Un BlackBerry con Android? Assurdo

Atroce visione...
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Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 22/06/2015
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Le voci su un device BlackBerry mosso (direttamente) da Android circolano. Francamente, però, non saprei la clientela che ben conosce la casa come la prenderebbe.

La scorsa settimana il sito specializzato CrackBerry ha posto una domanda ai suoi lettori, che definire retorica è un eufemismo: se comprerebbero un BlackBerry basato su Android. La risposta della maggioranza può essere facilmente immaginata: un NO a caratteri cubitali.

Non c’è stata una totale chiusura, tuttavia: poco più del 25 per cento ha detto di voler stare a guardare quale sarà l’approccio nell’eventuale introduzione di Android nell’offerta della casa canadese. E un altro 2o per cento si è dichiarato favorevole.

Resta pur sempre quasi il 54 per cento che ha detto chiaramente no. In quel 54 per centro, pur non essendo (ovviamente) stato interpellato, mi ci metto anch’io: per me un BlackBerry basato su Android semplicemente non è più un BlackBerry.

Del resto, se proprio si vuole impiegare un’App Android, lo si può fare ugualmente: dalla versione 10.3.1 del sistema operativo in poi è presente Amazon App Store, dunque è ufficiale la possibilità di farlo. Anche prima, sia chiaro, non era impossibile: bastava utilizzare Snap, di cui dispongo già dalla versione precedente e che per certe App “irreperibili” su BlackBerry OS 10 sono stato costretto a usare.

Usare un’App Android su BlackBerry OS 10 significa usare una macchina Android virtuale a tutti gli effetti, quindi non è esattamente come utilizzare un dispositivo realmente mosso da Android, sia chiaro. Ma è un ottimo metodo per colmare le lacune – siano esse dei produttori di App che di BlackBerry – di App effettivamente utili ma non presenti nell’App World come App native (quelle con il logo “Built for BlackBerry”).

Non è tutto oro quello che luce, in ogni caso. Utilizzare Android come sistema operativo “nativo” su hardware BlackBerry, a mio avviso, è una pura follia: vengono meno proprio tutte quelle caratteristiche che differenziano BlackBerry dagli smartphone di massa, ossia la fascia a cui Google si rivolge con Android, a partire dalla perdita delle doti relative alla sicurezza e alla privacy.

Ma al di là di questo, trovo che il ronzare intorno ad Android da parte di John Chen, AD di BlackBerry, sia una mossa molto controversa e discutibile. Da un lato evidenzia la necessità di porsi, in qualche modo, sullo stesso livello a fini di profitto; dall’altro, come ho già detto sul mio blog, costituirebbe un grosso errore di marketing.

Temo che BlackBerry, indipendentemente da chi la sta guidando – oggi è John Chen, domani potrà essere qualcun altro – debba rivedere il proprio posizionamento e la propria brand identity: continuando in questa commistione con un sistema operativo il cui unico pregio è quello di aver attecchito sulle masse, finirà per confondersi con queste ultime, perdendo ogni possibilità di crescita fondata su elementi solidi e, soprattutto, su una ben precisa differenziazione.

Come dire che Apple, per allargare i propri orizzonti, decidesse di far girare Symbian sugli iPhone. A questo punto Chen andasse a parlare anche con Satya Nadella: hai visto mai che ci funziona bene pure Windows 10…


Marco Valerio Principato (2072 articoli)

Informatico sin dal 1980, esperto di Internet ed elettronica e attivo in Rete dal 1999, ha curato articoli in diverse pubblicazioni specifiche tra cui Punto Informatico (direzione P. De Andreis) e CompuServe Magazine. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione, è responsabile di questo sito.


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