Liquid Feedback: com’è, visto da chi lo usa

Liquid Feedback: com’è, visto da chi lo usa
Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 05/10/2012
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Di Liquid Feedback si parla, si sa che vi sono  nuovi movimenti intenzionati ad adottarlo. Ma com’è davvero “da dentro”? Ne parla in guest post il Partito Pirata, che già lo usa da tanto

Roma – Dopo aver dato una sommaria descrizione di Liquid Feedback, sostanzialmente volta a chiarire la sua operatività nei rapporti tra politica e democrazia sui quali interviene, si presenta l’occasione per parlare di esso con un interessato diretto: Gianfranco Pozzati, esponente del Partito Pirata Italiano, realtà che ha adottato questa piattaforma come strumento decisionale già dal 2011.

Sarà dunque ospite in questo articolo come guest blogger in quanto è proprio dal Partito Pirata, nello specifico quello tedesco, che il M5S di Beppe Grillo ha tratto lo spunto per la sua adozione in seno al movimento.

Poiché tra le perplessità nell’adozione di un simile sistema c’è proprio la sicurezza, una delle cose che Pozzati chiarisce è come un cittadino entra in possesso di un’utenza. La tutela del buon funzionamento e della non manomissione del sistema, ovviamente, è attività squisitamente informatica ed è dunque pienamente attuabile, comportando rischi non superiori a quelli presentati anche dai… sistemi fisici, come ad esempio i “normalissimi” brogli elettorali.

Cediamo dunque la parola, la tastiera e i link a Gianfranco Pozzati.

Per parlare della “Democrazia Liquida” che il Partito Pirata sta cercando di far conoscere anche in Italia, occorre – per chi non fosse preparato – una conoscenza preventiva del concetto di democrazia diretta. A tale scopo risulta utile la consultazione di questa pagina di Wikipedia, mentre ulteriori spiegazioni sulla “Democrazia Liquida” sono in questa pagina.

Nulla a che vedere, sia chiaro, con l’Agorà dell’antica Grecia. Nella vision del Partito Pirata i leader ci sono, sono molti e sono “cangianti”. Il leader in assoluto è proprio il sistema Liquid Feedback, un leader per certi versi assoluto e dispotico, che tiene conto dei dettagli e le cui risposte sono determinate dal gradimento delle proposte.

Di volta in volta nasce poi il leader reale, ossia il relatore della proposta accettata e supportata dalla maggioranza. Realizzata la proposta il leader torna fra le fila per collaborare alla prossima.

La struttura gerarchica è costituita dai partecipanti all’Assemblea Permanente e la democrazia, nella sua forma più estrema immaginabile, è data dalla possibilità di partecipare a pieno titolo all’assemblea stessa. Si tratta quindi di una forma liquida di partecipazione dove tutti possono aver voce e raccogliere consensi o essere ignorati.

Molti apprezzeranno questa “nuova” forma di democrazia (che nuova non è, dal punto di vista politologico), forse non vi parteciperanno direttamente, magari perché più predisposti a seguire che a cercare nuove strade, ma è già un buon passo che l’apprezzino sapendo di essere liberi di parteciparvi senza esserne obbligati.

Non è possibile esportare o imporre la democrazia, perché essa per definizione è basata sulla libertà di scelta individuale e tale libertà è direttamente proporzionale al numero delle scelte disponibili. Sono cose talmente banali che a stento si riesce ad esternarle, sono concetti così elementari che non è semplice realizzarli, ci vuole predisposizione come per l’arte, e come per l’arte è necessario crederci, altrimenti quello che è nel marmo non diventerà mai una statua.

Nel complesso sembra che il meccanismo funzioni, ci vorrà pazienza e occorrerà attendere che l’intelligenza collettiva si avvalga di quegli elementi che maggiormente lo apprezzano e lo sospingono, perché esso funzioni al meglio e maturi così un esperimento del tutto innovativo.

