Internet Explorer: ma chi lo usa (più)?

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Marco Valerio Principato
Di Marco Valerio Principato
Pubblicato il: 08/09/2009
Commenti 3 commenti

UPDATE IN CALCE – Si legge sempre più spesso che Internet Explorer, il browser di casa Microsoft, senz’altro navighi in Internet, ma in acque non particolarmente tranquille. In altri termini, la sua popolarità è in caduta libera.

Giunto da poco meno di un anno  alla versione 8, con l’arrivo della quale si è arricchito di ulteriori funzionalità (molte delle quali di dubbio riscontro sul pubblico) è un browser che, ad oggi, deve la sua sopravvivenza più ad alcuni fattori esterni che alla bontà di sé stesso come strumento per navigare.

Indubbio, per navigare in Internet ci vuole un browser e IE8 è là, presente, ben incuneato nel sistema operativo, senza alcuna necessità di fare ricerche o installare alcuna alternativa. Ragionando, però, i motivi della sua sopravvivenza e dell’attuale (ancora, ma a questo punto chissà per quanto tempo) supremazia sulla concorrenza vanno ricercati non certo nella sua “bontà” di prodotto software né nella sua velocità (non male poco dopo uscito, poi peggiorata perché appesantito), ma in ben altro.

Le installazioni corporate

Si tratta di quella miriade di computer installati presso le grandi aziende, le Pubbliche Amministrazioni, i grandi enti e le grandi realtà come banche e simili dove la somma di politiche aziendali discutibili e l’intraprendenza del produttore fanno sì che l’adozione di quel browser sia semplicemente naturale, magari con qualche “forzatura”. Basta, tra l’altro, impedire a livello centralizzato nei deployment di massa l’installazione di qualunque nuovo software et voilà, l’utenza è praticamente obbligata ad usarlo.

Gli sviluppatori

È ben nota la spiccata propensione di IE a comportarsi, di fronte ad un foglio di stile CSS, in modo a) anomalo, oppure b) semplicemente diverso, oppure c) in modo del tutto errato. Al punto che molti pur soffrendone ci convivono obtorto collo, anche – eventualmente – scrivendo apposite righe di codice che tentino di far visualizzare una determinata pagina a IE nello stesso modo in cui la visualizzano tutti gli altri. Questo significa che, nelle macchine degli sviluppatori, IE è presente: ma non per navigare, bensì per verificare che il proprio lavoro di programmazione abbia efficacia e consenta al sito in produzione di apparire graficamente analogo, tanto su IE che su tutti gli altri.

I neofiti/incompetenti/utenti “casarecci”

Sui PC di questa categoria di persone, almeno fin quando Windows 7 non prenderà il posto di Vista e di XP, Internet Explorer c’è e ci resta. Perché: a) il titolare non sa perché ce l’ha, b) perché non sa se esistono alternative, c) perché non sa se può essere meglio (o peggio, punti di vista) usarle e via discorrendo. Non solo: su quei PC, di solito, di altri browser non ce ne è neanche l’ombra, perché il titolare sa solo che per navigare si clicca sulla grande e, ma nient’altro. Purtroppo, si tratta della maggior parte delle utenze “private”.

I “fraccomodi”

Non sono una gran porzione, ma ci sono. Sono coloro che, pur di non perdere tempo di fronte al solo rischio di qualche piccola incompatibilità, di qualcosa che “la casa non prevede”, di fronte a un sito costruito a puntino per funzionare bene solo con IE, preferiscono semplicemente girare le spalle e adottare a occhi chiusi ciò che indica mamma Microsoft. Tanto più che anche chi dovrebbe dare l’esempio, spesso, invece fa marcia indietro e torna all’ “ovile”.

<p>Quote di mercato dei principali browser nell'estate del 2009</p>

Quote di mercato dei principali browser nell'estate del 2009

La somma di queste e di altre piccole categorie d’utenza o di necessità (es. Microsoft Update, che funziona solo con IE), già a occhio, è in grado di rappresentare se non tutta almeno una gran parte di quel 66,6 per cento che oggi gli osservatori più attenti attribuiscono come quota ad Internet Explorer.

Spostando la propria attenzione su tutti gli altri, che in numeri vuol dire un Firefox al 23,3 per cento di quota, con al seguito Safari, Chrome e Opera, si rifletta sulle rispettive adozioni: si può, alla luce della più schietta sincerità, affermare che qualunque degli altri browser sia stato installato o utilizzato “per forza”, come può accadere ed accade per Internet Explorer?

Se a questo si aggiunge che 1) chi vuole un browser snello e scattante, privo di fronzoli, probabilmente sceglie Chrome; 2) chi usa un Mac è già mal predisposto per default all’impiego di IE e 3) chi utilizza Linux, specie in certi casi, se ne infischia con la massima tranquillità della sua stessa esistenza, è facile concludere che l’egemonia di Internet Explorer, a meno di profonde rivoluzioni architetturali, non è destinata a durare.

Tanto più che quando arriverà Windows 7, di IE non dovrebbe esservene traccia.

E voi? Cosa farete quando arriverà Windows 7? Andrete ancora a cercare Internet Explorer

con il lanternino o passerete, finalmente, a qualcos’altro di meglio, anzi no, mi trattengo, a qualcos’altro e basta?

Marco Valerio Principato

UPDATE

Grazie alla segnalazione di un lettore, volentieri correggiamo una defaillance: Microsoft ha rinunciato alla distribuzione di una versione “speciale” di Windows 7 per l’Europa, dove per speciale si intende realmente priva di Internet Explorer. Lo spiegava dettagliatamente il 31 luglio scorso Dave Heiner, Vice President e Deputy General Counsel di Microsoft, dal cui post si evince chiaramente che il kit, ora, verrà distribuito uguale per tutti, compreso IE. Tuttavia, chi lo acquista in ambito UE potrà disporre della possibilità di optare per altri browser attraverso il famoso “ballot screen”, creato online anziché come procedura stand-alone.

In realtà, per Microsoft questo sembrerebbe proprio tradursi in “1) Così «facciamo contenta» l’UE, 2) Non dobbiamo pacchettizzare doppio bensì ci limitiamo a un controllo online sul numero seriale e/o sull’indirizzo IP di provenienza”.

Resta solo da vedere se questa soluzione verrà ritenuta soddisfacente in sede UE.

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  1. G scrive:

    Due note:

    1)Si dice “Obtorto collo” e NON “ob torto collo”
    2)Il rilascio Windows 7 E, cioè la versione europea senza IE8, è stato annullato ufficialmente da Microsoft diverse settimane fa.

    Aggiornarsi non sarebbe male, prima di precipitarsi a scrivere.

    • Marco Valerio Principato scrive:

      1) Hai ragione, mi è sfuggito uno spazio, grazie
      2) Errare humanum est: non me lo concedi?
      Comunque, grazie alla tua segnalazione, ho approfondito e aggiunto un update che spero possa tornare utile.

  2. [...] 7 settembre prossimo (non prima: direbbe “non trovato) leggetevi quest’articolo: così come Internet Explorer 8 inizia a vedere le corde del ring più da vicino, così accadrà [...]