Skype, fuga da eBay?

1 punto2 punti3 punti4 punti5 punti (Nessuno)
Loading ... Loading ...

Invia questo articolo Invia questo articolo

Link nativo Link nativo

Indirizzo trackback Indirizzo trackback

Permalink Permalink

Aggiungi a Netvibes

Dario Bonacina
Di Dario Bonacina
Pubblicato il: 14/04/2009
Commenti 1 commento

Milano – Potrebbe tornare ad essere una società indipendente, dopo pochi anni di tormentata appartenenza al gruppo eBay: Skype, nel settembre 2005, era stata venduta dai fondatori Niklas Zennstrom e Janus Friis al noto network di aste online per un valore finale di oltre tre miliardi di dollari. Ora sui mercati prendono sempre più credito le voci secondo le quali il duo desidererebbe riprendere possesso della propria creatura, con un vantaggioso buy-back.

Secondo quanto riferito dal New York Times, si tratterebbe di un’operazione da 1,7 miliardi di dollari, ritenendo attendibili le stime di alcuni analisti sul valore minimo a cui eBay riterrebbe congruo vendere Skype (eBay, nel 2007, aveva fortemente svalutato l’investimento nella compagnia, dichiarando di averne sopravvalutato il valore e le prospettive di profitto). Di conseguenza è almeno questa la cifra che dovrà essere messa sul piatto da Zennstrom e Friis, che nel frattempo hanno investito parte del capitale nella venture capital Atomico e in Joost, soluzione peer-to-peer per lo streaming audio-video.

Non è un mistero che eBay, maestra delle vendite online basate su offerte al rialzo, abbia incontrato qualche difficoltà nella gestione del popolare sistema VoIP che oggi vanta 405 milioni di utenti (al momento dell’acquisto da parte di eBay erano 53 milioni): d’altro canto, già un anno fa correva voce di una possibile vendita di Skype addirittura entro il 2008, con il nome di Google in veste di acquirente papabile. A Mountain View, come noto, è stata però scelta un’altra strada: lo sviluppo di una nuova soluzione basata su GrandCentral.

All’orizzonte oggi non ci sono altri possibili acquirenti, anzi: la vendita ai due fondatori di Skype potrebbe rivelarsi l’unica strada percorribile. Già, perché sul capo di eBay pende una fastidiosa querelle che la vede contrapposta a Joltid, azienda che detiene la proprietà intellettuale della tecnologia peer-to-peer su cui si basa Skype, con accordi di licenza che a tutt’oggi non sembra siano stati pienamente regolarizzati. Piccolo particolare: Joltid appartiene a Zennstrom e Friis.

Con il ri-acquisto di Skype da parte dei suoi due papà, eBay potrebbe dunque sanare una volta per tutte la diatriba sulle licenze e liberarsi di una divisione divenuta sempre più ingombrante, ma che nelle mani giuste potrebbe essere tutt’altro che un peso morto: molti utenti utilizzano il popolare sistema VoIP per le conversazioni gratuite con altri utenti registrati, ma accanto a questi numeri che potrebbero apparire figurativi, c’è un business concreto dato dall’utilizzo della funzione SkypeOut, che consente di effettuare chiamate verso utenze telefoniche tradizionali a tariffe più vantaggiose di quelle applicate dalle telco convenzionali e molto sfruttate per telefonare all’estero: solamente nel periodo ottobre-dicembre 2008, Skype ha fatto registrare profitti per 145 milioni di dollari e TeleGeography, società di ricerche di mercato, nel mercato mondiale delle chiamate internazionali gli attribuisce una quota pari all’8%.

Dario Bonacina

Argomenti trattati:
, , , , , ,

1 punto2 punti3 punti4 punti5 punti (Nessuno)
Loading ... Loading ...

Invia questo articolo Invia questo articolo

Link nativo Link nativo

Indirizzo trackback Indirizzo trackback

Permalink Permalink

Feed RSS Home Feed RSS Home

Feed RSS Ultimissime Feed RSS Ultimissime

Feed RSS Commenti Feed RSS Commenti

  1. [...] seguito di questo articolo: Skype, fuga da eBay? – The New Blog Times Articoli correlati: Software | Rising Antivirus 2009 [...]