È (quasi) ufficiale: BlackBerry 10 è morto

L'immagine ironica che circola sul Forum CrackBerry.
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Pubblicato il: 27/07/2017
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Nonostante le «promesse» dello scorso anno, quel sistema è a tutti gli effetti in «coma farmacologico», con ogni probabilità solo per onorare gli obblighi contrattuali.

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Fig. 1: La 10.3.2 è l'ultima versione e il sistema risulta «aggiornato».
Fig. 1: La 10.3.2 è l'ultima versione e il sistema risulta «aggiornato».
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Roma – Il “quasi” è cautelativo in quanto la notizia non proviene da una fonte ufficiale, ma da osservatori esperti che hanno esaminato l’attuale situazione. Ciò non toglie che BlackBerry 10 OS possa considerarsi letteralmente morto, vediamo perché.

BlackBerry, che ha ormai abbandonato il settore smartphone da quando ha ceduto le armi ad Android (se ne era parlato anche qui), a proposito del sistema operativo BlackBerry 10 OS aveva detto lo scorso dicembre di «restare impegnata nel supportarlo».

Tuttavia, finora nulla è stato fatto dall’azienda per “risuscitarlo”: la verità è che esso è abbandonato a sé stesso, esattamente come ormai da anni lo è la versione 7 della precedente architettura. Pur funzionando, nel 2015 sono stati promessi due aggiornamenti (la versione 10.3.3 e la 10.3.4) ma, ad oggi, siamo ancora fermi alla 10.3.2 e il sistema risulta “aggiornato” (vedi figura 1, fornita dal responsabile di questo sito, che ancora lo possiede).

Come noto, BB10 OS può far girare (con qualche limite, segnatamente i riferimenti a Google Play) anche delle App Android, ma il suo SDK interno è fermo alla versione 4.3, dunque la maggior parte delle App moderne non possono più funzionarci.

Quanto al BlackBerry App World (lo store delle App), negli ultimi due anni circa il 70 per cento delle nuove App è stato pubblicato da due soli sviluppatori: praticamente nulla. Facebook – come già sappiamo – si è “sfilato” e non lo supporta più: ci si va con il browser. Niente di male, ma oggi che tutti ce l’hanno è difficile accettare l’assenza dell’App dedicata. Alcune altre App native (Twitter, LinkedIn) sembrano funzionare ancora ma sono vecchie. Instagram, come noto, non c’è mai stato e l’unica alternativa è l’App a pagamento iGrann Pro, che ancora funziona. Telegram non c’è mai stato (e mai ci sarà), mentre WhatsApp – con l’App vecchia – è ancora supportato, ma non è chiaro fino a quando.

In totale, in due anni, circa 3000 App hanno visto la luce: numeri estremamente piccoli rispetto agli App Store di Apple e di Google. Numeri che fanno paura ma, in verità, questo sarebbe il minimo: quantità non è sinonimo di qualità, come abbiamo sempre detto. Tuttavia, su circa 3000 App, se ne trovano 850 di “Radio FM”: non esattamente un salto di qualità in tema di servizi e prodotti utili per chi impiega quegli smartphone. Nessuno sviluppatore e nessun investitore sarebbero disposti a investirvi risorse.

Ci si chiede, dunque, a cosa miri BlackBerry nel far perdurare questo deadlock: trovare potenziali acquisitori delle licenze? Semplicemente rispettare gli obblighi per gli apparecchi venduti a governi e grandi imprese fin quando scadranno? Trovare qualcuno che acquisti i diritti di proprietà intellettuale di BB OS 10? Sperare in un miracolo? Chissà.

Ormai, c’è poco da fare, BlackBerry 10 OS e i relativi smartphone si definiscono un non revenue generating asset, ossia un segmento non in grado di generare profitti. Una delle poche spiegazioni possibili per giustificare il tenerlo ancora in coma farmacologico è il dover rispettare gli obblighi contrattuali enterprise (cioè con grandi imprese e governi) ma, una volta scaduti tali obblighi, o avverrà davvero un miracolo o difficilmente farà una fine diversa dalla versione 7, ossia – pur funzionando ancora – ufficialmente morto.

«Quindi» – si chiede l’utenza – «devo buttarlo nella spazzatura?». No: nei limiti in cui interessi poco – o nulla – la disponibilità di App dell’ultimo minuto, quelli della serie 10, come apparecchi, sono tutt’altro che da scartare. Hanno ancora potenza di calcolo da vendere, consentono di navigare senza problemi, fanno ottime foto e ottimi video, hanno comunque l’Hub messaggi, comodissimo e brevettato, per cui gestire SMS e posta elettronica è possibile, facile e comodo più che con qualsiasi altro sistema.

E per la chat – anche se poco conosciuta – c’è sempre BBM che, per quanto possa risultare stramba, è a tutt’oggi la più sicura (tanto è vero che se ne sono serviti e se ne servono persino personaggi poco raccomandabili, come spiega accuratamente questo articolo-inchiesta di Repubblica intitolato NarcoRoma, la nuova capitale della cocaina).

Certo, occorre essere comunque cauti e dotarsi di tutto quanto occorre per salvare esternamente i dati importanti. In passato avevamo parlato anche di questo. Bisogna anche fare attenzione a “note” e “cose da fare”, che non si sincronizzano con nessun sistema esterno capace di sopravvivere all’eventuale morte dell’apparecchio. Pazienza per le seconde, ma le prime vanno necessariamente trascritte (o copiate) altrove e un buon modo potrebbe essere quello di usare la suite DocsToGo per scrivere, quindi salvare su Dropbox (quell’App ancora funziona, per fortuna).

Non resta che attendere i risultati finanziari di questo gran bel lavoro fatto da Mr. John Chen, l’uomo che doveva “salvare” BlackBerry ma che, invece, sembrerebbe proprio non essere stato in grado di assolvere efficacemente al suo compito. Ironicamente, “ne danno il triste annuncio i frequentatori del forum CrackBerry”, da cui proviene l’immagine di apertura.

(Articolo in formato PDF)

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