Chrome, fischia il browser e l’URL viaggia…

The New Blog Times
Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 21/05/2015
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Qualcuno ha etichettato Tone, il plugin di Chrome «inoltratore audio di URL» come un «ritorno al codice Morse». In effetti si tratta di codifica audio di una stringa, molto simile a quando usavamo i modem analogici…

Non sanno più cosa inventarsi. Un plugin per Chrome, o estensione che dir si voglia, che al tocco dell’utente traduce l’URL in corso di visualizzazione in una sequenza audio: questa, diffusa attraverso le casse del PC, può essere ricevuta dagli altri Chrome eventualmente presenti in stanza e “navigata”.

Si, d’accordo, qualche vantaggio c’è: non servono né Bluetooth né Wi-Fi, è “universale” e concettualmente semplice.

Però non si può non considerare che: a) se la stanza è rumorosa, non funziona; b) significa implicita autorizzazione al software di smartphone e tablet, già tanto poco sicuro sul piano della privacy, a manipolare il microfono e gestirne i livelli; c) l’inoltro di un URL sic et simpliciter spesso non basta, perché ciò che si vede è legato a cookie o autenticazioni presenti sul PC o device inoltrante, ma non su quelli inoltrati; eccetera.

Come commentava qualcuno dei soliti, irriducibili lettori di Punto Informatico, «si torna al codice Morse»… in tutta franchezza, dopo le acrobazie di una modulazione complessa come quella dei modem a 56 Kbps di beata memoria, questa non mi sembra una grande invenzione.


Marco Valerio Principato (2072 articoli)

Informatico sin dal 1980, esperto di Internet ed elettronica e attivo in Rete dal 1999, ha curato articoli in diverse pubblicazioni specifiche tra cui Punto Informatico (direzione P. De Andreis) e CompuServe Magazine. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione, è responsabile di questo sito.


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