Google Blogs, cambiano le cose

La nuova Home Page di Google Blogs in inglese
La nuova Home Page di Google Blogs in inglese
Marco Valerio Principato
Di
Pubblicato il: 10/01/2011
Commenti 3 commenti | Permalink

C’è una differenza sostanziale tra Google Ricerca Blog in italiano e Google Blogs in inglese: il secondo è diventato a tutti gli effetti un altro “Google News”, anche nell’aspetto. Riflessioni

Innanzi tutto buon 2011 a tutti i lettori: siamo di nuovo “al pezzo” e quel divino computer che tutti abbiamo (o dovremmo avere) nella scatola cranica ha ripreso la piena attività.

Con l’occasione, accarezzavo l’idea di far notare che Google Ricerca Blog, ossia quella parte specializzata di Google dedita all’indicizzazione dei contenuti prodotti dai nostri blog, nella sua versione statunitense ha cambiato architettura: ci avete fatto caso?

Controllate: se vi recate sulla sua Home Page in lingua italiana, riscontrerete la “solita” schermata à la Google, mentre se vi recate su quella in lingua inglese, scoprirete una Home Page completamente diversa. Essa ricorda molto più Google News che non l’abituale, semplice e minimalistica Home Page di Google.

Qui la home page italiana di Google Blogs (click per ingrandire)

Qui la home page italiana di Google Blogs (click per ingrandire)

A me non sembra di aver letto nulla in giro che preannunciasse questo cambiamento: può darsi benissimo mi sia sfuggito, magari la cosa mi è passata sotto il naso e non me ne sono accorto, non lo escludo: non sono infallibile. Fatto sta che è là, viva e vegeta, sotto gli occhi di tutti.

Mi è venuto subito in mente di riflettere sulla dinamica: come quasi sempre accade, Google comincia con l’applicare il cambiamento alle proprie domestic installations (insomma, le pagine che ha “in casa”, negli Stati Uniti) e poi, se tutto va bene, estende il cambiamento anche al resto del mondo.

Qual’è, dunque, il significato di questo cambio di rotta nel visualizzare la pagina di Google Blogs (che non è più, appunto, “Google Blog Search”)?

Secondo la mia personale opinione, c’è un cambio di considerazione in atto. Google inizia a rendersi conto che, per proporre le notizie avanzate dai blog di un certo “rispetto” (quelli, cioè, che cercano di lavorare con professionalità, senza confondersi con il blogguccio personale, utilissimo anche quello ma non adatto al grande pubblico), non serve… passare per Google News.

Guardiamo un attimo cosa contiene la nuova pagina. A sinistra c’è il perfetto equivalente delle topics, ossia delle sezioni che Google News adotta per far eseguire una prima selezione di temi da leggere: ci si trovano la “Prima pagina” (ossia gli argomenti generali più importanti), gli “Esteri”, “Italia”, “Economia”, “Scienze e tecnologie”, “Spettacoli”, “Sport”, “Salute”, “In evidenza” e “Più letti”.

Passiamo a Google Blogs, sempre guardando alla pagina in lingua inglese: ci si trovano (in italiano) “Politica”, “USA”, ”Mondo”, “Business”, “Tecnologia”, “Videogiochi”, “Scienze”, “Intrattenimento”, “Film”, “Televisione” e “Sport”. Non c’è una somiglianza quasi speculare con l’analoga colonna sinistra di Google News?

Nella colonna centrale, come si può osservare, c’è esattamente lo stesso meccanismo di Google News: un elenco di excerpt, ossia di riassunti (o occhielli, in gergo giornalistico), prelevati opportunamente dai relativi blog (qui sul New Blog Times è quel testo che compare in alto in colonna destra, dove c’è scritto “IN BREVE”). Sulla sinistra di ogni occhiello c’è un’immagine: essa non appartiene necessariamente allo stesso post riportato ma può provenire anche da altri blog che hanno parlato dello stesso argomento. Anche qui, non vedete una somiglianza praticamente speculare a Google News?

Sulla colonna destra, infine, le utilities: ossia, le “Hot Queries” (le ricerche più gettonate), i post più recenti in ordine cronologico e sotto, infine, i video più pubblicati e gettonati. Anche qui, pur con una maggiore semplicità, mi sembra alquanto evidente la somiglianza con Google News.

