Ma che diamine stanno facendo, laggiù nel West?
Come già dicevamo proprio qui su questo blornale, è da tempo che Microsoft digrigna i denti canini e vorrebbe fare un bel paio di grossi buchi sul gastrocnemio delle gambe di Google, sperando di strappargli carne, anzi, clientela assetata di ricerche sul Web.
Purtroppo, nonostante le ragguardevoli dimensioni dell’azienda fondata da Bill Gates, l’apertura delle sue… fauci difficilmente sarà tale – almeno da sola – da riuscire ad assestare il morso: quando Doug Bowman ha lasciato Google, ha detto di sentirsi come un gommone che voleva indirizzare qualche grado più a nord una gigantesca portaerei. Bè, nel caso di Microsoft, invece di un gommone si potrebbe dire un potente peschereccio, ma ancora tale da risultare sempre arduo azzannare, appunto, una portaerei come Google.
Eppure le danze non sono finite. Di nuovo, come è già successo grosso modo un mese fa, i dialoghi tra Yahoo! e Microsoft sembra siano ripresi. A dirlo è il Wall Street Journal: oltre a collaborare nel campo dell’advertising, secondo il quotidiano tra i due giganti si sta affacciando l’idea dell’outsourcing. Ovvero, Yahoo! darebbe in gestione a Microsoft il proprio settore del Web Search.
La mossa apparirebbe concreta sotto diversi profili, primo tra tutti quello secondo cui vi sarebbe l’imminenza del debutto di un nuovo Search Engine made in Redmond, il cui nome iniziale, Kumo, pare possa essere rimpiazzato da altri nomi.
Non sembra, nell’ipotesi, troppo azzardato supporre che le imponenti tecnologie made in Microsoft, con tutte le innovazioni degli ultimi tempi apportate dal progetto Kumo, sommate all’esperienza e alla penetrazione di mercato di Yahoo! di tutti questi anni possano fornire come risultante un prodotto in grado, finalmente, di spalancare abbastanza le fauci per avere qualche chance di riuscire nel famoso morso.
Dunque, potremmo assistere alla creazione di una nuova potenza, in un momento in cui la crisi economica ancora si abbatte sulla stampa statunitense, con Google che non molto tempo fa aveva chiarito di essere prima di tutto amico dei giornali. E nella stessa circostanza era nota un pò a tutti l’avversione di Google a partecipare direttamente alla produzione di notizie.
A dispetto di questa posizione, s’era recentemente profilata l’ipotesi di un avvicinamento del gigante delle ricerche al mondo della stampa, se non altro sotto forma di dialoghi preliminari rivolti al Washington Post e/o al New York Times.

Erich Schmidt
Ma da una recente intervista rilasciata al Financial Times, questa possibilità – come si ipotizzava in precedenza – sembra svanita: “Considerereste l’acquisto di una testata giornalistica? Ora sono a buon prezzo”, chiede il quotidiano ad Eric Schmidt, presidente del gigante di Mountain View, che risponde pacatamente ma inequivocabilmente: “Abbiamo effettivamente guardato a questa possibilità e stiamo cercando di non superare la linea che separa infrastrutture e tecnologie fornite da Google e i contenuti che i nostri partner offrono. Una linea c’è e noi stiamo cercando di restare dalla nostra parte”, ha chiarito Schmidt.
Il quadro a questo punto sembra chiaro: Google intende restare concentrata sul proprio business, pur se formato da mille sfaccettature, ma non vede con occhio favorevole l’introduzione di nuovi segmenti di business nel proprio arco di attività. Ed è comprensibilissimo: non mancano di certo le possibilità economiche per farlo, ma inevitabilmente verrebbero sottratte risorse umane di alto livello, decentrando l’attenzione rispetto al proprio core business. Simili passi richiederebbero, infatti, un esame attento ed una sorveglianza accurata da parte di quadri dirigenti, così da mantenere le novità allineate alla rotta indicata dai vertici.
E in un momento in cui si vocifera di novità come quelle del trionfale (ri)ingresso di Microsoft nel campo dei Search Engine, possibilmente sottobraccio a Yahoo!, non sembra proprio il caso di distrarsi. Segno evidente che l’accoppiata Microsoft-Yahoo! possa essere stata considerata non vincente ma, almeno, insidiosa.
Restiamo in balcone ad assistere: qualcosa dovrebbe accadere, a questo punto senza neanche attendere troppo.
Marco Valerio Principato




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[...] mi sbaglio? Tra l’altro, proprio oggi sul New Blog Times, dalle parole di Schmidt avevo colto l’occasione per segnalare che la posizione di Google è comunque invariata e tende a stare “al di qua [...]