Giuramento Obama: a dura prova reti cellulari e comunicazioni

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Fred James Ferreri
Di Fred James Ferreri
Pubblicato il: 20/01/2009
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Boston – Tutto è pronto per l’accoglienza al neo Presidente Obama, dalla sicurezza ai discorsi, mentre in ogni dove si organizzano speciali multimediali e servizi di ogni genere per tenere aggiornato il mondo su questo evento di grande rilievo. Ma c’è anche chi, nell’occasione, deve correre ai ripari per supplire a possibili “black out”.

Oggi, alle ore 18 ora italiana, la cerimonia avrà inizio e in quel frangente vi saranno centinaia di migliaia di richieste di conversazione, accesso ad Internet, email, blogging, “twittering” (ovvero microblogging), invio di SMS, di messaggi multimediali, filmati e chi più ne ha più ne metta.

Sarà un nugolo di oltre due milioni di persone, che bersaglieranno le reti cellulari fino a farle scoppiare. I maggiori operatori cellulari locali – spiega il New York Times – nel timore che l’eccesso di richieste possa far tracimare le loro reti, hanno scelto l’inusuale strada del chiedere alle persone di limitare le chiamate e di attendere ad inviare le foto. Non solo: stanno anche spendendo milioni per impiantare sostanziosi potenziamenti temporanei alle proprie reti nell’area di Washington.

“Se le stime si riveleranno realistiche, ci sarà da attendersi congestioni, sia per quanto attiene entrare in rete che per inviare messaggi, ma anche per le chiamate vocali”, spiega Joe Farren, portavoce di Cellular Telecommunications and Internet Association (CTIA), che ha chiesto alla gente di limitarsi ad inviare SMS, piuttosto che chiamare a voce, per limitare il consumo di banda. “Non possiamo sfidare le leggi della fisica più di tanto”, ha detto Farren.

Celle aggiuntive a Washington - Photo Credit: Daniel Rosenbaum for The New York Times

Celle aggiuntive a Washington - Photo Credit: Daniel Rosenbaum for The New York Times

Il quotidiano però non risparmia una piccola vena caustica: secondo alcune associazioni di consumatori, l’”industria” delle reti cellulari non dovrebbe affatto “darsi da sola delle pacche sulle spalle” per i suoi sforzi di circostanza; dovrebbe, piuttosto, scusarsi con la clientela per chiedere ai propri utenti un corrispettivo a fronte di un servizio non sempre funzionante.

Verizon Wireless, ad esempio, è incerta. A giudicare dal seguito, specie quello giovanile, che il Presidente Obama ha avuto in campagna elettorale, è difficile fare previsioni sul traffico: “è imprevedibile”, ha detto John Johnson, portavoce dell’azienda che, comunque, ha predisposto notevoli quantità di Stazioni Radio Base aggiuntive.

Più ottimista la Sprint: basta “portare la cella dove serve, premere un paio di pulsanti et voilà, il palo si alza, la parabola si autoinstalla e, con l’aiuto di un gruppo elettrogeno e dei satelliti siamo sicuri di offrire il servizio in piena autonomia”, dice Tanya Lin, manager dell’Emegency Response Team dell’azienda.

Ma anche AT&T non è rimasta ferma: dice di aver speso 4 milioni di dollari per potenziare le reti. Nei dintorni dell’evento, spiega l’azienda, la capacità della rete è stata aumentata dell’80 per cento per la parte 3G, del 69 per cento per la 2G e il 60 per cento in più dello staff è allertato per l’occasione. Anche 11 hotel tra i più grandi sono stati coperti con segnale radio.

Naturalmente – continua ancora il quotidiano – anche i social network si attendono un grosso incremento di traffico: primi tra tutti Facebook e Myspace, su cui sono attesi upload di moltissime foto.

Appuntamento in rete, dunque, a più tardi. Con preghiera di… limitare il traffico al solo testo!…

Fred J. Ferreri

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