Con il ballot screen, Microsoft giocherà alle tre carte
Milano – Forse Microsoft è sul punto di liberare il proprio collo dal fiato dall’Unione Europea: alcuni rumors riferiscono infatti che all’orizzonte – e sarebbe addirittura questione di settimane, se non di giorni – si starebbe profilando un accordo sul fronte del ballot screen e della possibilità di scelta del browser predefinito nel sistema operativo.
A beneficio di coloro che non conoscessero contorni e scenario della vicenda, è necessario ricordare che si tratta di un’importante battaglia che si svolge nell’ambito dell’annosa guerra tra browser. Nella fattispecie, Microsoft è stata messa sotto accusa a livello di Antitrust europea in seguito ad una denuncia presentata da Opera nel 2007, con l’imputazione di pratica anticoncorrenziale per aver inserito il browser Internet Explorer nelle varie versioni del sistema operativo Windows, proteggendolo di fatto dalla concorrenza costituita dagli altri browser.
La questione è molto semplice e inquadra la condizione di un utente medio: chi si ritrova con un pc su cui è già presente un browser incorporato nel sistema operativo, per navigare in Internet non ha necessità di rivolgersi altrove e, verosimilmente, un internauta senza particolari esigenze, pigro o con poca dimestichezza con lo strumento può effettivamente ritenersi soddisfatto con il primo browser che incontra che, nel caso di Windows, è Internet Explorer. Naturalmente questa condizione pone in posizione di netto svantaggio qualunque altro prodotto concorrente, e la denuncia di Opera rappresenta solo una delle tante azioni intentate dai competitor di Microsoft su tematiche di rilievo per le Authority Antitrust.

Il gioco delle tre carte
La soluzione proposta dall’azienda di Redmond consisteva appunto in un ballot screen: una schermata che proponeva un elenco di browser, esposti in ordine alfabetico, tra cui l’utente poteva scegliere. Un criterio che avrebbe però portato a presentare in pole position il browser Apple Safari, seguito da Chrome, Internet Explorer, Mozilla Firefox e Opera, e che ha incontrato forti opposizioni. In primis dal mondo Mozilla: secondo Jenny Boriss, user experience designer per Firefox, ha osservato che una simile configurazione del ballot screen offre ad Internet Explorer una visibilità 3 volte superiore a quella data agli altri browser.
La proposta alternativa, condivisa anche dagli altri competitor, è stata individuata nel randomizing, ossia in un’esposizione casuale: non più in rigoroso ordine alfabetico, con Apple al primo posto e Microsoft in posizione centrale, ma un elenco che – pur mantenendo sempre i medesimi elementi – cambi ogni volta l’ordine di esposizione, senza posizioni preferenziali per alcuno.
La svolta nella vicenda sarebbe dunque rappresentata dalla decisione, da parte di Microsoft, di accettare la proposta di un ballot screen variabile, che propone in ordine casuale i cinque browser, almeno – come detto sopra – secondo alcuni rumors. Una soluzione ben diversa da quella inizialmente dichiarata per il lancio di Windows 7, che Microsoft aveva inizialmente pensato di fornire senza browser, lasciando a produttori di hardware o distributori OEM la decisione sull’applicazione da installare, una scelta poi abbandonata dal gruppo di Redmond.
Ma come si potrebbe concretizzare questa soluzione? In pratica, una volta incassata l’approvazione da parte della UE, verrà distribuito un aggiornamento alle varie installazioni interessate di Windows e l’utente si vedrà proporre l’elenco dei browser che potrà utilizzare per navigare in Internet. Sui nuovi PC, un ballot screen asettico – ossia esterno ed estraneo ad Internet Exlorer – apparirà al primo tentativo di connessione a Internet.
Basterà questa soluzione – con conseguente accordo – a sancire la pace nella guerra tra i browser? Il seguito alla prossima puntata.
Dario Bonacina




Il gioco delle tre carte









