WhatsApp, doppie spunte e ansie varie

Testatine...
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Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 05/06/2017
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Per calmare l’ansia, quattro testatine di opinabile valore e qualche sfruttatore di ingenuità «internautica» vi spiegano… con quali (altre) App calmare i vostri bollenti spiriti ansiogeni. L’ansia, in realtà, dovrebbe venirvi per ben altro.

Come direbbe Vittorio Sgarbi: «capre, invece di continuare ad avere WhatsApp installato, andate a visitare un museo». Invece no: inamovibili come un plinto di cemento, continuate imperterriti ad avere WhatsApp, chi con una scusa, chi con un’altra. Vi lamentate di non potervi sottrarre dalla “doppia spunta blu”. Andate cercando metodi per aggirarla, per non far sapere se avete letto o no, però vorreste leggere senza farlo rilevare ai vostri corrispondenti.

Poi, appena quattro testatine di valore opinabile (vedi immagine in testa) vi propinano quattro articolucci in cui vi rivelano che, grazie ad ulteriori App come Hidden for WhatsApp, GBWhatsApp, Parallel Space e qualche altra, potrete riuscire nell’agognato scopo di sottrarvi al mutamento di colore del segno di spunta, siete tutti contenti e, come delle perfette capre, vi precipitate sui rispettivi store per scaricare l’ennesima App – sempre ammesso che la memoria residua del vostro gingillo ve lo permetta.

Il tutto dimenticando, naturalmente, che state aggiungendo al vostro spioncino tascabile Android a disposizione dei big un ulteriore buco della serratura da cui spiarvi.

Certo, caproni. Perché mentre WhatsApp si riempie la bocca dicendovi che è tutto cifrato, che nessuno lo può intercettare, non pensate che, se esiste un modo per un altra App (come Hidden for WhatsApp) di leggere le chat e farvele vedere, allo stesso modo quella App può fare copia delle vostre chat (oltre che, al solito, dei vostri contatti, posizioni geografiche, conversazioni telefoniche, navigazioni Internet, attività sui social, fotografie, eccetera) ed appropriarsene.

Ma voi, caproni, pur di non privarvi del giochino che vi fa sentire connessi, sempre insieme, sempre collegati e pronti al confronto (e al controllo reciproco, in certi casi), continuate a mentire a voi stessi e al mondo dicendo che non avete niente da nascondere, che della privacy non ve ne frega niente, che mi controllassero pure non mi interessa, che se non ce l’hai sei fuori dal mondo e altre idiozie che, appunto, non fanno altro che classificarvi per quel che siete.

Dice Sherry Turkle, nel suo libro Insieme, ma soli1 (che dovreste leggere ma non lo fate perché poi vi rendereste conto di quanto siete capre), che voi credete di essere connessi ma, «… anche se si è soli, la potenzialità di un contatto quasi istantaneo trasmette l’incoraggiante sensazione di essere già insieme» (pag. 237), voi ci siete cascati con tutte le scarpe e non vi rendete conto di quante baggianate vi fanno accettare senza che voi siate più in grado di battere ciglio, siete convinti di essere già insieme, ma in realtà siete soli, voi e il vostro gingillo, che da anni vi fa camminare con un inserto di forma cetrioloide alloggiato là dove non batte mai il sole e voi, invece di liberarvene, ve lo portate a spasso e siete pure contenti.

Alcune di quelle testatine vi raccontano anche che Hidden for WhatsApp è un’app “freemium” (sbagliato, quel termine ha un altro significato2) perché vi fa il servizio ma vi somministra anche pubblicità (pure! Non basta il fatto che si metta a spiare sulle vostre chat) che, però, si può togliere per 24 ore ma dovrete sorbirvi uno spot di 30 secondi.

Ma dico io, vi rendete conto o no del grado di rincoglionimento a cui siete arrivati? Vi fate incetriolare per bene ma vi piace e quindi sopportate, l’App vi mette in ansia e poi, invece di andare dallo psicologo per curare l’ansia (che sarebbe la soluzione intelligente), andate da un altro fornitore d’ansia per togliere l’ansia generata dal primo.

Voi avete bisogno dello psichiatra, ormai, non più solo dello psicologo.

Marco Valerio Principato

(articolo in formato PDF)


1 Sherry Turkle, Insieme ma soli – Perché ci aspettiamo sempre più dalla tecnologia e sempre meno dagli altri, Codice Edizioni, Torino, 2012.

2 Wikipedia, Freemium, in https://it.wikipedia.org/wiki/Freemium.

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Informatico sin dal 1980, esperto di Internet ed elettronica e attivo in Rete dal 1999, ha curato articoli in diverse pubblicazioni specifiche tra cui Punto Informatico (direzione P. De Andreis) e CompuServe Magazine. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione, è responsabile di questo sito.


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