Windows 8? Proverà a usare poca memoria. Meno di Windows 7

Windows 8? Proverà a usare poca memoria. Meno di Windows 7
Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 10/10/2011
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Microsoft sta lavorando sodo per far sì che tutti i sospetti di gonfiaggio dei requisiti, tanto harware che software, vengano smentiti o almeno attenuati. E comincia a spiegare, nel dettaglio, cosa sta facendo

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Uso della memoria in Windows 7 (vedi articolo, click per ingrandire)
Uso della memoria in Windows 7 (vedi articolo, click per ingrandire)
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Uso della memoria in Windows 8 (vedi articolo, click per ingrandire)
Uso della memoria in Windows 8 (vedi articolo, click per ingrandire)
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Roma – Una delle maggiori perplessità che aleggiano nell’utenza quando una nuova versione di Windows inizia a far sentire la propria voce è la necessità di dover di conseguenza rinnovare anche l’hardware sul quale verrà impiegato. Sembra che Microsoft stia tentando di dare ascolto alle esternazioni degli utenti: oggi ne ha ogni possibilità grazie alla Rete. Ed ecco il primo tentativo: cercare di ridurre il footprint di impiego di memoria, portandolo al massimo ai livelli di Windows 7 ma, nella norma, restarne al di sotto.

Stando a quanto spiega Steven Sinofsky nell’introdurre un post esplicativo di Bill Karagounis, group program manager del team Performance di Microsoft, l’azienda non solo ci sta lavorando, ma sarebbe ben più che a buon punto. “Il laptop di cui parliamo in questo post è esattamente lo stesso di cui si è parlato alla Programmers Developer Conference del 2008 per Windows 7, ovvero un netbook off-the-shelf (così come preso dallo scaffale, ndB) con 1 GB di RAM e CPU ATOM prima generazione”, introduce Sinofsky.

Scorrendo il post di Microsoft verso il basso si scorgeranno subito due figure, che sono degli screenshot del Task Manager ritratti rispettivamente su Windows 7 e sulla versione di Windows 8 ancora in lavorazione: sono riprodotte qui in colonna a sinistra. In entrambi i casi ci si riferisce al computer che ha appena caricato il sistema operativo senza null’altro in funzione: la prima illustra l’uso di risorse medio sotto Windows 7, la seconda sotto Windows 8.

A vederla così, innegabilmente una differenza positiva in favore di Windows 8 sembra esservi, eccome. Ma vediamo esattamente cosa sta pensando di fare Microsoft.

Intanto, precisano che vorrebbero mantenersi esattamente sugli stessi requisiti di Windows 7, non di più. Sembra che vi sia una certa attenzione alle macchine low-end (quelle poco potenti, insomma) e del resto tale proposizione si giustifica in pieno con la nota mira di “stare” sui tablet.

Dal post emerge tra l’altro una buona notizia: le installazioni di Windows 8 “pulite” vedranno funzionare una versione extended della tecnologia Windows Defender. Come dire, insomma, che ci sarà “l’antivirus gratuito Microsoft in versione palestrata“. Ben venga, ma c’è altro.

Al fine di… fare spazio, gli ingegneri software hanno pensato più di qualche altra cosina. Per esempio, ora è stato inserito uno specifico strato che si occupa di unificare tutte quelle aree di RAM, spesso inizializzate con lo stesso valore in fase di avvio di un’applicazione, che non necessariamente vengono impiegate o, almeno, non tutte. Una limitazione del consumismo di RAM, si potrebbe definire, e davvero non guasta.

Hanno poi completamente rivisto l’autentica marea di servizi in memoria: intanto ne hanno sottratti ben sedici da quelli avviati automaticamente (il che dimostra che non erano così indispensabili in Windows 7, ndB) ma non basta: hanno iniziato a implementare il modello “Start on Demand”. Un servizio, dunque, può essere là, pronto a partire, ma in effetti non parte – né occupa memoria – finché un’istanza non lo richiede. Detta così è semplice, in realtà c’è dietro un’architettura ben precisa, ma non importa: il risultato è un buon risparmio di memoria.

La casa sta poi cercando di introdurre una diversa filosofia nel gestire la disponibilità della “risorsa RAM”: in pratica, servendosi di analisi dei modelli di impiego svolte sulle attuali architetture di Seven, hanno rilevato che spesso la memoria necessaria viene richiesta, vi si fa riferimento con puntamenti ma viene usata assai poco o mai, in certi casi. L’invito, dunque, è questo: se la si dichiara necessaria, allora la si usi, tutta quella che si è chiesta, subito e il più velocemente possibile, sempre tenendo a bada i limiti. Così facendo, l’applicazione potrà… togliersi dai piedi con maggiore velocità e liberare del tutto la memoria richiesta.

Microsoft fa anche notare – e da qui si capisce con quanto interesse reale guarda il mondo tablet – che l’impiego della nuova interfaccia Metro comporta già da solo un risparmio di circa 23 Megabyte rispetto al normale Desktop. Della serie: “se potete, utilizzate quella”. E qui sarà difficile, almeno nell’immediato, che l’utenza possa dargli retta, ma la possibilità c’è e questo è bene saperlo.

Infine, viene introdotto un concetto di prioritizzazione della memoria più granulare. In altri termini, a differenza di Windows 7, ora qualunque applicazione può chiedere “memoria a bassa priorità”. Ciò permette all’architettura di gestire le riassegnazioni e gli spostamenti di codice con maggiore efficienza.

Insomma, questo post di Microsoft sembra essere il primo di una serie, fatto quasi apposta per smentire le perplessità di noti osservatori, secondo cui sarebbe difficilissimo che Windows 8 possa soggiornare esattamente laddove soggiornava Windows 7.

Per ora, dunque, sembrerebbe un buon “segnale”, sia di ascolto della Rete, sia di obbiettive constatazioni: in effetti, questo trend del continuo rinnovo dell’hardware – specie in tempi di crisi – in qualche modo va scongiurato, diversamente a rimetterci sarà solo il mercato. E, di conseguenza, la stessa Microsoft.

Marco Valerio Principato


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