Noi italiani? Pirati e torrentisti a oltranza

BitTorrent: c'è di tutto per usarlo in ogni modo possibile
BitTorrent: c'è di tutto per usarlo in ogni modo possibile
Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 30/12/2011
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La pirateria su BitTorrent c’è sempre stata, ma da alcune classifiche emerge che in Italia c’è un picco di impiego. Le motivazioni possono essere tante, ma io non escluderei affatto che molto dipenda dalla crisi

Cominciamo con i dati di fatto: pare proprio che noi italiani siamo campioni del mondo nelle ricerche in Internet quando si tratta di cercare file Torrent. Le statistiche di BitTorrent ZeitGeist 2011 lo attestano, riportando le 50 parole chiave più cercate nel sito KickassTorrents.

Nei primi dieci risultati ci sono tre termini che ci riguardano senz’ombra di dubbio e sono “Ita” al primo posto – dico primo -, al quarto c’è “Ita dvd” e al settimo “Italian”. Al secondo, alla faccia del Presidente Sarkozy, c’è “French”, che dimostra come anche i nostri cugini pirati torrentari d’oltralpe siano disposti a cedere al nazionalismo e ricorrere all’inglese quando si tratta di scavare tra i torrenti.

Curiosamente, nella parte alta della classifica non c’è la pornografia. “PSP” è altra parola chiave abbastanza cercata (11mo posto), mentre “Windows 7″ compare al 23esimo. Il passaggio a Intel dei Mac, poi, ha fatto si che anche “Mac” sia parola ricorrente nelle ricerche, sia pure al 39mo posto.

Perché? A farsi qualche domanda sono in molti. Anch’io ho cercato di darmi una risposta e tra le tante ipotesi a mio personale avviso c’è proprio la crisi economica. Giusto ieri sera, mentre alla trasmissione TV Piazza Pulita su LA7 parlava Gianfranco Polillo (Sottosegretario allo Sviluppo Economico), ho segnalato via Twitter alla trasmissione se egli si rendeva conto che i soldi “importanti” sono già spariti da un pezzo e che è bene iniziare col “raddrizzare” le banche se non si vogliono far morire le aziende.

Secondo me è più rilevante di quanto si creda. Chi i soldi li ha, e ne ha tanti, li ha già messi al sicuro da tempo, pressoché dal primo giorno in cui Monti ha assunto la carica di Presidente del Consiglio. Se tra quelle persone ci sono torrentari-pirati, ci resteranno e lo faranno di più, per semplice sfida.

Chi tale salvataggio di fondi non ha potuto farlo perché quei soldi non li ha, come la classe media (se esiste ancora) e classi ancora meno abbienti, esaspera tali impieghi della Rete… per disperazione: se prima il piccolo sfizio ogni tanto – come il DVD, o il software – poteva toglierselo, oggi deve tagliare, esattamente come taglierà la manovra Monti.

Ciascuno, di fronte alle minacce-promesse del Premier, attua “la propria manovra finanziaria”, non si creda, lo vedo anch’io nel mio piccolo: per esempio se prima, con lo scooter, avevo uno stile di guida pur tranquillo – ho pur sempre 51 anni – ma “sciolto” (= 16-18 Km/litro), adesso adotto sistematicamente uno stile di guida tassinaro (dialetto romanesco: “da tassista”), rinuncio al sorpasso e alle accelerazioni e riprese più brillanti, esco in anticipo, insomma sempre con “un filo di gas” e mai oltre (= 25-27 Km/litro).

Ciò equivale a passare da circa 70-100 euro al mese di benzina a circa 40-60 euro al mese: a fine anno saranno 200-250 euro in meno, che contribuiranno ad attenuare l’IMU che ora dovrò pagare e il cui importo, non variando le mie entrate, dovrà necessariamente provenire da limitazioni di altre uscite. Il cui effetto necessariamente si abbatterà anche sulle minori IVA, accise e tasse varie che il Governo Monti incasserà da me.

A ricorrere a BitTorrent “da pirata” non ci sono ancora arrivato. Ma, a fronte di quella appena descritta come parte della “manovra finanziaria personale” – che è una certezza, non un’ipotesi – il Presidente Monti è ancora convinto di riuscire? Io non lo sarei così tanto.

Marco Valerio Principato


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