SISTRI, c’è chi dice stop
Una settimana dopo il “click day”, dopo i numeri e le valutazioni del Ministero che intende procedere fiducioso, ecco i numeri e le motivazioni delle imprese che chiedono di fermare il countdown
Milano – Imprese ancora sul piede di guerra per l’entrata in vigore del SISTRI, il sistema informatizzato di controllo e tracciabilità dei rifiuti: il Ministero dell’Ambiente, che ne ha la paternità e la responsabilità, non cambia la roadmap che prevede l’entrata in vigore a giugno. Ma le aziende che lo dovranno utilizzare continuano a chiedere a gran voce un timeout sul conto alla rovescia.
Dopo il click day organizzato da Confindustria, Rete Imprese Italia e altre associazioni di categoria, che ha ottenuto valutazioni diametralmente opposte, le imprese hanno mantenuto la promessa: rivolgendosi – con una lettera - al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e al ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, hanno ribadito l’appoggio all’iniziativa,volta a contrastare la criminalità organizzata in un settore critico e ad una semplificazione della gestione, ma rilevandone l’inadeguatezza ne richiedono la sospensione e la revisione:
La preoccupazione è fortissima e il malumore generalizzato. Dal prossimo primo giugno, 360.000 aziende non potranno infatti produrre, trasportare e smaltire i rifiuti se non utilizzando le nuove procedure informatiche, pena gravi e onerose sanzioni. Da diversi mesi le imprese testavano le nuove procedure, riferendone innumerevoli inconvenienti e malfunzionamenti. Per questo abbiamo verificato direttamente, in una giornata di test che si è svolta l’11 maggio, la situazione effettiva. Il 90% delle imprese ha denunciato disfunzioni di ogni genere: inutilizzabilità dei dispositivi informatici forniti dal Ministero, ore e ore di impossibilità di accedere al sistema, interruzioni nei collegamenti, procedure lunghissime. Nell’insieme, la nostra valutazione è che il test ha dato un esito che difficilmente avrebbe potuto essere peggiore.
In un’intervista concessa a il Giornale, Stefano Carlini - direttore operativo del Progetto Sistri - ha definito il click day “un assalto alla diligenza” e traccia uno scenario diverso da quello descritto dalle imprese: se è vero che nel giorno del click day le registrazioni sono state 28.341 su un totale di 137.342 accessi, “il giorno dopo con 40.873 accessi le registrazioni sono state 21.177, e venerdì sono state 17.341 per 30.403 accessi: quindi le proporzioni sono ben diverse”. Anche in questo caso i numeri rilasciati ufficialmente sono da considerare attendibili, ma si tratta di dati su cui è necessario riflettere per vari motivi.

Una desolante schermata, comparsa in numerose occasioni durante il "click day" e nei giorni successivi. Credit: Settentrionale Trasporti SpA (click per ingrandire)
Innanzitutto, nella migliore giornata successiva al test di massa voluto dalle aziende, il rapporto tra registrazioni e accessi risulta pari al 57%. Molte segnalazioni, pervenute alle associazioni di categoria (e, seppur in misura modesta, anche alla redazione di The New Blog Times) parlano di sessioni iniziate in modo promettente, ma che dopo l’accesso iniziale non hanno avuto seguito, perché il sistema è risultato inaccessibile, senza dare alcuna segnalazione oppure disconoscendo il livello di autorizzazione dell’utente. I dati relativi agli accessi (oltre 135mila nella prima giornata) non appaiono dunque significativi.
Aldo Fumagalli Romario, presidente della Commissione sviluppo sostenibile di Confindustria, offre una differente chiave di lettura: “Forse il successo declamato dal ministero è riferito al solo Centro informatico, semplicemente perché non è collassato, mentre le organizzazioni d’impresa hanno descritto la sostanziale inadeguatezza del dialogo delle imprese con il Centro informatico stesso”.
In secondo luogo, ad essere in discussione non è solamente il sistema SISTRI nella sua accessibilità e fruibilità. Esistono infatti rilevanti problemi a monte, per quanto riguarda i token (ossia le chiavette USB che ogni impresa deve avere in dotazione) e le black box (i dispositivi a bordo dei veicoli autorizzati al trasporto dei rifiuti, dotati di SIM GSM/GPRS e di un modulo GPS per la rintracciabilità dei carichi): i primi dovrebbero ormai essere nelle mani di tutte le imprese interessate, ma di fatto sono molte le aziende (anche di autotrasporto) che non ne sono ancora in possesso, o che hanno ritirato le chiavette presso le Camere di Commercio per incontrare problemi di utilizzo, scoprire che contenevano credenziali errate, o che non le contenevano affatto; per quanto riguarda le scatole nere degli autotrasportatori, si registrano anche in questo caso numerose segnalazioni di difficoltà di aggiornamento o di malfunzionamenti che possono portare a registrazioni incomplete.

