iPhone 4, il test di Consumer Reports è farlocco. Parola di Bob Egan

iPhone 4, il test di Consumer Reports è farlocco. Parola di Bob Egan
Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 14/07/2010
Commenti 2 commenti | Permalink

Un ingegnere sembra voler smentire la validità della prova di iPhone 4 svolta da Consumer Reports. Ma lo fa egli stesso in modo molto poco accademico. Dunque, dov’è la verità? Basta ragionarci

Nella dibattuta questione relativa all’antenna del nuovo iPhone 4 sta saltando agli onori delle cronache un post di Bob Egan, un ingegnere che sul suo blog precisa di essere direttore generale della divisione ricerca e analisi di TowerGroup, azienda che si presenta come consulente su servizi alle imprese finanziare e ai fornitori di tecnologie e servizi. Secondo Egan, le prove condotte da Consumer Reports sarebbero prive di basi scientifiche e svolte al di fuori dei canoni accademici: dunque, non proverebbero nulla di specifico.

Scontato che un simile post, sia pure certamente “segnalato” (qualcuno conosceva l’ing. Egan, prima d’ora?), ha scatenato a sua volta altri post sui siti degli osservatori più attenti i quali, con schiettezza e sincerità, si limitano a riferire quanto afferma Egan e a precisare che il proprio iPhone 3, semplicemente, “non lo fa”.

Personalmente non conosco, né ho mai letto nulla a proposito di Bob Egan, lo confesso candidamente. Assumo solo come postulati il fatto che lui sia un ingegnere e che io sia un informatico, per coincidenza anche Radio Amatore di quelli vecchio stampo, che per ottenere la patente (a 16 anni, nota bene) ha dovuto studiare davvero e fare tanto di esame di stato, su radio, elettronica e telegrafia, orale e scritto). Chi vuole conferme sulla mia preparazione può chiedere di me alla divisione Filodiffusione della RAI. Per una serie di eventi, là mi conoscono in parecchi: basta leggersi questa recensione sul sito RAI e constatare da dove provengono le foto e da dove è stato preso spunto per la recensione (con la mia autorizzazione, beninteso).

Una delle prime cose che mi pregerei di far notare è che difficilmente si acquista (usato si trova a 65mila dollari), si installa e soprattutto si sa utilizzare uno strumento di misura professionale come il CMU200 di Rohde & Schwartz se non si ha una preparazione di livello accademico non disgiunta da una considerevole dose di interesse e passione personali. Esatto, perché l’apparecchio ripreso nel filmato (vedi fotogramma in testa) è proprio quello e, nel caso specifico, stava facendo girare il programma di test GSM850, ovvero quello che simula la rete radiomobile a 850 MHz (secondo la suddivisione di bande statunitense: qui si sarebbe impiegato il GSM900, per lo standard europeo).

L’ing. Egan afferma che la prova avrebbe dovuto essere condotta in una speciale camera anecoica: è verissimo, ma forse Egan non ha letto bene il post dell’associazione. Riporto con copia/incolla (l’evidenziazione in giallo è mia):

We reached this conclusion after testing all three of our iPhone 4s (purchased at three separate retailers in the New York area) in the controlled environment of CU’s radio frequency (RF) isolation chamber. In this room, which is impervious to outside radio signals, our test engineers connected the phones to our base-station emulator, a device that simulates carrier cell towers…

Dunque, una svista. E va bene, può accadere, ma andiamo alle altre questioni di principio più rilevanti.

Egan sostiene che nulla e nessuno doveva esservi nella camera, a eccezione di un’antenna trasmittente calibrata collegata allo strumento di misura e dell’iPhone stesso, sostenuto da un supporto inerte alle onde radio e collegato in un “punto attivo” con l’apparecchio di misura. Vero, ma quanto incide di fronte a un test che deve simulare un impiego reale, dove le persone ci sono?

Secondo Egan non è stato realizzato alcun collegamento tra iPhone e lo strumento: dunque, quando la telecamera inquadra il CMU200 il cui display visualizza con etichetta rossa i valori fuori standard, si tratterebbe di pura fantasia. In altre parole, lo strumento avrebbe registrato chissà cos’altro, ma non quanto ricevuto dall’iPhone in test. Anche i cavi collegati, quindi (vedi sempre fotogramma in testa) sarebbero finti, morti là.

In definitiva, Egan è del parere che il test svolto da Consumer Reports sarebbe esattamente allo stesso livello degli altri test empirici svolti da migliaia di altri siti, di valore scientifico nullo.

A questo punto, mi domanderei come minimo se Consumer Reports ha tutto questo tempo da perdere a falsificare un filmato, rischiando una denuncia di proporzioni inusitate da parte di Apple: se quest’ultima sapesse di essere nel pieno della ragione, come si dice volgarmente, avrebbe ogni strumento per fare nera Consumer Reports e svergognarla di fronte al mondo intero. Cosa che non ha ancora fatto, a quanto si legge.

Poi: è vero che nel filmato non si vede alcuna operazione di connessione tra iPhone 4 e lo strumento di Rohde & Schwartz, ma questo non autorizza ad affermare che non vi sia. Il filmato – e questo lo sa bene chi lo ha prodotto ed editato – è stato concepito per andare su Internet: mostrare quella fase avrebbe fatto perdere tempo e sarebbe stata di scarso interesse per il pubblico. Come pretendere che una trasmissione TV in diretta si possa ritenere falsa se non si dimostrano tutte le fasi di connessione dei cavi di microfoni, telecamere e riflettori.

Tutto questo, con estrema franchezza, mi fa domandare se si sta parlando o meno di un ingegnere elettronico specializzato: si sa, le strade dell’ingegneria sono molte. Ingegnere lo è senz’altro, per carità: ma mi sembra davvero strano che un ingegnere elettronico – ne ho conosciuti tantissimi – si sia potuto esprimere in questi termini.

Francamente, a mio avviso a essere affrettate e poco accademiche sono le affermazioni dell’ing. Egan. Che potrebbe interfacciarsi con l’associazione e, parlandoci, confrontarsi con gli ingegneri che hanno svolto la prova. Sarebbe stata una decisione molto più sensata.

Per questo gli osservatori hanno titolato malignamente: “Apple ha un nuovo alleato”. Probabilmente è proprio così. Sarebbe bello sapere in cosa consiste (ovvero, in quanto con$i$te) l’alleanza, ma non importa. Come si era già spiegato, mi spiace ma contraddico l’ing. Egan: iPhone 4 avrà (forse, anche) un problema di firmware, ma non è su quello che si può contare per risolvere il problema.

Perciò, ingegneri ricercati da Apple per la specifica posizione di “antenna engineer” per iPad/iPhone, al lavoro: è a voi che tocca reinventare l’antenna di iPhone 4, altro che storie.

Marco Valerio Principato


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Sezione in lettura: Opinioni

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Commenti
  1. Marco Valerio Principato scrive:

    Grazie carissimo… devo dire che mi è uscito piuttosto spontaneo. In altre parole, è esattamente ciò che penso.

    Un saluto anche a te :)

  2. Gianluca Salina scrive:

    Ottima analisi, Marco Valerio: chiara, precisa ed accessibile anche a chi non ha una preparazione troppo specifica in ambito elettronico.
    I miei sinceri complimenti ed un saluto. :)


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