Ubuntu, Canonical mira al desktop dell’ufficio

The New Blog Times
La Redazione
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Pubblicato il: 28/10/2011
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Canonical estenderà il supporto delle LTS a cinque anni, con la mira di aggiudicarsi maggiore consenso da parte delle realtà corporate e istituzionali. Resta ferma, però, l’adozione di Unity e questo lascia alcuni alquanto perplessi

Roma – Canonical, l’azienda dietro alla celebre distribuzione Linux Ubuntu, ha recentemente annunciato  di voler estendere a cinque anni il periodo di supporto per la prossima versione LTS della propria distribuzione, quella di aprile 2012.

L’obbiettivo deriva dal dare risposta agli interrogativi di molte realtà aziendali, nelle quali normalmente il periodo di supporto dei sistemi operativi adottati è almeno pari a quel valore. Tale scelta, inoltre, allineerebbe il periodo di supporto a quello già in essere per le versioni server della stessa distribuzione.

Il fondatore, Mark Shuttleworth, lo ha ben chiarito in un un post sul proprio blog: “Abbiamo bisogno di far giustizia sul fatto che la versione 12.04 LTS sarà l’ambiente desktop preferito per molte delle più grandi implementazioni di Linux nel mondo, che in alcuni casi superano il mezzo milione di installazioni in una singola realtà”, scrive. “Dunque, la 12.04 è anche un’opportunità per assicurare che il nostro ambiente Desktop sia gestibile in maniera scalabile, che può essere commisurato a ciò che tali realtà aziendali e istituzionali richiedono e che possa essere installato procedendo senza intoppi a partire dall’attuale LTS, la 10.04. E una delle cose che migliorerà sarà proprio il supporto a monitor multipli, in quanto è un’esigenza ormai comune”.

Tale ambiente Desktop, sia chiaro, nelle intenzioni di Canonical resterà basato su Unity. Nessun ritorno a Gnome 2.x e men che meno a Gnome 3.x, secondo Shuttleworth: “Le transizioni verso Unity e Gnome 3 ormai le abbiamo alle spalle, dunque questo ciclo innovativo è un’opportunità per perfezionarci, centrando l’attenzione”, ha scritto. “Un’opportunità per lavorare sull’intera interfaccia Desktop e accertarci di dare il giusto peso alla cosa giusta nel posto giusto, portando al centro dell’interesse il lavoro che abbiamo fatto per diversi cicli di sviluppo”.

Shuttleworth si attende che prima di arrivare a una 12.04 LTS pronta per abbordare l’ambiente corporate venga svolto un attento lavoro di aggiustamento e pulizia. Durante l’Ubuntu Developer Summit ha precisato che si scriveranno elenchi di aree da rifinire, ripulire e (ha usato il neologismo precisioneering, parola inesistente che può però agevolmente traslarsi in ingegnerizzarne la precisione, ndR). Puntare tutto, insomma, sul migliorare meticolosamente ogni aspetto, senza inventarsi nuove strutture e senza fare alcun lavoro su nessun componente che, sotto il profilo del design, non sia da ritenersi completo.

Lo spingere verso il non fare cambiamenti radicali da parte di Shuttleworth è ben precisato: “Pur essendovi ancora aree in cui si può intervenire sulla user experience, esse saranno temporaneamente messe da parte così da concentrarsi su pulizia, performance e predicibilità“, ha detto. “Voglio senz’altro migliorare la user experience sugli spazi di lavoro per i Power User. Pubblicheremo quindi il nostro lavoro di progettazione in tale direzione, ma ritengo che per ora sarebbe meglio accantonare tale priorità almeno fin quando non avremo ottenuto un contributo concreto a livello di codice”. Dunque, anche nella 12.04 LTS, l’interfaccia utente difficilmente potrà essere altro che la Unity che si vede oggi.

L’azienda vuole insomma accertarsi che il proprio ambiente Desktop sia più che maturo per un’adozione “seria”, visto che, secondo le proprie statistiche, le distribuzioni LTS Ubuntu sono molto diffuse proprio tra gli utenti business.

Quanto agli aggiornamenti, le LTS già ora permettono di ricevere quanto occorre per supportare nuovo hardware man mano che questo è disponibile. Gli aggiornamenti, ha spiegato il fondatore di Canonical, proseguiranno per altri tre anni, dando così la possibilità alle realtà business di continuare a utilizzare le proprie LTS indipendentemente dal proprio ciclo di rinnovo dell’hardware. L’opportunità si rifletterà anche sui costruttori, che potranno contare su un supporto più lungo.

Chi avesse interesse specifico nella possibile adozione di Ubuntu in una realtà business o istituzionale può trovare informazioni specifiche sul sito dedicato all’area Business di Ubuntu, in cui vengono illustrate le strategie dell’azienda per l’impiego Desktop, server e integrato nel cloud computing.

Molti, tuttavia, sono perplessi circa lo spazio che un’interfaccia come Unity, fortemente orientata – come del resto la Metro di Windows 8 – al mondo tablet, appare in grado di ricavarsi. Se ciò potrà essere un vantaggio a medio termine, non è troppo facile intravederne vantaggi nel breve termine.

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Nucleo redazionale del sito a cui lavorano i responsabili, ossia Marco V. Principato e Dario Bonacina, su articoli scritti da altri collaboratori o da essi stessi. Vedere le rispettive bio.



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Sezione in lettura: Informatica

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  1. peter_hausen scrive:

    non riesco proprio a digerire Unity, Gnome Shell e compagnia…
    Perché devo utilizzare su un desktop un’ interfaccia studiata per un tablet? Sono due ambiti differenti sia come approccio, che come ergonomia.
    Gli costava tanto mantenere la vecchia gui di gnome (o chi per lui), elegante, semplice e molto efficace?

    adesso sono con Lucid + kernel backport da natty (e passerò a quello di oneiric fra un tot di mesi). Per quanto mi riguarda è la soluzione perfetta e finché non finiranno gli aggiornamenti non mi smuoverò di qui.
    In seguito probabilmente passerò a Debian, se il trend di ubuntu continuerà con unity..




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