iPad, questo nome non mi è nuovo

1 punto2 punti3 punti4 punti5 punti (Nessuno)
Loading ... Loading ...

Invia questo articolo Invia questo articolo

Link nativo Link nativo

Indirizzo trackback Indirizzo trackback

Permalink Permalink

Aggiungi a Netvibes

Dario Bonacina
Di Dario Bonacina
Pubblicato il: 01/02/2010
Commenti Commenta

Milano – Ora che il nuovo iPad è stato presentato ufficialmente il suo nome è sulla bocca di tutti, tanto che a livello mondiale la sua popolarità è già associata al nome di Apple. Ma proprio su quel nome fresco di annuncio è già polemica: più di un’azienda ne rivendica la paternità e ne contesta l’altrui utilizzo.

Ma l’azienda di Cupertino non è nuova a questo tipo di clamore e non ne sembra neppure infastidita. Anzi, probabilmente, sotto sotto addirittura gradisce.

L'iPAD di Fujitsu

Fujitsu nel 2002 lanciò l'iPAD, un palmare per la gestione dell'inventario di magazzino

Fra i primi ad alzare la mano per dire “è mio” c’è Fujitsu. Il suo iPad – pardon, iPAD – ha visto la luce nel 2002  ed è un palmare dal costo di 2mila dollari, venduto principalmente negli USA e destinato ad essere utilizzato in organizzazioni commerciali con magazzini informatizzati: grazie alle sue caratteristiche, infatti, consente una gestione in tempo reale dell’inventario di magazzino, il controllo dei prezzi degli articoli in vendita. Basato sul sistema operativo Microsoft CE.NET, è dotato di un display touchscreen a colori da 3,5 pollici, un processore Intel, connettività Bluetooth e WiFi. E’ inoltre in grado di supportare la tecnologia VoIP.

L'IPAD della Magtek

Anche Magtek aveva utilizzato il nome IPAD per un dispositivo di lettura di carte di credito e Bancomat

L’azienda giapponese dichiara di volere tutelare i propri diritti di utilizzo del nome iPad nei confronti di Apple. In realtà è dal 2003 che vuole farlo formalmente, ma in questo percorso è inciampata in un’altra richiesta di registrazione formulata dalla Magtek, che ha chiamato IPAD un proprio dispositivo per la lettura cifrata di carte di credito e carte ATM (Bancomat).

Nel giugno 2009, Fujitsu ha rinnovato la propria richiesta presso il U.S. Patent and Trademark Office. Esattamente un mese dopo, Apple ha avviato le pratiche per la registrazione internazionale del nome iPad e, in virtù della disputa tuttora in corso con l’azienda giapponese, deve ancora dichiarare le proprie intenzioni al Trademark Office.

Non sembra voler entrare nella contesa la Be che, nel 1999, propose il suo IPAD – Internet Personal Access Device come piccola e versatile soluzione per l’accesso a Internet da utilizzare negli ambiti più eterogenei. Ma non è detto che la presentazione del tablet Apple non risvegli ambizioni mai sopite.

A corollario di questa vicenda, c’è da considerare che anche nel Vecchio Continente qualcuno potrebbe presentarsi come papà del nome iPad: la società italo-francese ST Microelectronics, infatti, per la propria tecnologia IPAD ha ottenuto un trademark europeo nel 2000, che scadrà nel settembre 2010. Si tratta però del nome di una soluzione tecnologica da impiegare nello sviluppo di dispositivi elettronici e non del brand di un prodotto destinato ad un utente finale: l’azienda potrebbe dunque non aver interesse ad entrare in conflitto con Apple, che tra l’altro ha dotato iPhone e iPad di un accelerometro la cui tecnologia è stata sviluppata proprio da ST.

Per completezza di informazione, e a dimostrazione del fatto che esiste un mondo anche al di fuori del settore dell’elettronica di consumo, si può aggiungere che Siemens utilizza il nome IPAD per una gamma di motori, mentre la canadese Coconut Grove Pads ha chiamato Ipad una linea di reggiseni imbottiti.

Ma tornando alla disputa in corso con Fujitsu, non si può fare a meno di rilevare come la storia si ripeta: a fine 2006, davanti ad Apple si presentò Cisco, titolare del brand iPhone dal 2000 (come spiegato da BusinessWeek), con un proprio telefono VoIP omonimo del melafonino. Tra le due aziende nacque una contesa che, ufficialmente, sfociò in un accordo amichevole, sulla base del quale le società si riconobbero “libere di utilizzare il trademark iPhone sui propri prodotti in tutto il Mondo”. L’effetto collaterale fu la risonanza che il conflitto ebbe in tutto il mondo, con un conseguente battage pubblicitario che poteva giovare ad entrambe le aziende e, di fatto, portò molta fortuna all’iPhone di Apple.

Si concluderà così anche la disputa con Fujitsu?

Dario Bonacina

Argomenti trattati:
, , , , ,

1 punto2 punti3 punti4 punti5 punti (Nessuno)
Loading ... Loading ...

Invia questo articolo Invia questo articolo

Link nativo Link nativo

Indirizzo trackback Indirizzo trackback

Permalink Permalink

Feed RSS Home Feed RSS Home

Feed RSS Ultimissime Feed RSS Ultimissime

Feed RSS Commenti Feed RSS Commenti