Microsoft e Facebook, sempre più “amici”

I nuovi risultati su Bing, con l'integrazione di Facebook
I nuovi risultati su Bing, con l'integrazione di Facebook
Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 18/05/2011
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E fu amicizia profonda tra Microsoft e Facebook: ora Bing, il motore di ricerca made in Redmond, integrerà le “recommendations” e i “mi piace” nei risultati. Ma come parte integrante, non “aggiunta”

Roma – Evidentemente, Microsoft era sulla pagina dei fan di Facebook e ha cliccato “Mi piace”. Poi Facebook è andata sulla pagina dei fan di Microsoft e ha cliccato su “Mi piace”. Il motore inferenziale di Facebook, accorgendosene, deve aver suggerito a entrambe di diventare ancora più “amiche”.

Detto, fatto: Bing, il motore di ricerca made in Redmond, in virtù di questa mutua richiesta di amicizia, ora provvederà a gestire nei risultati di ricerca anche gli eventuali “Mi piace” cliccati dai propri amici, ma non come informazione aggiuntiva, bensì come parte integrante dei risultati di ricerca.

“Tutto il materiale che abbiamo sviluppato finora per il Search non riconosce il lato umano, il lato sociale dei nostri utenti”, spiega Stefan Weitz, direttore Search di Bing. “Stavamo guardando a quel settore con occhio da ingegneri e il risultato è stato un’esperienza d’uso basata sulla pura logica”.

Invece, i ragazzi di Redmond ora hanno messo a fuoco un’altra vision: quella di supportare e, anzi, evidenziare gli istinti, quelli che spingono qualcuno a dire di qualcosa o qualcun altro “Mi piace”, stimolando il confronto e la discussione.

Un’indagine svolta sull’utenza di Bing infatti evidenzia che il 90 per cento delle persone, dopo aver cercato e trovato un prodotto o un servizio in Rete, prima di passare ai fatti preferirebbe parlarne con qualcuno.

Questa novità, però, è una sterzata decisa, molto più decisa di quella che Google stesso ha fatto con l’introduzione del pulsante “+1″, molto simile a un “Mi piace” ma che, per come è stato concepito, risulta di natura “accessoria” mentre Bing di fatto ingloba il “Mi piace” considerandolo uno dei risultati, a tutti gli effetti.

Non è detto che i risultati provenienti da Facebook interessino solo quelle ricerche effettuate da persone che abbiano necessariamente “amici” sul social network: stando a quanto spiega l’azienda, in certi casi particolari, per certi prodotti di grande rilievo e per “Mi piace” provenienti da personaggi autorevoli potrebbe anche presentarsi il caso in cui Bing sfrutterà ugualmente le “recommendations” come risultati di ricerca.

Questa interazione e mutuo scambio non si esaurisce qui: Bing presenterà, ad esempio, risultati geograficamente correlati se si cerca qualcosa su quel genere. Per cui, la ricerca di una determinata città potrebbe evidenziare anche tutti gli “amici” che in tale città risiedono; la ricerca di un istituto universitario potrebbe includere tutti gli “amici” che hanno studiato nell’Ateneo appena trovato; insomma, il concetto è questo ed è applicabile, com’è facile immaginare, a molte tipologie di ricerca.

Microsoft spiega in dettaglio sul proprio blog dedicato tutto il pacchetto di accessori che, senza ombra di dubbio, in un’epoca in cui si va in bagno con lo smartphone e si scrive “sono in bagno” sul proprio status, si prospettano capaci di catturare una notevole quota di attenzione, vista anche la discreta copertura stampa all’estero che solo in queste ore sta iniziando a circolare in Italia.

Marco Valerio Principato


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