Netbook: ma quale Linux, meglio Windows
Questa l’idea di Asus, che dopo aver sponsorizzato da tempo i propri netbook, in testa EEE PC, con Linux preinstallato, innesta la retromarcia: «con Windows è meglio», recita la nuova iniziativa pubblicitaria. E torna tra le braccia di Redmond
Roma – Stridore di pneumatici, frenata improvvisa, inversione a “U”: è quanto sta facendo Asus, che ha appena lanciato un’iniziativa di vera e propria sponsorizzazione di Windows sulla propria linea di Netbook.
Cosa c’è di male? Nulla, stupisce solo osservare come un vendor quale Asus, che praticamente fino a ieri pubblicizzava tronfio i propri netbook con Linux preinstallato, ora s’affretti a dire che “con Windows è meglio”.
Non è trascorso neanche un anno da quando blogosfera e stampa davano notizie entusiaste sulla commercializzazione di Asus EEE Pc a 324 dollari con Ubuntu Linux preinstallato. E davvero poco è trascorso da quando circolavano recensioni sulle migliori applicazioni Open Source da impiegare in quell’ambiente.

La nuova pubblicità di Asus EEE PC: ora è di nuovo meglio Windows
Secondo alcuni osservatori non c’è da stupirsi: per Asus, racconta ZDNet UK, Linux non era altro che il completamento di un progetto. Per la precisione, un sistema con cui poter commercializzare un PC il più piccolo, portatile ed economico possibile. Microsoft non li avrebbe mai aiutati, né plasmando – in certo qual modo – Windows XP per quell’ambiente, ad esempio sotto il profilo del consumo di risorse, né – men che meno – sul prezzo.
Ora però Windows XP è alla fine del suo ciclo di vita, o almeno così vorrebbero al quartier generale di Redmond. Al punto che Microsoft è giunta a darlo via praticamente gratis, purché fatto funzionare sotto Windows 7 in emulazione. Non è quindi improponibile l’ipotesi di offrirlo ai netbook, opportunamente “portato” e attestandosi su prezzi all’OEM ben più contenuti.
Ed ecco così Asus fare leva sugli – unici, peraltro – concetti in grado di giustificare presso il pubblico la decisione di rientrare all’ovile: “Windows vi aiuta ad essere facilmente online e connettervi ai vostri apparecchi e servizi, senza dovervi confrontare con un’interfaccia poco conosciuta o con notevoli problemi di compatibilità”, recita il sito appositamente confezionato.
Sarà davvero così? Secondo The Guardian, la presenza di Linux sta facendo perdere ai netbook quello splendore che sembrava proprio dovessero mantenere, incidendo negativamente sulle vendite. Gran parte dell’equivoco, se così si può definire, proverrebbe dal fallimento del reale ricorso al Cloud Computing, uno dei concetti secondo cui l’indispensabilità di Windows sarebbe venuta meno proprio perché tutto avrebbe funzionato semplicemente grazie al browser e alla rete.
Ma secondo la testata britannica gli utenti hanno preferito mantenere l’ambiente che già conoscevano, dimostrando maggior gradimento per la possibilità di installare localmente ed avere in proprio tutto quanto occorre. Un proposito che Linux rende, in effetti, meno possibile in quanto è facilissimo, oggi, trovarsi con in mano un gadget (fotocamera, cellulare, smartphone e simili) che ha in dotazione tutto per Windows e poco - o più spesso niente - per Linux.
Dunque, siccome business is business, Asus sembra proprio aver invertito la rotta. Lo conferma il video qui di seguito, che non mancherà di suscitare stizza in chi aveva guardato con piacere – incluso chi scrive – il prolificare di Linux nei microportatili di Asus.
Non solo: PC World, una delle più grosse catene britanniche di grande distribuzione di prodotti informatici al dettaglio, ha deciso di liberarsi al più presto di tutti i netbook con Linux preinstallato, cercando di sostituire le proprie scorte con quelli nuovi, basati su Windows. Inutile dire che Microsoft gongola per questa novità.
Marco Valerio Principato





































