Google Plus, ci si va o no?

The New Blog Times
Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 12/10/2011
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Cominciano di nuovo a circolare voci di caduta di interesse per Google Plus. Personalmente, ritengo sia anche vero ma c’è un fatto: gli scenari – Google Plus e Facebook – non si equivalgono. Diamogli tempo

Avete notato, silenzioso silenzioso, il post di The Inquirer, da cui si apprende che Google Plus “perde” il 60 per cento di utenza attiva? Certo, titolare è un’arte e anche in questo caso il titolo, come accade di frequente, può essere stato forgiato per attirare l’attenzione senza nulla di concreto alle spalle, o quasi.

Per farla breve, il post parte da affermazioni di Chitika Insights, agenzia di rating per realtà Internet, e conclude che per molti utenti si è trattato di semplice curiosità, dopo di che, rapido innesto di marcia indietro e di nuovo tutti su Facebook, nonostante tutto.

Prezzolato e refutabile, vero e confermabile, si può pensare quel che si vuole: resta il fatto che, parlando da semplice utente, non posso che confermare: il principale movente, anche per me, è stata la semplice curiosità ma, al momento, non sento alcuna particolare spinta verso Google Plus. E come è per me, immagino sia per molti altri.

Non perché Google Plus non abbia frecce al proprio arco, per carità. Però c’è un’indiscutibile realtà: provate a fare una ricerchina, per esempio, sui plugin di Wordpress per Facebook e una su quelli (specifici, non parlo di Google +1) per Google Plus: c’è un abisso e non è difficile immaginare che per le altre piattaforme CMS sia grosso modo lo stesso.

E questo non è per disinteresse degli sviluppatori, bensì perché, rispetto a Facebook, Google Plus è innegabilmente ancora acerbo. “Diamine, ma parliamo di Google, non di un pinco pallino qualunque”. Verissimo ma, dall’altra parte, parliamo di Facebook, non di un social network qualunque.

Il quale, pur destreggiandosi tra mille raffiche, gragnole di frecciate, pacchi di indagini sulla privacy, pile di proteste, fiumi di post di dissenso per le novità, fulmini e saette sull’invasione alla privacy, sulla complessità dei metodi per gestirla e quant’altro, è sulla piazza social da prima di Google, non c’è niente da fare. E questo, piaccia o no ai ragazzi di Mountain View, ha il suo peso, tutt’altro che lieve.

Io direi, a mio personalissimo avviso – e mi rivolgo non solo a chi mi legge ma anche a Google stesso – che qui ci vuole solo pazienza. Ritengo, in definitiva, perfettamente attendibile e credibile quanto riportato da The Inquirer (salvo smentite ufficiali, ovviamente). Ma ritengo anche che Google deve avere tanta, tanta pazienza. Smontare Facebook, eradicarne l’utenza, convincerla a passare da papà Facebook a zio Google è una manovra né veloce, né facile.

Non basta, tra l’altro, convincere l’utenza: bisogna convincere soprattutto gli sviluppatori. E per farlo servono API, SDK, ambienti di prova, tutto un ecosistema che Facebook ha già, mentre Google sta iniziando solo adesso ad averlo.

Quindi, caro Google, abbi pazienza. Non è detto per niente, oggi, che si debba pensare a un semi-fallimento, qualora i numeri fossero concreti e riscontrati. Lo si potrà concludere solo se tutto l’ecosistema social dovesse non essere all’altezza di competere con Facebook. Ed essere, invece, all’altezza, ne sono certo, è una possibilità che a Google non manca, ma neppure è pensabile che vi si dedichi anima e corpo: Facebook deve pensare solo a quello, Google deve pensare a migliaia di altre cose.

Riparliamone tra qualche tempo.

Marco Valerio Principato


Marco Valerio Principato (2076 articoli)

Informatico sin dal 1980, esperto di Internet ed elettronica e attivo in Rete dal 1999, ha curato articoli in diverse pubblicazioni specifiche tra cui Punto Informatico (direzione P. De Andreis) e CompuServe Magazine. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione, è responsabile di questo sito.


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  1. Sweps ha detto:

    Tutto giusto. Considera però queste 2 cose:
    1)Il 60% in meno si riferisce a quando Google ha aperto al mondo il suo social network, ed ha pure messo la freccina che indicava “+Tu” nella Homepage. Pensa che solo in quei 2-3 giorni si sono iscritti oltre 10 milioni di persone, con un conseguente incredibile picco del traffico.
    E’ chiaro che adesso finita l’enfasi dell’apertura, sia in termini di traffico, che di iscrizioni, si è avuto un calo.
    2)Google è aperto a tutti da poco più di 20 giorni, siamo già ad oltre 60 milioni di iscritti (per quanto non tutti attivi). Facebook è online da 7 anni. Fare paragoni adesso è quanto meno azzardato. A discapito di tutto, ti assicuro che G+ sta crescendo, e in modo lineare e costante, come del resto Google ha sempre fatto.
    Se noti in tutti i suoi prodotti, il motore di ricerca e il browser su tutti, la cosa che colpisce è l’incredibile costanza che Google ha nella sua crescita.

    Dopo Wave (per me l’idea era veramente carina) e Buzz, Google plus, non fallirà. Se il paragone cade sempre con Facebook, beh, inevitabilmente ci vorranno degli anni, almeno 3-4, prima di un aggancio. Ma nel frattempo la crescita continuerà, sempre costante, e fra qualche anno, quasi senza accorgerti, sarà diventato veramente Plus.




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