Logica e memoria, pronte da stampare. Già insieme
Prototipo funzionante della prima memoria indirizzabile con l'equivalente organico di un circuito CMOS
Thin Film Electronics e il Palo Alto Research Center superano sé stessi: dopo la prima memoria “in bobina”, ora si aggiunge la logica di controllo, organica, equivalente alla CMOS. Nuovi orizzonti per sensori ed altro
Roma – La norvegese Thin Film Electronics, dopo aver prodotto una vera e propria memoria in bobine, torna a far parlare di sé: assieme ai ricercatori del Palo Alto Research Center (PARC) ha ora annunciato analogo prodotto che, però, stavolta comprende anche la parte logica, i transistor veri e propri, insomma.
Nasce così un nuovo sistema di trattamento ed elaborazione di piccole quantità di dati a basso costo, che viene prodotta “stampando” i componenti con un apposito inchiostro organico. I derivanti componenti elettronici, ovviamente, lavorano con capacità e velocità di calcolo molto ridotte rispetto a loro “fratelli” basati sul silicio, ma il costo è ridottissimo.
I circuiti così prodotti, tra l’altro, sono null’altro – in fin dei conti – che una striscia di plastica flessibile: può essere collocata ovunque, intorno a una qualsiasi parte anche non piatta di un giocattolo come di uno strumento di lavoro.
Secondo Janos Veres, manager del dipartimento di elettronica stampata del PARC, il passo di aggiungere la parte logica alla memoria è fondamentale. “Avevamo decisamente bisogno di avere una logica stampata insieme alla memoria, che ci permette di indirizzarla e di incrementarne la capacità”, ha detto. Del resto, ripensando ai primordi, per selezionare una riga o una colonna in una matrice, quel che serve è una logica di controllo e ora questa è là, accanto alla memoria, pronta all’uso.
Ora la sfida è alzare le capacità e aumentare la velocità, com’è facile immaginare. Ma quanto già ottenuto è un vero e proprio building block, un “mattone fondamentale” semplice da impiegare per diverse applicazioni, secondo Raghu Das, CEO della società di ricerche IDTechEX. “C’è stato un grande sforzo di ricerca e di impresa in questa direzione”, spiega, “ma sono pochi i risultati usabili come questo, che può essere impiegato dispiegandolo orizzontalmente per molte applicazioni. L’annuncio congiunto di Thin Film e del PARC è davvero una buona notizia”, conclude.
L’amministratore di Thin Film Davor Sutija, invece, è orientato principalmente a sfruttare questa nuova tecnologia in aree specifiche, in particolare quella dei sensori. “Si può osservare se un determinato sensore ha raggiunto una certa soglia e registrare le variazioni in memoria”, spiega. Secondo il dirigente questa tecnologia potrebbe ad esempio registrare se un vaccino si è trovato sottoposto a pratiche di trattamento inidonee (es. temperatura non adatta alla conservazione), oppure se del cibo da conservarsi esclusivamente al freddo abbia trascorso periodi di temperatura troppo alta, per fare degli esempi. Altro impiego che il dirigente ravvisa potrebbe essere quello di funzionare all’interno di etichette di prezzo elettroniche, il cui importo varia a seconda dell’orario del giorno.
L’altra grande sfida, ora, è quella di portare ancor più giù il prezzo. Grazie alla partnership siglata con Inktec, produttrice leader nel campo degli inchiostri anche speciali, la produzione può avvenire in bobine, come si è visto in precedenza per la sola memoria. Con l’attuale schema produttivo, una cella di 20 bit costa cinque centesimi di dollaro. Sutija si aspetta che nell’arco di un intervallo compreso tra tre e cinque anni la stessa cella potrà costare nient’altro che una parte infinitesimale di tale importo.

































