Accordo Microsoft-CyanoGen: nuovo sistema nell’aria?

Chissà che tra qualche tempo non diventi possibile?
Chissà che tra qualche tempo non diventi possibile?
Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 22/04/2015
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Sembra che stavolta la partnership tra i due sia stata ufficializzata. Ma cosa potrebbe venirne fuori? Qualcosa come «Microsoft Cyanogen»? Be’, se non quello, quasi. Pensieri.

Zitta zitta, la settimana scorsa è stata formalizzata ufficialmente una partnership tra  Microsoft e Cyanogen. E chi è costui, direte voi, riferendovi alla seconda (perché la prima la conoscete: ve lo scrive sullo schermo ogni volta che accendete il computer)? Ve lo spiego subito.

Cyanogen, oltre a essere un’azienda, è un sistema operativo mobile. Più esattamente, un’alternativa ad Android, con il quale è compatibile. Esiste per moltissimi device mobili e nella maggior parte dei casi, specie per quanto riguarda l’aspetto privacy, è nettamente, dico nettamente, meno peggio di Android.

Ovviamente non è proprio Android. Ci sono delle differenze. Comunque, è possibile installarlo pressoché su tutti gli smartphone Android, si possono usare le stesse applicazioni (e anche altre che su Android non si possono usare se non smanettando in modo molto pesante, cosa non certo alla portata di tutti), di solito è più “leggero” e quindi lo smartphone è più veloce, se si fanno le cose per bene consuma anche meno batteria, eccetera.

Dunque, a cosa mira questa partnership? La prima cosa che viene in mente è: vista, almeno finora, la scarsa diffusione degli smartphone basati su Windows Phone, probabilmente l’accordo può rivelarsi a) un asso nella manica per Microsoft, nella remota ipotesi che Windows 10 Mobile non attecchisse più di tanto; b) un ulteriore canale per Cyanogen, capace di portare clientela e, al contempo, di consentire l’offerta di un ventaglio di servizi di cui solo un big come Microsoft è capace.

Potrebbe dunque nascere un “Microsoft Cyanogen”? Può darsi. Bisogna tener conto che la squadra dietro a Cyanogen non è mai stata del tutto incline allo “schema Google”, con cui Android – quello “vero” – è concepito, cioè apertura totale, nessun controllo all’utente sulla privacy, tutto online su Google, tutto autenticato, tutto su Google Play, eccetera.

Finora ha “ceduto al ricatto” perché, altrimenti, semplicemente non se lo sarebbe filato nessuno. L’idea di base, però, è sempre stata quella di dare alla luce un sistema che non “dipenda” da Google e non è da adesso che una qualche sorta di accordo aleggia tra Microsoft e Cyanogen.

Del resto, «questa entusiasmante partnership con Microsoft ci metterà in condizione di portare nuovi tipi di servizi integrati agli utenti mobili dei mercati di tutto il mondo», dice Cyanogen. «Continueremo a offrire esperienze world-class a cavallo tra produttività e comunicazione in Windows e siamo entusiasti che gli utenti di Cyanogen potranno presto avvantaggiarsi dei medesimi e potenti servizi», dice Microsoft.

Personalmente, riterrei che l’idea di base sia proprio questa: inseguire l’originario ideale scenario di “indipendenza” da Google e realizzare così un sistema più “autonomo”. Certo, direte voi: autonomo un piffero, perché passa dalla padella alla brace.

Be’, nessuno di questi big ha l’aureola, questo lo sappiamo. Però, senza meno me la sentirei di associare Microsoft a una piccola padella, ma Google è senz’altro una brace, un’enorme brace. E se proprio ci dobbiamo ustionare, da una padella possiamo tentare di schizzare via, ma da una (annosa) brace a migliaia di gradi non c’è scampo.


Marco Valerio Principato (2072 articoli)

Informatico sin dal 1980, esperto di Internet ed elettronica e attivo in Rete dal 1999, ha curato articoli in diverse pubblicazioni specifiche tra cui Punto Informatico (direzione P. De Andreis) e CompuServe Magazine. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione, è responsabile di questo sito.


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