Quando lo smartphone “crea” il 3D

The New Blog Times
Dario Bonacina
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Pubblicato il: 24/03/2011
Commenti 2 commenti | Permalink

Da un team di ricercatori Microsoft è nata una nuova app che permette di navigare in un’immagine tridimensionale. Il risultato è analogo a quello ottenuto da Google Street View, ma con maggiore fluidità

Milano – Con l’avvento degli smartphone l’utenza si sta abituando sempre più a dispositivi tuttofare, complice la disponibilità di innumerevoli applicazioni studiate per soddisfare le più disparate esigenze, incluse quelle che ancora non esistono. Ora è possibile catturare immagini 3-D con una app. Sviluppata dai ricercatori Microsoft.

L’applicazione, per la precisione, consente di ottenere immagini con visibilità tridimensionale da ogni angolazione: “Vogliamo dare a tutti coloro che hanno uno smartphone o una fotocamera digitale la possibilità di catturare oggetti in 3-D objects” ha dichiarato Eric Stollnitz, ricercatore che fa parte del team che ha lavorato al progetto per conto dell’azienda di Redmond.

C’è una differenza sostanziale tra la cattura di immagini 3-D con uno smartphone e quella effettuata con una fotocamera tascabile: nel primo caso, dietro all’obiettivo c’è sostanzialmente un computer, ossia uno smartphone dotato di processore, capacità di calcolo, memoria di massa, sistema operativo, software, connettività mobile. Nel secondo caso c’è solo la possibilità di memorizzare le foto e di gestirle con un software con feature limitate e difficilmente espandibili.

Uno smartphone consente pertanto di scattare una serie di foto – da differenti angolazioni – attraverso la nuova app, che può inviarle al cloud server di riferimento per la composizione dell’immagine tridimensionale. Questa verrà successivamente scaricata e il risultato del download sarà  il modello 3-D che, ad esempio da un display touchscreen, potrà essere orientato per una visualizzazione a 360 gradi, semplicemente toccando un punto dell’immagine sul display e muovendo il dito.

Ma come lavora questa nuova applicazione? Partendo dalle immagini scattate inizialmente, il software le confronta per elaborare lo spazio 3-D da cui sono state catturate. E’ la medesima tecnologia utilizzata da Microsoft per PhotoSynth (il cui principio è visibile in questo video), integrata dal plus di una fluidità derivata dall’elaborazione delle informazioni di tridimensionalità ottenute dal raffronto tra le singole immagini e dal calcolo della profondità degli oggetti percepita dalla visione stereoscopica.

Naturalmente, il livello di dettaglio dipenderà dal numero di immagini scattate, corrispondenti ad altrettante angolazioni: per un oggetto grande quanto un’auto – spiega Stollnitz – potrebbero essere necessarie circa quaranta foto, per un oggetto di dimensioni inferiori – come una torta di compleanno – ne potrebbero bastare venticinque, o anche meno.

E’ stato inoltre sviluppato un plug-in per browser, che consentirà di visualizzare modelli 3-D condivisibili online: è una soluzione utile per mostrare meglio un luogo di villeggiatura, un oggetto che si vende online, per documentare un danno a fini assicurativi, o qualunque altra eventualità in cui sia utile avere il maggior livello di dettaglio di un’immagine da visualizzare. “Queste scansioni 3-D richiedono meno banda di un video, perché sono composte da poche immagini e sono comunque interattive” ha aggiunto Stollnitz.

Il risultato è visivamente l’opposto di quello ottenibile con l’app sviluppata da Bubbli, che consente di ritrarre l’ambiente che circonda l’utente inteso come fulcro dell’immagine, e di vederlo orientando lo smartphone e non sfruttando le funzionalità touch del display. L’obiettivo è però simile e consente un utilizzo ad ampio spettro delle tecnologie di visualizzazione 3-D che, oltre ad impieghi polizieschi, apre nuove possibilità nel campo dell’intrattenimento multimediale.

A questo punto, le problematiche di una visione 3-D di immagini statiche sono state sviscerate. Non resta che passare al mondo delle immagini animate, ossia dei video navigabili (e non solo visibili) tridimensionalmente. Altro che la TV 3D di oggi.

Dario Bonacina


Dario Bonacina (360 articoli)

Tecnico informatico e TLC per un gruppo industriale, freelance blogger/journalist, ha collaborato e collabora con varie testate e siti di informazione tecnologica tra cui ComputerWorld, Punto Informatico e Tekneco.


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  1. Nibbler ha detto:

    Ok, a chi non è venuto in mente Blade Runner?

    • Dario Bonacina ha detto:

      In effetti l’idea alla base della macchina ESPER era questa ;)




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