ADSL italiane, Ne.Me.Sys. e lentezze varie: parliamone

The New Blog Times
Marco Valerio Principato
Di
Pubblicato il: 23/12/2011
Commenti 14 commenti | Permalink

Non c’è troppo da sorprendersi se la gente ha dato poco riscontro a Ne.Me.Sys., il misuratore Internet proposto da AGCom e Fondazione Bordoni: qualche problema ce l’ha. E quel che dice non è insostituibile

In questi giorni c’è rullo di tamburi sulle “misure” della Rete, che gli italiani avrebbero posto in funzione grazie al programma Ne.Me.Sys., presente sul sito www.misurainternet.it e messo a disposizione dal Garante per le Comunicazioni per il tramite della Fondazione Ugo Bordoni.

A leggere giornali e siti vari, sembrerebbe la panacea, parrebbe che con quanto afferma quel programma si possa far leva molto più che con altro per smuovere il proprio ISP, insomma, come dice Pino Bruno, doveva essere una nemesi, ma neanche per idea.

Premesso che il lavoro svolto da AGCom è abbastanza apprezzabile sotto il profilo informatico e di telecomunicazioni (lodevole, soprattutto, l’aver prodotto versioni specifiche per Mac OS X, per Linux nelle distribuzioni Ubuntu e Fedora, e per Windows: per questo, un applauso), ci sono delle obiettive contrarietà nell’impiego di uno strumento come Ne.Me.Sys. il quale, affiancato ad altre possibilità non troppo da meno (come il sistema presente sul sito di SOS Tariffe, o il più immediato, semplice e diretto SpeedTest.net), rivela alcune limitazioni di tipo progettuale destinate a ridurne l’adottabilità.

Ne.Me.Sys. è disponibile per tutti i sistemi, dunque plauso ai progettisti per questo. (Click per ingrandire)

Ne.Me.Sys. è disponibile per tutti i sistemi, dunque plauso ai progettisti per questo. (Click per ingrandire)

Al contempo, non si pensi che gli italiani siano più sciocchi di quel che sembrano: ci sono molte più persone di quanto si creda, capacissime di aprire una shell di Linux ed effettuare un semplice wget diretto a un file presente su un mirror italiano per eccellenza – come quello del GARR – operazione i cui risultati non possono considerarsi misure vere e proprie, ma di certo sono in grado di dare un più che valido saggio di ciò che il proprio provider sta offrendo.

Ci si lamenta, in qualche maniera, che Ne.Me.Sys. è stato impiegato “solo” da 6500 utenti (dei quali ben pochi hanno potuto avvalersene per un’effettiva ed efficace rivalsa sul proprio provider) mentre il test di SOS Tariffe è stato impiegato da oltre 200 mila persone. Se a questo si aggiunge che altri sistemi analoghi, come SpeedTest.net, sono stati – e sono – utilizzati da milioni e milioni di persone, direi che già per questo ci sia da riflettere, ma andiamo ai fatti e ammettiamo di voler impiegare il sistema proposto da AGCom/Fondazione Bordoni.

Ne.Me.Sys. in azione su Windows 7 (click per ingrandire)

Ne.Me.Sys. in azione su Windows 7 (click per ingrandire)

Su uno dei miei computer, un ATOM 330 con 2 GB di RAM, disco di sistema Flash veloce da 60 GB (un WD) e connessione Infostrada Absolute ADSL 8 Mbps (erogata in ADSL2+ e che già so funzionare perfettamente), router ADSL AVM Fritz Box 7170, sotto Windows 7 (32 bit) non c’è stato verso di far funzionare Ne.Me.Sys., come si può osservare dalla figura a destra: “Nemesys sta effettuando una misura”, “Misura interrotta. Presenza altri host in rete. Attendo 60 secondi”. La poesiola si è ripetuta indefinitamente e, visto l’orario, di certo non si può pensare a chissà quale traffico. Sul computer, inoltre, non c’era nessun programma in foreground a effettuare traffico: solo ciò che è installato, come gli update vari, erano liberi di far traffico. Ma come spiegano da AGCom, non deve – anzi, non dovrebbe – essere questo a impedire la misura.

Ne.Me.Sys. in azione su Ubuntu (click per ingrandire)

Ne.Me.Sys. in azione su Ubuntu (click per ingrandire)

Niente di fatto. Disinstallato, lanciato Ubuntu Linux sullo stesso computer, prelevata la versione dedicata, installata e lanciata. Risultato, peggio ancora: come si vede dalla figura a destra, in presenza di traffico zero (il misuratore sulla barra in alto non sta a zero se vi sono update in corso) il programma ha rifiutato di funzionare, dichiarando che gli è “impossibile contattare il sistema che effettua le misure”. Eppure tutto funziona perfettamente, non ci sono virus, la configurazione è esatta. E anche questo è stato opportunamente disinstallato.

