Dissequestro TPB: non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire
Si è appena letto il vero motivo per cui The Pirate Bay è stato “dissequestrato”. Se veramente – come senz’altro è – la FIMI si augura “che vengano nuovamente adottate con urgenza quelle misure cautelari necessarie ed appropriate per contrastare il download di migliaia di opere protette dal sito svedese”, allora si può dire che non si è concluso niente. Anzi, si sta facendo diventare giurisprudenza un principio secondo cui basta la statistica per essere indagati, lo dice ALCEI e non mi pare difficile essere d’accordo.
Meglio parlare chiaramente, così non ci sono dubbi. Con la speranza che leggano con attenzione quegli avvocati e magistrati non troppo in confidenza con le cose della rete: magari a qualcuno di loro si manifesta il fumus corretto e ne parla con i suoi colleghi in avvocatese o magistratese. Attenzione:
DAL «SITO SVEDESE» NON SI SCARICA NULLA DI PROTETTO DA COPYRIGHT, SEMPLICEMENTE PERCHÈ NON C’É!
Da The Pirate Bay si scaricano esclusivamente degli insiemi di dati digitali, chiamati file .torrent, e null’altro. Tali insiemi di dati, attraverso la fornitura internet del privato, il computer del privato, uno specifico programma del privato e, soprattutto, la volontà del privato, consentono di ottenere – eventualmente, ma non solo – altri dati da altri computer di privati, che nulla hanno a che vedere con The Pirate Bay, e che possono essere coperti da copyright.
Ricordo ancora una volta che The Pirate Bay non è che uno dei mille altri siti simili, dei quali nessuno si occupa, permettendo così all’opinione pubblica di cominciare a pensare che quando ALCEI sostiene che “la Legge non è uguale per tutti”, abbia ragione.
Nessuno vuole offendere l’intelligenza di quegli avvocati e quei magistrati che sanno benissimo di cosa si parla. Il “cartellino rosso” è per tutti quegli altri, la maggioranza purtroppo, che non ha il buon senso di chiedere accurate spiegazioni, se lo desidera anche semplificate “all’osso”. Costoro sono quelli per i quali elettronica e telecomunicazioni rappresentano molto meno di un fumus, ma somigliano, dal loro punto di vista, a qualcosa di astruso, criptico ed incomprensibile.
Come astruse, per forza di cose, sono le loro conclusioni che, ancora una volta, insistono a lanciare strali su un’armeria per il solo fatto che vende coltelli. La posizione della legge sulla questione, oggi, equivale a dire che in un’armeria non ci si deve neanche entrare, altrimenti si commette un illecito. Fate vobis. Francamente, se gli alfieri della legge ancora non capiscono che, continuando così:
- Non ottengono alcun risultato se non ulteriore impopolarità
- Indispettiscono i netizen, che se prima non sapevano cos’era TPB, ora lo sanno
- Possono anche chiudere TPB, ce ne sono altri mille che offrono file .torrent,
allora vuol dire che non vogliono capire. E siccome, dice il proverbio, non c’è peggior sordo di quello che non vuol sentire, è giunta l’ora di smettere di ripeterlo.
Quegli alfieri dovrebbero scrollare la testa, aprire gli occhi, smettere di essere avvocati e magistrati unopuntozero. Sono fuori moda e possono stare certi che, pur con il massimo rispetto per le loro nobili funzioni, la cittadinanza della Rete volterà loro le spalle.
La frase è già stata scritta su questo blornale, purtroppo bisogna ripeterla: Errare humanum est, perseverare autem diabolicum (cit.).
Marco Valerio Principato














