Ma serve un iPhone 6/6Plus con 16 GB?

Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 06/11/2014
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I clienti si chiedono – giustamente, direi – che senso abbia aver stabilito in 16 GB la quota minima di memoria flash di iPhone 6. La risposta? Marketing, a mio avviso.

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Così lo scorso anno un sito ipotizzava il dimensionamento della memoria flash di iPhone 6.
Così lo scorso anno un sito ipotizzava il dimensionamento della memoria flash di iPhone 6.
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Leggevo su BoyGeniusReport (BGR) un interessante ragionamento, che l’autore Zach Epstein ha tratto da Reddit. Secondo un frequentatore del celebre portale, c’è da porsi una domanda: che diavolo di senso ha, oggi, commercializzare un iPhone 6 o 6 Plus con “soli” 16 GB di memoria?

La discussione volge a sottolineare che, in effetti, non se lo comprerà mai nessuno. 16 GB sono, se ci si pensa, la stessa soglia minima della generazione precedente (iPhone 5S). Se si sceglie quella soglia – poniamo – per risparmiare quei 100 dollari/euro di differenza con il modello più capace, si rischia: lo spazio è poco per salvare i propri contenuti (ma su quello si può ovviare con iCloud, pur pagando in termini di continuo traffico) e in caso di aggiornamenti radicali del sistema, può esserci non abbastanza spazio per “applicare” l’aggiornamento.

Dunque, la situazione di fatto è che la soglia minima è in effetti il mid-range, che ora Tim Cook ha “impostato” su 64 GB (e non 32). Di fatto – ragiona l’utente Reddit – è come se Tim Cook avesse alzato il prezzo minimo (e i margini) dell’iPhone di 100 dollari perché, appunto, il modello da 16 GB non se lo compra nessuno.

In effetti, finora il “salto” da una quota di memoria flash alla successiva è stato sempre dimensionato in segmenti contigui: 8, 16 o 32 GB per i vecchi modelli; 16, 32 o 64 GB per quelli più recenti. Ora, con il 6, c’è questa strana sequenza (che, appunto, non è più una sequenza): 16, 64 o 128. E non era una sequenza attesa: se guardate il punto 7 di questo articolo (l’immagine è riprodotta in colonna a sinistra), che nel 2013 faceva ipotesi sull’uscita di iPhone 6, l’idea era quella di una vera sequenza, cioè 32, 64 o 128.

Insomma, brontola quell’utente di Reddit, in pratica un iPhone 6/6 Plus con “soli” 16 GB è useless (inutile, non serve a un c., vuole dire).

Be’, mi troverei d’accordo con il ragionamento. Ma ricorderei che Apple è una delle pochissime aziende dove la divisione Marketing Management dipende (e riferisce) direttamente all’amministratore delegato, cioè Tim Cook. Il quale non è uno sciocco sul piano delle strategie di marketing.

Una conferma potrebbe venire dal dimensionamento delle linee di prodotto (es. 5% a 16 GB, 60% a 64 GB e 35% a 128 GB), che ufficialmente non conosceremo mai, ma non credo siano troppo lontane dalla mia valutazione “a spanne”. In questo modo, quei pochi fessi che pur di averlo sceglieranno l’entry level saranno soddisfatti (a loro non interessa se non hanno spazio, basta far vedere che ce l’hanno), la stragrande maggioranza sceglierà il mid-range e l’élite sarà soddisfatta dal top di gamma. Con poche – o nessuna – rimanenze di magazzino.

Vedremo cosa accadrà con iPhone 7… già c’è chi ci sta pensando, non credete.

Marco Valerio Principato

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Marco Valerio Principato (2081 articoli)

Informatico sin dal 1980, esperto di Internet ed elettronica e attivo in Rete dal 1999, ha curato articoli in diverse pubblicazioni specifiche tra cui Punto Informatico (direzione P. De Andreis) e CompuServe Magazine. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione, è responsabile di questo sito.

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