E veniamo ai mezzi più praticabili, a cominciare dal test proposto da SOS Tariffe, la cui richiesta di dati personali non è affatto indispensabile ai fini del test, dunque non so perché li chiedono. Non voglio pensar male, non è questo il momento: i fatti importanti sono altri, per ora.

Il risultato del test di SOSTariffe (click per ingrandire)

Il risultato del test di SOSTariffe (click per ingrandire)

Il test, come si può osservare dalla figura a destra, ha dato risultati eccellenti: nella zona di Anzio (cittadina di mare 60 Km a sud di Roma, dove ho effettuato queste prove) Infostrada è tra i provider che risultano più veloci e non posso che confermarlo anche se, curiosamente, un paio di lettori del mio blog personale si trovano in impasse abbastanza importanti e ho cercato di aiutarli a venirne fuori, senza alcun bisogno di Ne.Me.Sys.: vedremo come andrà a finire per loro. Resta il fatto che con questo test ho ottenuto il risultato, eccome: ripeto, non è una misura, ma come saggio è più che valido.

Il risultato del test di speedtest.net (click per ingrandire)

Il risultato del test di speedtest.net (click per ingrandire)

Utilizzando SpeedTest.net la situazione è sostanzialmente equivalente, come si può notare dall’immagine a sinistra. Anzi: viene evidenziato un dato non meno importante, ossia il tempo di latenza rilevato attraverso il ping, uno strumento originariamente tipico dei sistemi Unix/Linux poi importato negli altri sistemi operativi, che contraddistingue un aspetto rilevante quando la propria connessione è utilizzata per giochi in tempo reale, per applicazioni real time, IPTV e telefonia su IP (VoIP).

Wget in azione dal mirror del GARR (click per ingrandire)

Wget in azione dal mirror del GARR (click per ingrandire)

Mettiamoci anche il rozzo (ma ugualmente eloquente) test effettuato con il wget, consistente nel prelievo di un CD dal mirror del GARR italiano. Come si rileva facilmente dall’immagine a destra, la situazione è ugualmente sorridente: non ci si faccia trarre in inganno dalle cifre, la loro diversità dipende da come vengono calcolate. Se si fa il calcolo basandosi sui bit, essa può sembrare più alta, se lo si fa basandosi sui byte, può sembrare più bassa. Ma cambia poco e niente il discorso di fondo: questa mia ADSL viaggia a non meno di 6,8 Mbps, c’è poco da fare.

La stessa attività di download dal GARR svolta nel browser (click per ingrandire)

La stessa attività di download dal GARR svolta nel browser (click per ingrandire)

Del resto, anche il molto più semplice download diretto dal GARR, anche così come mostrato dal browser, non lascia molti dubbi: il DVD in corso di ricezione che si può osservare qui sulla destra viene scaricato a tutta birra, senza esitazione alcuna, compatibilmente con ciò che offre l’ADSL in esame.

A fronte di tutto questo, è ovvio che all’adozione di Ne.Me.Sys. non giungano troppe conferme. Com’è altrettanto ovvio che anche circostanze alquanto spinose – almeno nella loro fase iniziale – come quelle capitate a me proprio per questa linea ADSL, sono perfettamente risolvibili senza alcun ricorso a Ne.Me.Sys., che a questo punto considererei uno strumento senz’altro utile (ove non esibisca i comportamenti che ha esibito con me) ma di certo non indispensabile.

Purtroppo, questi scenari sono il prezzo da pagare per aver artatamente tentato di rendere semplice e alla portata di tutti un’architettura complessa come la distribuzione Internet via ADSL. Oggi chiunque conosce il termine ADSL, che solo dieci anni fa era del tutto ignoto alla maggior parte delle persone. Ma quanti, di coloro che “dicono” di sapere cos’è, effettivamente saprebbero spiegarlo con una definizione meno dilettantistica e appena un po’ più accademica? Ben pochi, ve lo assicuro. Questa è la principale ragione per cui moltissimi, tanti, troppi ritengono che installare una connessione ADSL significhi solo comprare un “modem” ADSL, attaccare corrente e filo telefonico e accendere. Niente di più errato, purtroppo.

Ci sono una quantità industriale di fattori da considerare per arrivare a una linea ben funzionante, come ho già accennato più volte. Per citare solo i più importanti:

