Tracce di DRM sugli ebook in arrivo

La grafica d'apertura della pubblicazione di ebook di Lulu.com
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La Redazione
Di La Redazione
Pubblicato il: 09/11/2009
Commenti 1 commento

Roma – Con un annuncio in piena evidenza sulle sue pagine Lulu.com da ora invita i publisher di ebook a stare più tranquilli: “Entra nel futuro, con Lulu eBooks adesso vi offriamo protezione contro le copie e accettiamo formati ePub”, si legge già sulla Home Page del sito.

La pagina di destinazione non è ancora tradotta se non parzialmente, ma la musica è chiarissima: da questo momento è possibile proteggere (con un sovrapprezzo) il proprio libro elettronico con tanto di DRM, l’amato-odiato acronimo di Digital Rights Management. E il sito spiega: “Lulu non dà nessuna garanzia che il tuo contenuto digitale, una volta acquistato attraverso il mercato di Lulu, sia protetto dalla duplicazione o dalla pirateria digitale di qualsiasi genere”, quasi a volersi «scagionare» dall’eventuale riuscita di tentativi di bypass ai lucchetti digitali di nuova introduzione.

E ancora: “È tua responsabilità proteggere il tuo contenuto digitale, o scegliere di fornire il tuo contenuto solamente nel formato di copia rigida, se ti preoccupi della gestione dei diritti digitali. (Ricorda che non puoi fare l’upload di file protetti da copia per i progetti che intendi fornire anche in modalità di stampa). In nessun caso Lulu sarà ritenuto responsabile delle perdite incorse a causa della pirateria illegale del tuo contenuto da parte di terze parti”, chiude l’avviso.

Insomma, noi ti offriamo ciò che passa il mercato, ma non sentirti troppo al sicuro, questo il succo del discorso, annunciato nel blog. Per una piattaforma che cerca di porsi – sia pure con traduzioni in alcuni casi incomplete – come punto di riferimento internazionale, lascia un tantino perplessi alcuni osservatori internazionali ma non solo: nel suo sito personale Matthew Skala, autore di pubblicazioni che ha diffuso attraverso Lulu, si dice piuttosto disorientato. “Sono incline a pensare che, alla fine, non dovrei pubblicare di nuovo con Lulu; e, probabilmente, dovrei forse ritirare le mie pubblicazioni già esistenti e trovare qualche altro strumento di stampa-on-demand. Forse è una reazione eccessiva?”, si chiede l’autore.

Alle spalle delle perplessità di Skala e di molti altri c’è una sostanziale inadeguatezza della soluzione, una sterzata rispetto all’iniziale propensione per le licenze Creative Commons, molto più adatte ad un mondo duepuntozero in cui Lulu vuole, anzi, vorrebbe, a questo punto, avere la pretesa di collocarsi.

Avrà successo l’iniziativa? Difficile dirlo. Al momento le soluzioni per la lettura agevole dei libri elettronici al di fuori degli Stati Uniti sono ancora poche o, dove il problema non si è mai posto, sono ancora costose. Finché i mercati internazionali non si allineeranno su fasce di prezzo complessivamente accettabili da tutti, simili alzate di testa da parte di un publisher potrebbero avere più effetti negativi che positivi.

Ai netizen l’ardua sentenza. Ammesso che oltre a netizen siano anche ebook-addict.

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  1. Elena scrive:

    Gent.mi,
    sono una studentessa del Corso di Laurea Specialistica in Ingegneria Gestionale del Politecnico di Torino.
    Nell’ambito della stesura della mia Tesi , sto realizzando una ricerca inerente ad un progetto (oggetto di un caso reale aziendale), che riguarda la protezione di contenuti digitali sensibili tramite sistemi DRM. In questa logica, intendo porre un primo tassello per sostenere e rafforzare lo sviluppo del progetto, svolgendo un’indagine tra i Professionisti ed Esperti in ambito Informatico.
    Tra i supporti utilizzati per le ricerca, è stato creato un questionario con l’obiettivo di raccogliere alcune informazioni di base per formulare un quadro obiettivo e completo del mercato possibile di sbocco di un software per la protezione di documenti sensibili.
    Al termine del mio lavoro di ricerca, se vorrà essere così gentile da compilare il questionario, compilabile tramite il seguente link:

    [Seguito rimosso dalla Redazione]

    Gentile Elena,
    questa è un’area destinata a commenti sul contenuto degli articoli. Non può essere utilizzata come “bookmark” per il supporto di iniziative, benché lodevoli per il suo studio, del tutto personali.
    Oltre tutto, nessuno potrebbe sfruttare questo link per avere delle risposte personalizzate, trovandosi su un mezzo comune: l’unico destinatario risulterebbe essere questa Redazione, la quale – ovviamente – non ha alcun interesse a fornire risposte a un questionario del genere, né esse avrebbero alcun senso per il suo studio.
    Cordiali saluti,
    La Redazione