Gnome, al varo la versione 3

Uno screenshot di Gnome 3, ripreso da TuxJournal
Uno screenshot di Gnome 3, ripreso da TuxJournal
La Redazione
Di
Pubblicato il: 11/04/2011
Commenti Commenti disabilitati | Permalink

Ecco la risposta a Unity di Canonical: è Gnome 3, ufficialmente rilasciato. Attesissimo, arriva con grande ritardo rispetto al previsto (settembre scorso), ma già promette bene. Riuscirà ad attecchire? Qualche retroscena

Roma – Alla fine della scorsa settimana ha preso il via Gnome 3, una radicale riscrittura rispetto al predecessore, in cui prende forma anche Gnome Shell e siede sul desktop con la promessa di un ambiente privo di troppi stimoli di distrazione per l’utente.

“Abbiamo adottato un approccio del tutto diverso con Gnome 3, incentrandoci sul tipo di esperienza più desiderata e facendo sì che il design dell’interfaccia seguisse quell’indicazione”, ha spiegato il progettista Jon McCann al lancio. “Con ogni probabilità, nell’uso vi sentirete più concentrati, consapevoli, efficaci, capaci, rispettati e stupiti, e con ben poco”.

Mentre il team alle spalle del progetto si è dato molto da fare sulle migliorie nel back-end, tra cui quelle apportate alla visualizzazione e una nuova API mirata a far sfruttare al meglio e facilmente le nuove caratteristiche e relative librerie, è nel front-end che la maggior parte dell’utenza noterà dei cambiamenti.

La nuova Shell, a prima vista, sembra voler ritagliare alcune caratteristiche dalla Unity di Canonical, l’interfaccia studiata per Ubuntu 11.04 che non ha riscosso così tanta approvazione dalle varie sezioni di pubblico, sia quello specializzato che generale, pur con tutto l’entusiasmo di Matt Zimmerman.

Come Unity, quindi, la Gnome Shell ha dato un taglio al tradizionale schema di elenchi finestre e all’aspetto generale precedente per offrire un’interfaccia più schematica e con meno distrazioni. Certamente chi amava la possibilità di personalizzazione libera offerta da Gnome 2 – si pensi a Widget e Applet di vario genere – ora dovrà obtorto collo voltar pagina, benché il team assicuri che nessuna funzionalità è “persa”, pur voltando, appunto, pagina verso un’interfaccia più “pulita”.

L’obiettivo finale, d’altro canto, emerge dagli obiettivi progettuali che si pone il team: creare un ambiente compatibile con la maggior parte possibile dei device d’uso. L’attuale schema consente, infatti, di funzionare indifferentemente su schermi più piccoli, come quelli dei netbook (dove oggi conta ogni pixel “sprecato”), come su quelli più grandi, dove la presenza di una taskbar o di una barra di icone non crea problemi.

L’approccio è disarmante e può certamente lasciare perplessi, tuttavia occorre prenderne atto anche perché, sia ben chiaro per tutti gli amanti della versione precedente, prendere nota: Gnome 2 vivrà ancora nelle distribuzioni che lo adottano, ma i lavori su di esso sono sospesi. Niente aggiornamenti, niente migliorie, niente nuove caratteristiche.

Per contro, la compatibilità applicativa pare assicurata. Gli sviluppatori ovviamente potranno modificare le proprie applicazioni per far sfruttare loro appieno il nuovo ambiente, ma anche non volendo farlo ci dovrebbero essere ben pochi casi in cui sia effettivamente indispensabile “rimetterci le mani”.

Sia Miguel de Icaza, cofondatore del progetto Gnome assieme all’allora studente Federico Mena Quintero, sono fiduciosi nel futuro che Gnome 3 vedrà e sono convinti che riscuoterà il successo che secondo loro merita, persino da parte di chi è sempre stato un fan di KDE (l’altro software spesso usato dalle distribuzioni Linux, come la stessa Kubuntu, ndR).

“La nuova Gnome Shell è un’esperienza utente completamente nuova, progettata da zero per migliorare l’usabilità del desktop e per dare sia ai progettisti che agli sviluppatori un modo veloce per migliorare l’ambiente di lavoro sul computer e finalizzata a offrire un’interfaccia utente consona ai nuovi bisogni”, ha detto de Icaza. “Non potrei essere più contento del risultato”.

Se le premesse e gli entusiasmi riusciranno a trasformarsi in qualcosa che ne rifletta la realtà, questo Gnome 3 lo vedrà solo con il tempo. Lo si potrà osservare anche dalle scelte che faranno le varie distribuzioni, nelle quali nel futuro prossimo si assisterà – a questo punto – a più di qualche pagina voltata, con conseguenti terremoti. Tra l’altro, è recente la notizia di qualche problemuccio a Unity, al punto da far chiedere a qualcuno se per caso anche Canonical non ci stia “ripensando” (hmmm… difficile).

Chi ha la preparazione tecnica necessaria, può collegarsi sin d’ora con il sito ufficiale, scaricare e provare Gnome 3. Ma raccomandiamo caldamente a chi tale preparazione non ce l’ha di evitare assolutamente di tentare “da soli”: meglio attendere, in quel caso, che il nuovo gingillo “gestore di scrivanie” sia integrato in una distribuzione già confezionata, così da scongiurare eventuali problemi di funzionamento al computer sui quali, poi, sarebbe difficile intervenire in assenza di adeguata competenza.

I più curiosi possono dare un’occhiata – per esempio – al post di TuxJournal, il cui staff ha giustamente pensato prima di tutto a provarlo e ne pubblica diversi screenshot, di cui uno è quello riprodotto in testa.


  • Condividi su Facebook
  • Condividi su Twitter
  • Condividi su LinkedIn
  • Condividi su FriendFeed
  • Condividi su Pinterest
  • Pubblica su MySpace
  • Invia su Segnalo
  • Invia a Diggita
  • Segnalibro su Google
  • Pubblica su Blogger
  • Condividi su Google Reader
  • Condividi su Google+

Argomenti trattati:
, , , , , , ,

Sezione in lettura: Informatica

« »

Commenti

I commenti sono chiusi (articolo datato o decisione redazionale).
I ping sono chiusi (articolo datato o decisione redazionale).