Sotto il profilo delle garanzie, prima di passare ad esporre il funzionamento di Liquid Feedback, occorre tenere presente che per aderire al Partito Pirata è necessario essere “certificati” di persona da altri appartenenti al partito, i quali provvederanno ad acquisire i dati necessari all’iscrizione e a riscuotere la quota annuale associativa.

A causa della necessità di rispettare la riservatezza dei dati personali, non si possono (ancora) accettare iscrizioni online. Ciò anche per tutelare la sicurezza e la legittimità democratica dell’assemblea elettronica (un voto, una persona reale). Questo anche perché con la qualifica di socio si acquista il diritto a partecipare all’Assemblea Permanente, ottenendo l’accesso allo strumento decisionale del Partito Pirata, ossia Liquid Feedback, adottato per promuovere la democrazia partecipativa.

In esso chiunque può contribuire proponendo soluzioni, suggerendo cambiamenti e votando i temi di tutte le scelte politiche ed organizzative del Partito stesso, in una situazione di completa parità con tutti gli iscritti.

Il programma Liquid Feedback

Il programma Liquid Feedback, già sommariamente descritto da questo sito, si presenta graficamente come un forum, con una struttura altamente personalizzabile, con diverse sezioni che, nel caso del Partito Pirata Italiano, corrispondono alle aree tematiche che si desidera “trattare”, dall’organizzazione interna del partito all’ufficio “stampa”, dalla sezione dedicata all’economia, all’istruzione, alla ricerca, e via discorrendo. Entrando nelle sezioni si possono osservare tutte le proposte presenti, da quelle appena create a quelle in discussione o in votazione, fino a quelle concluse.

Proposta/Controproposta/Suggerimenti

Ogni utente o iscritto (tutti, indistintamente) ha diritto di creare, compilando un semplice form, una o più proposte su qualsiasi argomento o tematica sulla quale ritenga di avere idee, competenze, “intuizioni”, soluzioni: sarà poi l’assemblea permanente (ovvero tutti coloro che desiderano partecipare) a “selezionare“ le proposte che meritano di essere trattate.

Il meccanismo c.d. “anti-troll” è usato e attivo: ogni proposta dovrà infatti superare diverse fasi prima di arrivare al voto, la prima delle quali prevede che solo superando un determinato livello (quorum) di interesse – un meccanismo simile al “Mi piace” di Facebook, per intendersi – la proposta potrà passare alla successiva fase di discussione in cui verranno sviscerati pro e contro, avanzati suggerimenti e controproposte, di conseguenza i tentativi di fare discutere l’Assemblea Permanente di proposte ritenute inutili, assurde, provocatorie saranno cassate dalla stessa Assemblea semplicemente ignorandole.

In qualsiasi momento tutti (senza esclusione alcuna) gli utenti/iscritti possono dare suggerimenti all’autore della proposta (anche qui basta compilare un semplice form), suggerimenti che a loro volta possono essere “valutati” da tutti gli iscritti come più o meno importanti e validi, restituendo all’autore dei “feedback” molto utili e chiari, quantitativamente e qualitativamente, su ciò che “pensano” e vorrebbero vedere nella proposta i potenziali votanti.

Allo stesso modo in cui è possibile proporre suggerimenti, è anche possibile fare una o più controproposte, specialmente quando si è in completo disaccordo con le proposte attualmente presenti o si ritiene di avere una soluzione migliore al problema.

Prima di giungere alla votazione finale, tutte le proposte dovranno superare un nuovo quorum di interesse e saranno quindi a disposizione degli iscritti che potranno esprimere la propria lista di preferenze.

Votazione

Nella fase di votazione ogni utente può votare (o delegare il voto ad altri) per ognuna delle proposte passate al voto, non solo con il favore, l’astensione o la contrarietà alla stessa, ma anche stabilendo l’ordine di preferenza e creando quindi una lista che tenga conto di ciò che egli pensa del complesso delle soluzioni in campo (esempio: la proposta A è la favorita, la B la seconda in ordine di favore, la C neutra, la D negativa ma molto meglio della E che è quella che non si vorrebbe assolutamente come vittoriosa).