  1. qualità del proprio router ADSL: non sono tutti uguali, assolutamente
  2. correttezza del collegamento interno della linea telefonica: per le ADSL naked il problema non si pone (il doppino va direttamente e solo al router) ma per quelle con unito servizio telefonico, la linea deve andare per prima cosa, subito e senza fare “giri per casa”, direttamente al filtro ADSL, la cui uscita “telefono” andrà al resto dell’impianto telefonico e la cui uscita ADSL andrà subito e solo all’ingresso ADSL del router
  3. qualità del cavo telefonico che collega il proprio appartamento alla scatola di permutazione (che può trovarsi nel sottoscala o fuori l’edificio): deve essere esente da perdite
  4. tipologia di rete telefonica: se il viaggio verso la centrale avviene su linee aeree (ossia su pali), l’utenza è molto più esposta a disturbi, se viaggia interrata lo è molto meno
  5. lunghezza del collegamento: come spiega correttamente il provider Ehiweb, all’aumentare della distanza la velocità diminuisce e questo è normale, mentre non è normale se essa va al di sotto dei limiti osservabili dal grafico esposto sulla pagina pubblicata da Ehiweb
  6. qualità della tratta di filo tra casa e centrale: se ha perdite, è troppo vecchia, inumidita, le speranze di “viaggiare” si riducono drasticamente e in questo caso occorre fare pressioni forti sul provider, perché è tenuto a porvi rimedio, direttamente (se è Telecom Italia) o indirettamente (se è un “terzo”)
  7. correttezza delle politiche di erogazione del servizio: i mezzi “fisici” possono anche essere perfetti ma, se il proprio provider adotta politiche di eccessiva condivisione di banda, un risultato decente non lo si otterrà mai

Dunque, forti di queste considerazioni, non c’è affatto bisogno di Ne.Me.Sys.: a fronte di un download che dovrebbe andare a 6-7 Mbps e invece va a 3, a 2, occorre verificare i punti appena elencati, partendo dal presupposto che il proprio computer si sia accertato che funzioni bene e sia ben configurato.

Ciò fatto, la evenutale situazione esitante della propria linea deve cambiare e, per farlo, basta operare come si è sempre fatto in Italia, a dispetto di tutta l’elettronica degli ultimi tempi: una bella raccomandata legale con ricevuta di ritorno, inviata in copia al proprio legale e, appunto, all’AGCom, accompagnata da interdizione della eventuale domiciliazione bancaria delle proprie bollette.

Ossia, come sempre, alla faccia della digitalizzazione: “carta canta, villan dorme”. Gli effetti, posso assicurarlo, non sono affatto da meno.

Marco Valerio Principato

Sull'autore:

Marco Valerio Principato (1864 articoli)

Informatico sin dal 1980, esperto di Internet ed elettronica e attivo in Rete dal 1999, ha curato articoli in diverse pubblicazioni specifiche tra cui Punto Informatico (direzione P. De Andreis) e CompuServe Magazine. Laureando in Scienze della Comunicazione, è responsabile di questo sito.



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Sezione in lettura: Opinioni

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  1. Marco Valerio Principato scrive:

    Se NON HAI ALTRO di collegato alla linea, puoi lasciare tutto com’è limitandoti a inserire un filtro ADSL di tipo “passante” tra la presa e il telefono, mentre il collegamento tra modem e presa deve essere DIRETTO (senza alcun filtro in mezzo).

    Naturalmente, devi ACCERTARTI che il tratto di filo che collega la prima presa (dove c’è il telefono) con la seconda (dove c’è il modem) non abbia perdite e viaggi lontano da fili elettrici (NON può viaggiare nello stesso corrugato, NON deve camminare parallelo a fili elettrici che non distino almeno un metro dal filo telefonico). NON devono essere usati altri fili se non quello telefonico: niente piattine, niente cavi elettrici.
    Ok?
    Saluti

  2. marco scrive:

    Il doppino arriva ad una presa dove è collegato il telefono.
    Sui morsetti di questa prima presa è collegato un doppino che va alla presa del router.
    Come deve essere questo collegamento?
    Tra la spina ed il telefono ci va un filtro?

    Grazie quasi omonimo.

  3. La Redazione scrive:

    Caro “omonimo” (scusa se rispondo dall’utenza di redazione, approfitto), il collegamento corretto in casa in presenza di linea telefonica unita a servizio ADSL significa che il doppino, appena entra in casa (all’ingresso o vicino a una finestra, dipende) deve congiungersi con un altro spezzone di filo TELEFONICO (e non elettrico o di altro tipo) e da lì raggiungere DIRETTAMENTE il filtro ADSL (quello con due uscite: una “telefono” e l’altra “ADSL” o “MODEM”). Da questo partiranno due fili, sempre TELEFONICI (e non di altro tipo), quello connesso alla presa ADSL andrà direttamente al modem (che si dovrebbe chiamare router, ma non importa) con un tratto più breve possibile. Quello connesso alla presa “TELEFONO” potrà andare all’apparecchio telefonico ovvero, se si ha più di un telefono, all’inizio dell’impianto telefonico in casa.
    Tutto chiaro?
    Saluti

    Marco V. Principato

  4. marco scrive:

    Intendevo il collegamento fisico dei fili alle prese.
    grazie

  5. marco scrive:

    Mi potresti spiegarepiù dettagliatamente per favore :

    grazie

  6. Marco Valerio Principato scrive:

    Be’, con la “nemesi” mi sei piaciuto…!!!
    Ciao