DSL Rings: con due doppini, Internet a 400 Mbps
D’accordo per la fibra dove non c’è nulla. Ma dove ci sono i doppini, perché non provare a sfruttare DSL Rings?
Roma – Mentre c’è fermento per le intenzioni dei grandi gruppi industriali e finanziari di spingere la diffusione della fibra ottica, la tecnologia avanza da sola e non aspetta né intese politiche, né finanziarie: banda larga veloce, fino a 400 Megabit/secondo, sfruttando i normali doppini telefonici già esistenti. La soluzione si chiama DSL Rings, proposta da Genesis Technical Systems.
Essa consiste nell’impiego dei cosiddetti bonded pairs, ossia coppie affasciate. Uno dei principali vantaggi rispetto alle attuali tecnologie DSL (in Italia l’ADSL2+) è costituito non solo da un incremento di velocità alquanto elevato, ma anche dal superare di molto i limiti di distanza imposti finora dalle tecnologie in uso su doppino.
L’architettura di base è osservabile in figura nella colonna sinistra. In pratica ogni cliente riceve due doppini anziché uno ed entrambe le coppie vengono connesse con l’apparato di accesso. Limitandosi a un solo cliente, viene realizzato un “anello” che parte dal nodo di centrale, giunge all’apparato domestico di accesso e riparte, rilanciando il segnale, verso il nodo di centrale.
Se i clienti diventano due, in centrale viene effettuata una sorta di permutazione virtuale a distanza: il “rientro” del primo cliente diventa l’ingresso del secondo e l’uscita del secondo rientra verso il nodo. Da notare che il nodo prevede l’eventuale malfunzionamento o spegnimento di un singolo apparato d’accesso domestico, lo isola automaticamente e ristabilisce l’anello con gli altri elementi.
L’anello non può essere ingrandito all’infinito, naturalmente: c’è un limite di 14-15 unità terminali, superato il quale il ritardo tra l’ingresso iniziale dell’anello e l’uscita finale diventa troppo cospicuo. La tecnologia di trasmissione impiegata è la VDSL2. Fisicamente, il nodo di centrale dovrebbe risiedere negli armadi di distribuzione in strada, telealimentato dalle stesse coppie che lo collegano al DSLAM. Tra tale armadio e i punti di fruizione la distanza dovrebbe essere non superiore a 250 metri se si vuol mantenere alta la velocità (fino a 200 Mbps).
Il vantaggio di questo sistema sarebbe la possibilità di un deployment molto rapido, che tra l’altro non richiederebbe alcuno scavo per la posa di nuovi cavi. Le sue prestazioni potrebbero agevolmente supportare qualunque tipo di trasporto dati, dalla connettività alla IPTV in HD, dalla telefonia VoIP alla connessione di celle e microcelle cellulari, nonché ad assicurare la connessione di access point pubblici WiFi, Wi-MAX e simili.
Anche per le installazioni rurali, scenario sul quale è particolarmente attenta l’Irlanda, il sistema DSL Rings è capace di offrire soluzioni che richiedono sostanzialmente interventi locali, con l’installazione di un armadio per i nodi in prossimità dei gruppi rurali di utenza. Ciascun nodo, con la medesima tecnica, collegherebbe i successivi.
Lato cliente, certamente occorre un nuovo apparato d’accesso, come del resto occorrerebbe per la fibra. Le telco, dal canto loro, dovrebbero installare i nodi negli armadi in strada e collegarli ai DSLAM in centrale mediante le stesse coppie che giungono da quest’ultima. Con costi, a quanto pare, molto inferiori a quelli del deployment di fibra “da zero”.
Stranamente, di questa opzione la stampa nazionale non ha fatto parola, a differenza di numerosi altri articoli in lingua anglosassone (e non solo); gli operatori coinvolti nelle nuove iniziative volte alla fibra, che è assai difficile ne siano all’oscuro, non hanno minimamente citato tale possibilità.
Sembra alquanto improbabile che l’ostacolo possa essere il maggior numero di doppini necessari: il loro costo non rappresenta che una minima frazione del costo di un nuovo cablaggio in fibra. A questa, come ad altre perplessità, l’azienda ha cercato di raccogliere le risposte in un’apposita pagina di FAQ. E secondo alcuni osservatori, non sembra esservi motivo per non – almeno – “esplorare” la possibilità.
La parola, ora, agli esperti: come mai non se ne è parlato? Quali sono gli ostacoli? Quali sono le ragioni per non prendere in considerazione una soluzione simile? L’area commenti è aperta anche per questo e la speranza è quella di stimolare una discussione che, mentre mette i consumatori a conoscenza di un’altra possibilità, illustri anche al meglio i motivi per i quali, eventualmente, non viene presa in considerazione.


































[...] siamo qui a sognare la fibra e non siamo in grado di sfruttare nemmeno le potenzialità del rame…. Condividi suMoreLike this:Mi piaceBe the first to like [...]