Funzioni, le vere chiavi del successo per BlackBerry
Roma – Cool e trendy per molti utenti, Apple con il suo iPhone non può ancora essere qualificata regina degli smartphone: scettro e corona, a livello globale e ora di nuovo anche negli USA, spettano a Research In Motion, la mamma della gamma BlackBerry. E non solo per avere un testimonial di eccezione come Barack Obama (che comunque è un indubbio vantaggio in termini di immagine), ma perché – secondo analisti e addetti ai lavori d’oltreoceano – l’azienda canadese è in grado di offrire dispositivi con funzioni utili ed efficaci, spesso abbinati a formule commerciali vincenti.
Negli USA, spiega Betanews, il BlackBerry Storm (esclusiva di Verizon Wireless) ha riscosso un notevole gradimento nel settore dei touch-phone ottenendo un buon successo commerciale nel mercato delll’utenza executive, ma sta conquistando terreno anche sul lato consumer, fattore che sta incoraggiando RIM a proseguire il proprio percorso, sviluppando prodotti che – pur mantenendo un appeal professionale grazie a funzioni pensate per il mondo corporate – abbiano contenuti accattivanti anche per una clientela dalle esigenze più multimediali.
Un obiettivo impegnativo, secondo Carmi Levy, analista indipendente e collaboratore di Betanews: il pubblico cerca intrattenimento e social networking, mentre i businessmen vogliono uno smartphone che offra un valido supporto alla loro attività professionale, mantenersi in contatto con colleghi e partner commerciali, scambiare dati in modo sicuro.
Secondo una recente indagine di mercato condotta da NPD sui dispositivi venduti nel 2009, tre smartphone su cinque erano BlackBerry (gli altri due erano l’iPhone 3G e il G1 di HTC distribuito da T-Mobile), mentre una ricerca di ChangeWave evidenzia per RIM una quota di mercato del 41% (Apple è al 24%). C’è un fattore importante che va però tenuto presente: mentre il produttore canadese ha nel proprio catalogo vari modelli di smartphone, l’azienda di Cupertino ne ha sostanzialmente uno, che da solo costituisce in pratica l’intera quota di mercato.
Per surclassare davvero l’iPhone, RIM dovrebbe ripercorrerne la filosofia, sviluppando un ecosistema ideale di servizi e applicazioni, con una declinazione che rappresenti il punto di incontro tra la clientela business e quella consumer: la strada è già stata imboccata e gli investimenti profusi nell’ampliamento della comunità dei developers lo dimostra. E’ un obiettivo inseguito anche da Google con Android, che Microsoft – con il suo Windows Mobile – non ha mai centrato.
Dario Bonacina















