Flycell, Italia-Programmi: si comportano male? Perché non censurarli?

Una delle grafiche che, in Rete, pubblicizzano le suonerie per cellulari
Una delle grafiche che, in Rete, pubblicizzano le suonerie per cellulari
Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 08/01/2012
Commenti 8 commenti | Permalink

Entrambe le aziende sono al centro dell’attenzione: dopo la multa a Italia-programmi.net, l’Antitrust vorrebbe fare chiarezza anche sulla questione FlyCell. Viene da chiedersi: con opportune prove, perché non censurarle?

Roma – In questi giorni si è letto di due fenomeni che, ciclicamente, tornano a sollevare attenzione (e preoccupazione): la vicenda di Italia-programmi.net, il sito con residenza alle Seychelles che “offre” programmi gratuiti dietro un abbonamento di “soli” 8 euro al mese, e il ritorno in auge dei “servizi a pagamento” di FlyCell, che tende a lucrare sui clienti delle reti cellulari.

Entrambi i nomi non sono nuovi per chi segue questo sito: casualmente, FlyCell è azienda dietro cui c’è Acotel, società quotata persino in borsa e già risultata – sia pure non per propria responsabilità, almeno all’apparenza – in connessione con la “truffa Bin Laden” apparsa su Facebook lo scorso anno. Acotel è anche la stessa azienda interpellata due anni fa per avere conferma che era impossibile inserire un virus o un programma vero e proprio all’interno di un SMS, quando la questione degli SMS-spia dominava le cronache.

Neppure Italia-programmi.net è nuovo: delle sue “tecniche” poco trasparenti si è parlato su queste pagine a settembre dello scorso anno, con l’evidente scopo di favorire nel pubblico l’ascesa di livello della consapevolezza e dell’opportunità di non essere superficiali e disattenti mentre si naviga.

Ora, a leggere i titoli, si apprende di una certa attenzione che l’Antitrust sta rivolgendo a questi fenomeni: sollecitato  da molteplici associazioni di consumatori, secondo quanto risulta ai principali quotidiani, il garante intende approfondire e avviare delle indagini accurate sul tema. Non è andata meglio, almeno per adesso, a Italia-programmi.net, sanzionata dal garante (ma non è noto se ha pagato, ad esempio, e finché non paga la sanzione è solo scena): un milione e mezzo di sanzione, senza neppure presentarsi a difendersi dinanzi all’Autorità.

A questo punto, vista l’assoluta futilità di servizi come le suonerie a pagamento e simili, vista l’assoluta inopportunità di chiedere un qualsivoglia importo di abbonamento per fruire di software già disponibile gratuitamente in Rete e vista, infine, la spiccata propensione delle autorità a deliberare provvedimenti di censura in Rete spesso discutibili, sia sul piano di diritto che di merito, viene da chiedersi come mai non vi sia altrettanta solerzia nel far sì che tali realtà Web, ormai ben conosciute, dietro opportuno tessuto deliberativo supportato da prove irrefutabili vengano anch’esse censurate impedendo loro di “transitare” nella porzione italiana della Rete Internet: si farebbe un gran favore a tutti gli internauti italiani e pressoché nessun danno alle due succitate realtà, che continuerebbero a operare in altri territori attraverso la Rete stessa, semplicemente cambiando lingua. Finché ci sarà gente disposta a impiegare i loro “servizi”.

Marco Valerio Principato


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Commenti
  1. alexz scrive:

    Quotone : dd scrive:
    8-01-2012 alle 13:43
    se sei un coglione e paghi vuol dire che hai i soldi per farlo e vi sta bene svegliatevi se siete cosi rincoglioniti non meritate di stare AL MONDO

    :-)

  2. Parpola scrive:

    virgola …se eroghi un servizio prima ti fai pagare,di solito si fa cosi non e’ questione di essere stupidi o meno …se ad esempio voglio io come ditta erogare un servizio PRIMA mi faccio pagare e poi lo erogo…questi sono dei semplici truffatori…prima di dare del coglione al prossimo pensaci su caro minkione tu sei della loro stessa pasta

  3. Andreabont scrive:

    Non sobo mai d’accordo nel censurare.

    La multa per non aver specificato i termini del contratto durante la registrazione e’ doverosa e fosse stato per me sarebbe stata anche piu’ salata.

    Ma a termini pubblici. Se sei abbastanza stupido da pagare per un “servizio” di raccolta link… bhe… cavoli tuoi…

  4. Marco Valerio Principato scrive:

    Ragazzi, ci tengo a precisare una cosa: il mio voler “sollecitare la censura” era provocatorio, questo mi sembra evidente. Sono l’ultimo a desiderare la censura in Rete, chi mi segue lo sa, ho sempre criticato aspramente qualunque provvedimento del genere.

    Tuttavia, visto che la censura è qualcosa che abbiamo visto applicare con tanta leggerezza a circostanze dove essa è di NESSUNA efficacia, provocatoriamente ripeto: perché non applicarla per queste circostanze? Spero solo che paghino la multa, anche se ci credo molto poco. E spero che il garante si dia davvero da fare per informare tutti i “circuiti” internazionali acciocché tali truffe restino circoscritte il più possibile.

    Saluti a tutti e sono comunque contento di aver sollevato un mezzo putiferio, almeno qualcosa si muoverà.

    A presto

  5. sante scrive:

    è sbagliatissimo. la rete è e deve rimanere neutrale , la voglia di censura inizia per motivi magari astrattamente condivisibili e finisce sempre regolarmente con l’abuso. se qualcuno è così cretino da cascare in queste trappole sono solo fatti suoi, io non voglio che la rete diventi un posto a misura di idiota e se avete un minimo di buonsenso converrete con me che la libertà è una cosa infinitamente più preziosa della sicurezza, argomento questo della sicurezza tirato fuori sempre da chi segretamente mira mediante esso ad annullare la libertà degli altri per mezzo del controllo poliziesco, detti con agile sintesi «fascisti».

  6. dd scrive:

    se sei un coglione e paghi vuol dire che hai i soldi per farlo e vi sta bene svegliatevi se siete cosi rincoglioniti non meritate di stare AL MONDO.


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