Arriveranno chip combo, GSM e GPS, dice ABI research
Bologna – Sul numero 120 di Elettronica In, rivista specializzata in kit di montaggio di progetti elettronici, compare in primissimo piano un titolo che potrebbe aver attirato l’attenzione dei più accorti osservatori: il titolo è “Demoboard per moduli GPS/GSM“.
Scorrendo verso il basso la pagina Web, si legge il titolo esplicativo dello specifico kit:
Permette di emulare il funzionamento di svariati circuiti basati su moduli GPS, GSM o “combo” GPS/GSM; dispone di tre porte seriali e altre periferiche e di un connettore unificato nel quale, mediante apposite schede adattatrici, prendono posto dispositivi quali il Telit GM862 o i Wavecom Q2501 e Q2686.

La copertina del numero 120 della rivista Elettronica In
L’interesse di una rivista per hobbysti ad una funzionalità “combo” GSM/GPS è la conferma di quanto ha concluso – per vie totalmente diverse – ABI Research, società di studi dedita ad analisi e previsioni su quanto accadrà nel mondo della connettività.
Secondo Abi Research, le industrie si stanno preparando a creare chip “combo” unici, in grado di offrire sia la funzionalità GPS tradizionale che il suo “surrogato” via Internet, realizzabile anche attraverso la semplice connettività GSM/GPRS, per la non elevata quantità di dati necessari al funzionamento.
“Nonostante il suo appeal, il «formato handset» pone una serie di nuove sfide ai venditori di chipset GPS”, dice il direttore dell’azienda, Dominique Bonte. “Mentre consumi irrisori, prezzo competitivo e ingombro ridotto sono più importanti nei palmari/cellulari di quanto non lo siano nei Personal Navigation Device (PND), il grosso problema viene dalla navigazione indoor, in quanto i palmari e i cellulari vengono impiegati più frequentemente in aree urbane o anche ambienti chiusi come i centri commerciali, dove la normale ricezione GPS è in serie difficoltà”.
Un’osservazione che porta ABI Research ad una visione del mercato in questo settore prossima ad una svolta progettuale. Sono molte, infatti, le fonti da cui un palmare può attingere connettività e non sono affatto limitate alla rete GSM: c’è anche il WiFi, il Bluetooth e, prossimamente, il WiMAX.
La tendenza importante di un chipset “combo” – continua ABI Research – deve essere quella di integrare diverse tecnologie radio: oltre a GSM/GPRS e 3G, dovranno esserci FM, Bluetooth e WiFi su un singolo chip. Ciò rappresenterebbe una soluzione ottimale per le sfide su consumi, zone di funzionamento e prezzi e offrirebbe, nel contempo, copertura al servizio e funzionamento ovunque, anche in grandi ambienti chiusi.
La conclusione a cui giunge l’azienda non è solo basata su ragionamenti, ma anche sull’osservazione della recente partnership siglata tra Broadcom e SkyHook Wireless: un accordo che già si indirizza proprio in quella direzione e lascia intravedere grandi vendor come Broadcom stessa, Aetheros, NXP e Texas giocare un importante ruolo nel sospingere l’adozione del GPS nel mercato di massa, facendolo divenire un vero e proprio standard che potrebbe, tra l’altro, almeno in alcuni casi sopperire con eleganza alla facile manomissione, dimostrata dall’Università di Cornell, dei segnali GPS.
Un’ulteriore osservazione viene dal constatare che la notizia presenzia anche su Tech-On, sito dedito alla diffusione di informazioni tecnico-industriali specifiche del mercato asiatico: dal suo stesso nome di testata, “Tech News, stright from Asia“.
Non resta che attendere, ma la previsione di ABI Research ha tutte le carte a posto per trasformarsi in realtà, sotto forma di un “Navigation Chip” unico, standard e di impiego universale.
Floriana Savoldi Maraini




La copertina del numero 120 della rivista Elettronica In









