Adobe e la marcia indietro da Linux

Adobe e la marcia indietro da Linux
Marco Valerio Principato
Di
Pubblicato il: 30/07/2012
Commenti 2 commenti | Permalink

Ripassando sulla pagina di Adobe dove si scarica il plugin Flash, ci si accorge che se il sistema in uso è Linux, la casa ammonisce: c’è ancora, ma non per molto. Qualche riflessione e parere personale sul tema

Ve lo ricordate? A febbraio scorso s’era levato alto il grido dei pinguini: apparizioni… sparizioni… come diceva Ezio Greggio tanti anni fa nella serie TV Drive-in, e tra le sparizioni a inizio anno s’era aggiunto Flash. Chi utilizza Linux, dunque, da febbraio 2012 sa che Adobe non ha alcuna intenzione di mantenere il supporto diretto di tale plugin per il mondo del pinguino. Forza, winariapplisti sfegatati, godete.

Dal mio personale punto di vista la circostanza è triste, senz’altro, anche perché va a sommarsi ad alcune  incoerenze: prima Adobe ha detto di voler sopprimere lo sviluppo attivo di Adobe AIR su Linux per concentrarsi maggiormente sul mondo mobile, poi ha annunciato l’abbandono della nave anche per Smartphone e Tablet, come se questi appartenessero a un mondo “non mobile”.

Oggi, chi si reca sulla pagina di download di Adobe Flash con l’intenzione di scaricare l’ultima versione del plugin per Linux, si ritrova con il rattristante promemoria riprodotto in testa, quasi a dire: “ok, te lo faccio ancora scaricare, ma tieni presente che d’ora in poi, dal punto di vista dello sviluppo attivo, alla realtà Linux volteremo le spalle”. Vero, ci sono delle alternative, senz’altro.

E certamente qualcuno dirà: “chissenefrega, tra l’altro c’è HTML5″. Verissimo. Però, secondo la mia personale opinione,  questo voltar le spalle continuo di Adobe verso Linux è alquanto indisponente. Come se gli utilizzatori di Linux fossero una casta infetta, un nugolo di moschini il cui unico effetto è quello di infastidire. Certo, chi impiega Linux non è persona che si piega tanto facilmente ai ricatti e ai raggiri tipici di un po’ tutte le grandi software house.

Diciamo che i “grandi”, con il pretesto degli investimenti, dell’affidabilità, dello standard e altri termini simili, fanno cerchio e, di fatto, si impossessano dei computer: una volta che si cade “ostaggi” dei loro sistemi operativi, poi “fanno legge”. D’altra parte, lo stesso Steve Jobs lo aveva detto: “create dei bisogni, poi vendete ciò che li soddisfa”.

Secondo me, ciò che ai “grandi” non va bene dei linari è proprio il fatto che essi non ammettono l’idea di “cedere” il comando del proprio computer. Le altre affermazioni come “sono tutti pirati”, “sono smanettoni che non cacciano un centesimo”, “sono hacker falliti” e altre simili sono solo l’abbandono a  comode confutazioni volte a eludere il reale senso che tali “grandi” collegano con chi preferisce non restare schiavo di un ben preciso piano industriale vincolante, per non dire immobilizzante.

Resta il fatto che, dettando essi di fatto legge sul mercato, come nel caso di Adobe, se decidono di far sparire Flash da Linux, lo fanno, e nessuno può impedirglielo. E va bene.

“Ma insomma, allora sei un linaro sfegatato”, dirà qualcuno. Nego l’aggettivo: sfegatato no, linaro si. Essendo piuttosto pragmatico, non mi ostino a usare Linux dove non ha senso o dove è palesemente inadeguato, ma se ne ho la possibilità, quanto meno, apprezzo molto qualsiasi software – sistemi operativi inclusi – capace di funzionare su qualunque macchina, senza vincoli, senza se e senza ma.

Per questo utilizzo da lunghi anni OpenOffice e non utilizzo pressoché mai Microsoft Office: OpenOffice è sempre lo stesso, dovunque lo si usi, sia esso Windows, Mac OS X o Linux. Così mi piace. Mentre odio con tutte le mie forze coloro che mi condizionano, in qualche modo, nelle mie scelte. Vada come esempio su tutti quello di RIM, casa costruttrice del BlackBerry: supporta (con un software mastodontico e pachidermico, tra l’altro) Windows e Mac OS X, ma su Linux neanche l’ombra. Da sempre.

“Potevi comprarti uno smartphone supportato da Linux”. Giusto. Ma perché devo condizionare la scelta di un prodotto terzo? Del resto, è mia opinione che questa fase storica finirà. Ricordate quando esistevano moltissimi siti che si ostinavano a non funzionare se non con Microsoft Internet Explorer? Oggi questo è un lontano ricordo, i casi del genere ormai sono pressoché residuali. Ebbene, sono convinto che, nel prossimo futuro, a fare la differenza saranno anche queste cose e saranno vincenti quei prodotti che, invece, saranno totalmente open sotto questo profilo.

Perché sono dell’idea che, piaccia o no, Linux è una realtà sempre meno trascurabile. I tempi cambiano, cambiano le scelte, cambiano i paradigmi che le determinano, cambiano tante cose.

Rinunceremo anche a Flash, come è stato fatto per SilverLight (anche quello esiste solo per Windows e Mac OS X), la cui assenza ha fatto partorire il suo “sostituto” MoonLight. Certo, oggi sostituire Flash con Gnash sarebbe un pianto, non mi sembra che nessuno lo abbia perfezionato più di tanto, vista la presenza di Flash. Ma, come accennavo sopra, il popolo degli sviluppatori Open Source le idee le ha, e prima o poi le tira fuori.

Persino il progetto Gnash, che a me non è parso brillante, può sempre essere ripreso in mano. Con buona pace di Adobe. Non sarà certo questo a fermare un esercito di pinguini il cui numero, nel frattempo, non mi sembra davvero diminuito. Se mai, il contrario.

Marco Valerio Principato


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Sezione in lettura: Opinioni

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Commenti
  1. Marco Valerio Principato scrive:

    Grazie. Concordo in particolare sul secondo punto: troppi vedono in Stallman un visionario, un folle e un esaltato, ma sappiamo bene che non è così, è solo un personaggio scomodo, perché spesso dice la verità argomentandola correttamente e, come dicono i partenopei, ” ‘a verità è ‘na tazza ‘e veleno “.

    Un saluto

  2. ernstfree scrive:

    Ottimo articolo!
    Oggi linux è assolutamente adeguato oltre al server, anche al desktop e alla workstation. Sono finiti i tempi dell’inferiorità più o meno dichiarata anche da alcune grosse ditte del settore …
    Ora linux crea e gli altri copiano. La superiorità e, finalmente, la facilità sono superiori a MS e Apple; l’opensource penetra in tutti i settori, in tutti i sistemi ed in tutte le case (thunderbird, firefox, Chromium, vlc, Gimp, Qgis, ecc…).
    Mancano solo 2 cose:
    - la legalità. Microsoft e Apple senza pirateria sono finite.
    - l’informazione (dalle elementari all’università la rivoluzione di Stalmann dovrebbe essere oggetto di lezione!).




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