E così Firefox lasciò Google per mettersi con Yahoo!

Yahoo! Concediti a me al posto di quel «bruto» di Google!
Yahoo! Concediti a me al posto di quel «bruto» di Google!
Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 21/11/2014
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E così, si sono «lasciati». Ma Firefox non può stare senza un motore di ricerca «fidanzato ufficiale»: con Yahoo! è appena nata una nuova «storia».

Quasi fosse una storia tra adolescenti. Prima sembrava che Firefox – conferendogli idealmente “sesso femminile” – avesse timore che il suo (ex, ormai) fidanzato Google fosse troppo disinibito e raccontasse troppo della loro storia. Volendo resistere al rischio di trasformarsi in una risorsa a pagamento, Firefox ha detto a Google1 “ciao, ti lascio e mi metto con Yahoo!, che è più bello di te”, illudendosi – probabilmente – che il suo nuovo fidanzato sia stato più casto e puro del precedente prima di concedersi.

Una pura e pia illusione. Sono come i politici. Di giorno, davanti alle telecamere e ai voice recorder dei giornalisti, litigano e fanno vedere una faccia. La sera vanno a cena insieme, mostrando l’altra faccia. Basterebbe solo ricordare che Marissa Mayer, l’attuale AD di Yahoo!, viene da Google.

Per ora l’accordo riguarda soltanto l’utenza statunitense, dunque chi impiega Firefox altrove – Italia compresa – per adesso non vedrà l’effetto di questa novità. Ma non è tanto questo a preoccuparmi, quanto il livello culturale e di consapevolezza medio degli utilizzatori della Rete, fatte le debite (e poche, purtroppo) eccezioni.

Mi turba, per esempio:

  1. che il 33 per cento degli internauti abbia scelto Chrome di Google: non ci sono scuse, è una scelta assassina, lo dimostra il fatto che Google si preoccupi di continuare a fornire quel browser dovunque (Mac OS X, Windows, Linux, Android e iOS, mancano solo i meno plasmabili utenti BlackBerry e quelli di Windows Mobile, perché là è Microsoft a non far passare Google);
  2. che solo il 10 per cento abbia scelto Firefox finora;
  3. che, di conseguenza, circa il 50 per cento utilizzi quella schifezza di Internet Explorer, notoriamente il peggior browser del mondo ma onnipresente perché preinstallato in Windows.
Un commento su Tom's Hardware

Un commento su Tom’s Hardware

E sul piano del livello culturale, non c’è che l’imbarazzo della scelta per preoccuparsi. Sempre fatte le debite eccezioni, quando leggi cosa viene sentenziato nei commenti di alcuni articoli: «Del resto come sinonimo di fare ricerche su internet non si dice yahooare o bingare, ma googlare», dice “Borat”,  allora pensi che la googlizzazione del mondo, come dice Siva Vaydihanathan, prosegue indisturbata, senza alcun intralcio.

Per fortuna gli risponde “Civilizator” – il nome è tutto un programma – dicendo: «L’importante è che Firefox continui ad esser sviluppato e migliorato. Grazie alla sua totale capacità di personalizzazione e alle sue estensioni non ho ancora trovato browser migliore di questo» e non posso che dargli ragione.

Un po’ meno d’accordo potrei essere con “Zekonja”, convinta(o?) che «Google sta violando la privacy di tutti in un modo insopportabile», sul che ha ragione, ma appare del tutto ignara(o?) che Yahoo! non è assolutamente da meno, tutt’altro.

Poi mi indigno quando “Blazer1985” dice «Va bene che google sia sinonimo di ricerca in internet ma la gente, intesa come utente medio, usa quello che viene impostato di default (addirittura quella robaccia impostata dalle toolbar) senza battere ciglio e senza farci minimamente caso». Certo, è proprio così (purtroppo), ma non va bene affatto che “Google sia sinonimo di ricerca in Internet”, mi pare di averlo già detto a chiare lettere.

Il punto, in conclusione, è che a mio avviso non è cambiato niente. Se prima le ricerche predefinite le “spiava” Google, adesso le “spierà” Yahoo!, tutto qui. Finché questo non impedirà la libera circolazione di Firefox e, soprattutto, finché il browser non sarà “compromesso inside”, come lo è Chrome o come lo è il sistema operativo Android, ben venga: basta sbarazzarsi delle preimpostazioni.

L'annuncio ufficiale di Mozilla

L’annuncio ufficiale di Mozilla

Quel che mi sorprende è che secondo quanto riferisce Mozilla stessa (v. anche a lato), Yahoo! dice di voler supportare l’opzione DNT (Do Not Track) all’interno di Firefox. Solo due anni fa non era dello stesso parere: «Yahoo! ha detto chiaramente di infischiarsene: quale che sia l’impostazione, traccerà». Il che è anche una conferma implicita del fatto che al di fuori di Firefox Yahoo! traccia ancora e ancora se ne infischia del DNT.

Quindi, comunque sia, in campana. Chi ha un minimo di coscienza faccia esattamente quel che faceva prima: appena installato (o aggiornato) Firefox, vada immediatamente a togliere la pagina di ricerca personalizzata come predefinita e rimuova dall’elenco dei motori utilizzabili tutti quelli proposti, lasciando solo DuckDuckGo e Wikipedia, gli unici di cui ci si può (abbastanza) fidare.

Poi, come al solito, fate come vi pare.

Marco Valerio Principato

  1. Notare: Il Sole 24 Ore esordisce, guarda caso, con «Quasi divorzio di Mozilla da Google».  [Torna al testo]
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Informatico sin dal 1980, esperto di Internet ed elettronica e attivo in Rete dal 1999, ha curato articoli in diverse pubblicazioni specifiche tra cui Punto Informatico (direzione P. De Andreis) e CompuServe Magazine. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione, è responsabile di questo sito.


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