SISTRI, tutti vogliono vederci chiaro
La CGIL ne chiede il ripristino integrale, la Commissione Ecomafie indaga sui rinvii e la procura di Napoli prosegue nell’inchiesta. In attesa che i decreti attuativi facciano chiarezza su ciò che anche la manovra rende nebuloso
Milano - Un Piano nazionale per lo smaltimento dei rifiuti e il recupero integrale dell’obbligo alla tracciabilita’ informatica, anche per le imprese fino a 10 dipendenti. E’ la richiesta formulata al Ministero dell’Ambiente dalla CGIL, che sollecita le istituzioni sul pieno reintegro del SISTRI, ripristinato solo parzialmente dalla manovra bisluc e ora oggetto di attenzione anche della Commissione Ecomafie.
Rinvii, avvii imminenti, posticipi: la storia dell’introduzione di questo sistema sembra frutto della fantasia di un autore di soap opera, non mancando nemmeno un fattore spesso ricorrente come la prematura scomparsa e l’inattesa risurrezione del protagonista. Il SISTRI è stato infatto abolito e – nel giro di pochi giorni – ripristinato, seppur parzialmente (gli obblighi dell’utilizzo del sistema non riguardano i piccoli produttori di rifiuti).
Dopo la conferma della sua nuova entrata in vigore – dal 9 febbraio 2012, senza scaglioni – si attentono i primi test preventivi (e l’arrivo di nuovi click day) e i previsti decreti che stabiliranno l’introduzione di alcune semplificazioni in funzione del tipo di rifiuti da gestire, disciplineranno l’entrata in vigore per i piccoli produttori di rifiuti e definiranno l’elenco delle tipologie di aziende produttrici di rifiuti pericolosi.
Attorno al sistema, però, la nebbia non
si dirada: all’inchiesta aperta dalla procura di Napoli (di cui si trova cenno nell’articolo del 6 settembre), si aggiunge ora l’iniziativa avviata dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse, altrimenti detta Commissione Ecomafie, con l’apertura di un’indagine che porti alla luce le ragioni del tortuoso percorso seguito dall’avvio del SISTRI e dei motivi del segreto di Stato introdotto sull’affidamento dell’appalto per lo smaltimento delle eco-balle accumulate nell’area di Napoli.
“Anziché limitarsi a ricordare la sua richiesta di rimozione del Segreto – osserva il sindacato in una nota – il Ministro dell’Ambiente dovrebbe attivarsi celermente per un Piano nazionale di smaltimento dei rifiuti e recuperare l’obbligo alla tracciabilità informatica, anche per le imprese fino a 10 dipendenti, oggi escluse dalla manovra”.
Nel testo della manovra approvato nelle scorse ore, inoltre, si legge un passaggio che meriterebbe approfondimento, laddove si delega “il Ministero dell’ambiente, di concerto con quello della semplificazione normativa, a emanare un decreto che individui i rifiuti privi di criticità ambientale”. Rifiuti che, per la loro natura “non critica”, non dovrebbero essere trattati dal sistema di tracciabilità, ma che la loro individuazione introdurrà verosimilmente un’area grigia nella classificazione attuale.
Le incertezze non diminuiscono, mentre aumenta la sensazione di smarrimento degli utenti che auspicano un diradamento delle nebbie con la promulgazione dei provvedimenti attuativi della manovra.
Dario Bonacina





































