può essere rimosso dal consiglio di amministrazione e sostituito con un novello Enrico Fermi in grado di innovare come nessun altro, ma il danno all’immagine è fatto, la brand loyalty e la brand awareness sono totalmente compromesse.

Peccato. Sarebbe stato bello veder risorgere a nuova vita l’azienda della mora ma, ancora una volta in tutta sincerità, farsi illusioni non produce nulla di buono per nessuno.

Marco Valerio Principato

(Articolo in formato PDF)


1 Ad esempio la mancanza di sincronizzazione totale con Microsoft Outlook, che abbiamo qui stigmatizzato più e più volte, assieme alla decisione di recidere del tutto, senza alcuna libertà di scelta, il cordone ombelicale con il BlackBerry Internet Service.


Marco Valerio Principato (2072 articoli)

Informatico sin dal 1980, esperto di Internet ed elettronica e attivo in Rete dal 1999, ha curato articoli in diverse pubblicazioni specifiche tra cui Punto Informatico (direzione P. De Andreis) e CompuServe Magazine. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione, è responsabile di questo sito.


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  1. Vico T. scrive:

    E meno male le vorrei rispondere!
    Salve innanzitutto, torno a scriverle dopo qualche anno e la ritrovo con piacere. Un po’ meno “social” lei un po’ più “BlackBerry” io.
    Non che lo disprezzassi prima, ma era fuori della mia portata. Da poco meno di un anno posseggo un Leap (nemmeno a dire un top di gamma) e non vorrei nient’altro che questo.
    È vero che mi trovo talvolta spiazzato di fronte alla mancanza di strumenti (leggasi App) a disposizione, ma mi ricordo anche di aver scelto questo smartphone stanco delle “giocattolerie” ridondanti di Android e iOS. Per me le funzioni base più qualche App nativa sono l’ottimo.
    Ammetto anche di avere gioco facile non avendo un profilo Facebook, ma il prezzo di quest’ultimo nonché di WhatsApp è perdere il controllo del proprio telefono, come lei puntuale sempre ricorda.
    Quindi da una parte, il mancato sviluppo di questi strumenti mi conforta del fatto che non c’è una resa di fronte alle presunte “nuove funzionalità”, che da quanto dichiarato, non sarebbero “compatibili” con i BlackBerry, dall’altro viene sancita ahimè la fine di una bella alternativa a quello che è diventato un noioso duopolio.
    Perciò conscio della fine, ma speranzoso in un rigurgito di sicurezza generale che rimescoli le carte, mi vedrò acquistare i BlackBerry OS10 rimasti fino ad estinzione. Poi si vedrà. Con buona pace dei social e dei servizi Google di cui non se ne può (oh io perlomeno) davvero più.
    Telefonate, SMS e mail. Non mi spaventa mica. Cordiali saluti.
    Vico




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