Un'altra sconsolante schermata ripetutasi con particolare frequenza sui monitor delle imprese. Credit: sistri.forumattivo.com (click per ingrandire)
A livello di tracciabilità esisterebbe poi una falla non tecnologica denunciata da tempo dagli stessi autotrasportatori e relativa alle difficoltà di controllo sui semirimorchi: il controllo dei dati di una black box installata sulla sola motrice, infatti, durante un viaggio non impedirebbe la possibilità della sostituzione di un semirimorchio con un altro, con un carico diverso ma apparentemente identico (e un’organizzione criminale, verosimilmente, avrebbe la possibilità di farne circolare due con gli stessi numeri di targa).
Per il momento, il Ministero dell’Ambiente ha raccolto in un testo unico coordinato i provvedimenti emanati nell’arco di un anno e mezzo per l’attuazione e la disciplina del SISTRI. Iniziativa quantomai opportuna, che mette ordine all’aspetto normativo del sistema. Ora non resta che attendere una risposta anche per quanto attiene l’aspetto operativo: il ministero, finora, non ha condiviso le criticità rilevate dalle imprese, come se queste si fossero comportate con superficialità e indolenza rispetto all’introduzione del nuovo sistema.
Le segnalazioni relative ad aspetti problematici sono però sempre più numerose e, allo stato attuale, non sembra più percorribile la strada di minimizzare il problema, pensando che tra aziende e istituzioni sussistano modo differenti di vedere le cose: nessuna azienda che opera onestamente nel settore ha interesse a mettere i bastoni fra le ruote al ministero e alla lotta alle ecomafie, ma ha il diritto di essere messa in condizioni di operare – doverosamente – nella piena legalità. Da parte del ministero, pertanto, sarebbe auspicabile un orecchio più disponibile all’ascolto.
Dario Bonacina





































Forse il Dott. Carlino, (pagato profumatamente con i nostri soldi) dimentica che le imprese interessate sono 360.000 e che ogni operazione richiede 3 0 4 “firme” (e quindi accessi) per un totale teorico di 1 Milione di operazioni al giorno…Il sistema è collassato con 130.000 accessi e si ritiene soddisfatto?? Ma che mestiere facevano prima questi??? Vendevano ricotte al mercato o giocavano da bambini con la Playstation?? Potevano copiare un qualunque sistema informatico bancario o circuito internazionale di carte di credito, per capire come si fa a dare sicurezza e nel contempo velocità…Ma forse sarebbe costato troppo poco, ed il Dott. Carlino avrebbe dovuto fare un altro mestiere……
Ma anche le associazioni (Confindustria ed altri) se avessero combattuto prima questo obbrobrio, non si sarebbe arrivato a questo punto. Sarebbe bastato sedersi con il Ministero e gli operatori, (quelli veri) per capire subito che il sistema non avrebbe funzionato MAI…..Ma l’avidità delle Associazioni, sempre pronte a rubacchiare qualcosa ai propri associati, in questo caso per la possibile gestione del sistema, unita ai disappunti solo e sempre di facciata verso il potere politico di cui sono spesso zerbini per interessi di bottega, hanno portato a questo sfacelo…
Ora è tardi per cercare di correre ai ripari, per cercare di “salvare gli iscritti” (e le quote associative) per una cosa che tutti, o perlomeno gli interessati ribadiscono da mesi, e cioè che così, il sistema, non avrebbe funzionato mai….Spero vivamente che il Ministero non conceda loro la proroga o più ragionevolmente l’annullamento del sistri…..Vedere il 3 Giugno camion di letame sotto la sede della Confindustria (ed altri) sarà sicuramente un bellissimo spettacolo
mi ricorda la partenza (e l’ attuale svolgimento) della carta sanitaria elettronica…. un disastro! Ritardi a non finire, blocchi del sistema, comunicazione e informazione dei medici di famiglia prossima allo zero.
Ma che cavolo! Quanti saranno i MMG in italia? Cinquantamila? Non siamo neanche in grado di creare un sistema informatico che gestisca quel numero di utenze!??!?
Ma che siamo il Burundi??! (con molte scuse agli africani)
Ormai qualsiasi cosa “ufficiale” qui in italia viene fatta alla c***o, dividendosi tra incompetenti, malfattori e corrotti. E le rare eccezioni vengono estirpate come l’ erbaccia http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2011/05/17/rieletto-vincenzo-cenname-sindaco-virtuoso-licenziato-da-maroni/
V********O