Italia, prospettive di telemarketing

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La Redazione
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Pubblicato il: 01/02/2011
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Il Registro delle Opposizioni è ufficiale, attivo e online. Mentre l’iniziativa evidenzia almeno l’interesse al problema, c’è da considerare che, come sempre, ci sono delle “scappatoie”

Roma – Il sito del Registro delle Opposizioni è ormai attivo, la notizia è ufficiale: abbonati alle linee telefoniche e operatori possono iscriversi e fruire della normativa tesa a regolamentare le attività di telemarketing.

Il sito, dopo qualche esitazione iniziale, risponde perfettamente ed è sin troppo chiaro nelle sue dissertazioni. Salta all’occhio immediatamente la sua divisione in “Area Abbonato” e “Area Operatore”, rispettivamente dedicate all’uno e l’altro versante della questione.

Interessante è visitare alcune sezioni del sito come l’elenco degli operatori già iscritti, al momento particolarmente scarno (vi figurano al momento Telecom Italia, Edipro S.a.S. e Sky Italia).

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Altrettanto interessante è osservare i pacchetti predisposti: si va dai 45 euro del pacchetto “A” per 1500 numerazioni ai 245mila euro del pacchetto “H”, per 25 milioni di numerazioni. Costi, dunque, proporzionali rispetto al bacino utenze cercato, che può indurre a riflettere, come di seguito spiegato.

Il tutto è governato da ben precise condizioni generali (PDF), emanate in ossequio all’art. 1 comma 1 lett. C) del d.p.r. 7 settembre 2010 n. 178. Nel sito, per chiarire eventuali dubbi, sono state anche predisposte delle FAQ (Frequently Asked Questions, ovvero domande abitualmente poste), tanto per gli utenti che per gli operatori.

Le modalità attraverso le quali l’iniziativa si può attivare, come spiega la pagina per gli abbonati, sono il Web, il telefono, la raccomanda, il fax e l’email.

Tuttavia, le dinamiche di funzionamento, i costi e l’indole tipica italiana, a semplice osservazione, lasciano pensare che tutta l’architettura del sistema lasci spazio a scappatoie, ad alternative del tutto al di fuori del controllo normativo, per difendersi dalle quali ci vuol altro.

Nulla vieta, infatti, qualora si sia in possesso di archi di numerazione da contattare – comunque ottenuti, legalmente o meno – di evitare accuratamente il ricorso a chiamate telefoniche avviate attraverso reti telefoniche “ufficiali”.

Oggi, come ben sa chi segue questo sito, grazie al VoIP è possibile non solo far partire una telefonata da tutt’altra parte del mondo e farla giungere su una qualsiasi linea telefonica, fissa o cellulare che sia, ma in alcuni casi è anche possibile farlo presentando all’utente identificativi di chiamata a propria discrezione, assolutamente inutili per risalire all’utente disturbatore. Va detto che quest’ultima evenienza ha dei costi, dunque chi la impiega, normalmente deve avere un elevato “tornanconto” per sceglierla.

Molto più percorribile, invece, la scelta di far atterrare sui destinatari delle telefonate semplicemente anonime, ovvero con identificativo chiamante impostato su “Riservato” o “Privato”, opzione facilmente ottenibile con molti servizi VoIP, specie all’estero.

Contro tali circostanze, com’è ovvio, nessun Registro delle Opposizioni locale può nulla e una delle poche vie percorribili per limitare il danno è quella di mettersi in condizione di controllare autonomamente l’arrivo di telefonate il cui numero sia “Riservato”, come spiegato in precedenza su queste pagine (e, eventualmente, anche controllare specifici numeri).

Non resta che porsi “in osservazione”: l’iniziativa, di per sé, è lodevole ed evidenzia, quanto meno, la presenza di un certo grado di attenzione al problema. Se sarà, poi, in grado di fornire risultati concreti, potrà dirlo solo il tempo.

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Commenti (locali)
  1. Cristiana ha detto:

    Assolutamente vero, se continuano a chiamar con anonimo possono evitare la legge, ma altresi è anche vero che per venderti un prodotto/servizio devono dirti la marca/società e in quel caso la denuncia parte a monte . . . questa è la mia idea, ora mi sto informando se possono attivarsi anche le società . . .




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