Internet, la mercificazione assoluta

Eh, si, ormai di questo si tratta.
Eh, si, ormai di questo si tratta.
Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 07/01/2015
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Quando ti ricapitano davanti certi articoli, non riesci a non riflettere, e ti chiedi se davvero è reale quel che si vede, se persino Tim Berners-Lee non turpiloquierebbe.

Ma in che diavolo di mondo si sta trasformando Internet, anzi, il Web, per essere più precisi? Non mi piace, non mi piace, non mi piace. Avete letto, quest’estate, l’articolo di Wired intitolato «Il Corriere.it ha gonfiato il proprio traffico internet con l’acquisto di clic fasulli»? Mi è ricapitato davanti, condiviso su Facebook. Ci ho voluto riflettere. Ma dove siamo arrivati?

Comprare traffico. Un controsenso paradossale. Cosa significa «comprare traffico»? Quale senso ha? Quello di produrre denaro? E si può ritenere una fonte di profitto lecita, logica, ragionevole? Ma poi dal Corriere, che diamine, quello che si potrebbe ritenere il giornale più importante d’Italia, cronologie a parte.

E in mezzo Audiweb, che tace e non si esprime perché fa parte del baraccone ormai esistente da decenni (è l’emanazione moderna di AudiRadio, AudiTel e compagni). Naturalmente l’editore va subito in cerca di un capro espiatorio, cioè TradeDoubler, una vecchia conoscenza per quanto mi riguarda, di certo non composta da santarellini. La quale, naturalmente, si scagiona.

Mi è immediatamente tornato in mente l’esame di giornalismo, che ho sostenuto lo scorso 9 settembre con il dott. Paolo Castiglia, con esito più che favorevole. In quella sede ho sostenuto che il concetto di Agenda Setting è destinato ad acuirsi e non, come sostengono alcuni, ad attenuarsi e il docente ha visibilmente annuito, come dicesse «allora siamo d’accordo, ci siamo capiti».

Riprendo quel concetto. L’Agenda Setting si acuirà, ne sono ancor più certo, proprio di fronte a questa insulsa pratica dell’acquisto di traffico, che ovviamente non riguarda solo il Corriere ma un’infinità di siti che non esiterei a definire beceri, degni solo di essere ignorati.

Chi acquista traffico, a mio sommesso avviso, compie un gesto contrario alla filosofia del Web, un gesto del quale persino Tim Berners-Lee parlerebbe con parole poco eleganti. Un gesto che rende degno chi lo compie di far solo una cosa: scomparire. Proprio perché per via dell’Agenda Setting ci sarà sempre più gente che si “rifugerà” in sempre meno media, in quelli che diranno alla gente ciò che vuole sentirsi dire, e non ciò che va detto.

Aveva detto bene Indro Montanelli: «Per l’Italia non vedo un futuro, per gli italiani ne vedo uno brillante». Perché l’italiano è capace di essere onesto solo se sta fuori dall’Italia. Se è in Italia, è proprio “disonesto dentro”. Ecco perché chi ha cervello se ne va, chi non lo ha resta qui a tentare di spolpare quel che resta dell’Italia.

Ed ecco perché, francamente, non so quanto sopporterò ancora di stare “nel giro”. L’avevo già detto a dicembre del 2012: «Internet, mi stai perdendo».

Marco Valerio Principato


Marco Valerio Principato (2076 articoli)

Informatico sin dal 1980, esperto di Internet ed elettronica e attivo in Rete dal 1999, ha curato articoli in diverse pubblicazioni specifiche tra cui Punto Informatico (direzione P. De Andreis) e CompuServe Magazine. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione, è responsabile di questo sito.


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