A voto concluso, si otterrà il risultato, il quale restituirà una serie di proposte che hanno superato la percentuale di maggioranza prevista, tra le quali la proposta “vincitrice assoluta”. Questa sarà la preferita su ogni altra “in confronti a coppie” (in definitiva vincerà la proposta che avrà il miglior rapporto tra favorevoli e contrari, quella che “accontenta più utenti” e ne “scontenta meno” nel loro complesso, tenendo quindi in giusto conto anche il pensiero della minoranza, il tutto con l’applicazione del c.d. “Metodo matematico Schulze”, spiegato su Wikipedia in modo sommario qui in italiano, in modo più completo qui in inglese).

Deleghe

Come chi legge ha senz’altro notato, finora non si è parlato, se non con un veloce accenno, delle “deleghe transitive”, argomento che sembra riscontrare notevole interesse ogni qualvolta si discute di Liquid Feedback, e che a volte quasi oscura l’elemento più significativo del software, ovvero la sua capacità di organizzare ed incanalare l’intelligenza collettiva verso risultati sorprendentemente ingegnosi e condivisibili (oltre che condivisi).

Ecco in sintesi il funzionamento delle deleghe:

  • ogni utente o iscritto può delegare ogni altro per ogni proposta, per un’intera area di interesse (quindi tanto il tema, per esempio, dell’Agricoltura quanto quello dell’Ufficio Stampa) o per l’intero complesso delle Aree (utile se si prevede di non accedere alla piattaforma per un periodo prolungato);

  • le deleghe possono essere concesse e revocate con la stessa facilità (un clic)

  • ogni risultato della votazione è verificabile da ogni iscritto, che può valutare se la persona delegata ha votato come si aspettava o meno e, in caso di ripensamento, decidere in futuro se confermare la delega o concederla ad altri;

  • in occasione di voto, se prima del termine della votazione si decide di votare ugualmente anche avendo delegato altri, la delega decade automaticamente ed il voto valido è quello dell’effettivo titolare;

  • le deleghe hanno un meccanismo a “cascata”: se si delega una persona a votare e quella persona delega il suo voto ad un’altra, il voto dell’ultimo della catena varrà 3 voti (il suo ed i due delegati).

Sul Wiki del Partito Pirata è possibile osservare un esempio di iter “classico” di una proposta, così come viene trattata all’interno di Liquid Feedback, su questa pagina.

Nella speranza di aver soddisfatto la curiosità generale inerente questo innovativo meccanismo, la parola torna ora al responsabile del sito.

Dunque, ora dovrebbe essere molto più chiaro quali consistenti meccanismi vengono scardinati dall’adozione di un software come Liquid Feedback. Il che, tra l’altro, non significa affatto che debba essere l’unica possibilità: potrebbero essere create anche nuove piattaforme, magari anche migliori.

Resta, però, una novità sostanziale, destinata non solo a provocare terremoti nei meccanismi finora adottati nell’ambito della democrazia rappresentativa italiana, ma anche a minacciarne proprio quegli aspetti ormai incancreniti che forse sono la parte a cui le classi politiche meno nobili sono più attaccate e, al contempo, che i cittadini più desiderano scalzare.

Quale responsabile di questo sito, chi scrive ha voluto dare dunque spazio a questa spiegazione nella convinzione che i nuovi media, le nuove tecnologie e l’opera di persone realmente intenzionate a vedere qualcosa di nuovo sulla scena politica non possano che, da un lato, apprezzare Liquid Feedback e, dall’altro, sapere di dare il via a una nuova e totale epoca di “lavori” per i politologi.

A cura di Marco Valerio Principato


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Commenti
  1. [...] Di Liquid Feedback si parla, si sa che vi sono nuovi movimenti intenzionati ad adottarlo. Ma com’è davvero “da dentro”? Ne parla in guest post il Partito Pirata, che già lo usa da tanto di Marco Valerio Principato (continua su nbtimes.it) [...]


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