Facebook, le foto profilo e il diritto d’autore

Questa foto è mia. Chi la usa senza il mio permesso... peste lo colga!
Questa foto è mia. Chi la usa senza il mio permesso... peste lo colga!
Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 15/06/2015
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Non volete che la vostra foto profilo Facebook sia impiegata da altri? Il Tribunale di Roma vi protegge. Se con la stessa solerzia si occupassero di cose serie, magari…

Venerdì scorso è circolata la notizia secondo cui «la pubblicazione di foto sulla propria pagina Facebook “non comporta la cessione integrale dei diritti fotografici”. Per cui nel caso di utilizzo non autorizzato da parte dei media scatta il risarcimento del danno morale e patrimoniale. Lo ha stabilito il Tribunale di Roma con la sentenza del 1° giugno 2015 n. 12076» (Il Sole 24 Ore).

Ci sarebbero un po’ di cosine di cui sono poco convinto.

Prima: a meno che l’utente Facebook non informi chiaramente, in qualche maniera (nella didascalia, per esempio), di non voler cedere ad alcun altro la/le foto in questione, come fa a saperlo chi si appresta a impiegarle?

Seconda: se non si desidera che “il pubblico del Web” possa vedere quelle foto, perché non metterle in condivisione “solo amici”? E se si pensa che non sia opportuno, visto che tramite quella foto si viene riconosciuti dal pubblico al fine di individuare (ed essere individuati da) persone con cui si sono persi i contatti, allora perché impiegare una foto della quale non si intende cedere alcun diritto?

Terza: Con Instagram, che come noto è di proprietà di Facebook, come la mettiamo, visto che sin dal 16 gennaio del 2013 può vendere «a un società a o un’altra entità pagante le informazioni relative all’utente e alle azioni che compie (gli spostamenti da un luogo all’altro ad esempio, ndr) e le sue fotografie» (Corriere.it)?

Allora, chi ha avuto questa bella idea veda un po’ se ci fossero gli estremi per querelare Giornalettismo.com, visto che ha pubblicato un articolo con ben diciassette screenshot di foto profilo più immagine di copertina: hai visto mai che si recupera qualche soldo.

Personalmente la cosa non mi riguarda, non essendo io né il belloccio del Web né la tipica stanga con due metri di gambe. Però a volte trovo che la gente abbia proprio perso la facoltà di ragionare. Sia lato popolo che lato normative. Cavillosità, capziosità e prosopopea ci contraddistinguono da sempre e questo caso non fa eccezione, anzi, lo conferma.

P.S.: La nuvola al tramonto riprodotto in testa l’ho fotografata io, se tante volte dovesse piacervi, fateci quel che volete: prendete la didascalia come fosse una litote. Non sapete cos’è? Leggete e ragionate.


Marco Valerio Principato (2072 articoli)

Informatico sin dal 1980, esperto di Internet ed elettronica e attivo in Rete dal 1999, ha curato articoli in diverse pubblicazioni specifiche tra cui Punto Informatico (direzione P. De Andreis) e CompuServe Magazine. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione, è responsabile di questo sito.


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