In buonissima sostanza, con una Home Page così concepita, non c’è affatto bisogno di pubblicare su Google News i post dei blog: la pagina appositamente progettata assolve esattamente allo stesso scopo, con dinamica identica e con meccanismi perfettamente equivalenti, compresa la scelta dei post che – spiega Google stesso nella pagina di aiuto al punto 5 – “Blog Search impiega una serie di algoritmi per tentare di stabilire quali siano i post più popolari nella blogosfera. Noi consideriamo fattori come il titolo e il contenuto del blog, così come la sua popolarità nel resto della comunità dei blogger”.

A questo punto Google rimanda a una pagina “accademica” nella quale illustra la propria tecnologia di ricerca. Continua, poi, spiegando: “Quindi, noi visualizziamo gruppi di post strettamente correlati tra loro. Poiché il processo è interamente automatizzato, non siamo in grado di apportare aggiustamenti manuali alla Home Page”.

Ebbene, ditemi voi: non vi sembra – tipologia di siti a parte – un po’ una fotocopia di Google News, sia pure semplificata sotto molti aspetti? A me francamente si e vi dico anche, a mio avviso, perché lo sta facendo.

L’editoria dietro ai quotidiani e alle pubblicazioni a carattere giornalistico vero e proprio stanno ormai prendendo – anche se lentamente – un’altra direzione. Un cambiamento come quello appena introdotto dimostra due cose:

  1. Che per avere una aggregazione di qualità di notizie di buon livello, contraddistinte da elevata specializzazione e notevole (a volte pressoché immediata) tempestività la blogosfera di alto livello è più che sufficiente e questo, di fatto, toglie ai media tradizionali trapiantatisi nella blogosfera quello spazio che pensavano di potersi ritagliare e trattenere per sé.
  2. Che le parole pronunciate dalla CNN, quando ha dichiarato di voler fare giornalismo di qualità nel saltare su iPad, erano da intendersi in questa direzione: privilegiare la qualità dell’informazione, unico mezzo con cui le strutture c.d. “tradizionali” possono sopravvivere sul Web.

C’è solo da sperare che tali media, nel privilegiare la qualità, lo facciano senza vergognarsi di attingere dalla blogosfera e, soprattutto, concedendo allo strumento principe del Web – il link – lo spazio che merita: come affermava Silvia Barone qualche tempo fa, non è un disonore, la qualità la si vede dal complesso del prodotto editoriale, non dall’essersi fatti sfuggire un link a un… blog di quartiere, in assenza del quale però un dato fatto probabilmente non lo si sarebbe saputo mai.

Su questa strada, dunque, a mio avviso i due “prodotti” Google (News e Blogs) sono destinati a differenziarsi: Google – voglio azzardare una previsione – finirà con il togliere i blog da Google News e lascerà quest’ultimo esclusivamente per le testate giornalistiche, prevedendo tra l’altro i necessari accordi per evitare che realtà come quelle facenti capo a Murdoch (ma non solo) possano avere da ridire sull’uso dei titoli da parte dell’aggregatore.

Google Blogs, invece, andrà a posizionarsi più in alto nella sfera della considerazione di Google rispetto a oggi: costituirà un mondo a parte, dove le notizie arriveranno direttamente dagli appassionati, dagli osservatori più attenti, dagli esperti ben specializzati, dagli studiosi e dagli scienziati che grazie alle loro specializzazioni saranno in grado di offrire direttamente angolature alle quali i media tradizionali non possono arrivare, se non attraverso un supporto diretto, come ad esempio il ricorso all’intervista.

Credo anche che, per arrivare a vedere lo stesso cambiamento in Italia, ci vorrà del tempo. Rispetto agli Stati Uniti, la blogosfera italiana è ancora giovane e, per molti aspetti, immatura: è ancora troppo piena di blog che vorrebbero essere professionali ma, di fatto, non lo sono e non riescono a esserlo per mancanza di requisiti fondamentali, come un buon saper scrivere, una corretta capacità espositiva e una dialettica ampia, forbita ma non tanto complessa da precludere la comprensione alla maggior parte del pubblico. Questo Google lo sa bene: dunque, anche se avesse la “modifica” già pronta, a mio avviso aspetterà.

E voi? Cosa ne dite? Vi pare attendibile questo scenario?

Marco Valerio Principato


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Sezione in lettura: Opinioni

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Commenti
  1. beppos scrive:

    si, direi di si.. ;-)

  2. Certo che si, la differenza più importante è la “visibilità”: con tutto il rispetto, un conto è stare su Google, un conto è stare su Liquida (ma anche Wikio e simili, tutti ottimi ma mai “visibili” quanto Google).

    No?

  3. beppos scrive:

    forse la faccio semplice, ma non è simile a quello che fa Liquida?


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