È l’era dei PODs: i Personal Rapid Transit decollano, anzi, corrono
Salire, digitare la destinazione, sedersi ed attendere. Filando silenziosamente e senza inquinare. Non è sci-fi, è realtà. O quasi
Bologna – L’idea in sé non è una novità, ma ora ci sono ben due location dove i POD stanno diventando realtà: si tratta di Masdar City, negli emirati arabi, e all’aeroporto di Heathrow.
Cos’è un POD? Si chiama in effetti Personal Rapid Transit. Una specie di SMART, ma ancora meglio, un autoveicolo piccolo, elettrico, leggero, veloce e privo di sostanze troppo nemiche, automatizzato, nonché foldable, spiega Technology Review. L’idea è partita proprio dal MIT e se ne è vista traccia anche al salone internazionale del motociclo (EICMA) di Milano.
Foldable non vuol dire ripiegabile ma… quasi (vedi figura). Automatizzate, invece, vuol dire esattamente quello: ogni veicolo, racconta la rivista del MIT, è progettato per trasportare da quattro a sei persone. Sa aspettare al parcheggio, come i Taxi. Quando occorre, la persona / le persone possono salire, selezionare la destinazione e il veicolo si porta automaticamente sul posto.
Se è vero che l’idea non è nuova, di nuovo c’è che ora nelle due realtà scelte questi diabolici veicoletti saranno là, davvero, in dimostrazione, utilizzabili sul serio.
E se inizialmente tra i principali freni alla diffusione ci sono stati i costi di produzione – Technology Review ricorda che l’idea s’è materializzata la prima volta negli anni 70 – ora la “musica” è cambiata: le capacità di calcolo e di telecomunicazioni, rispetto ad allora, hanno fatto passi da gigante, incommensurabili.
In entrambi i luoghi scelti i veicoli in dimostrazione saranno alimentati a batteria, privi di guidatore. Ad Heathrow il sistema è stato costruito da Advanced Transport Systems, azienda di Bristol (UK) e impiega mezzi alimentati da batterie al piombo e guidati, lungo i percorsi possibili, da un sistema laser.
A Masdar, invece, un’azienda danese chiamata 2getthere ha sviluppato prototipi alimentati con particolari batterie al litio. I POD viaggiano su strade che incorporano particolari magneti ogni cinque metri, che i veicoli impiegano assieme all’angolazione delle ruote per determinare la propria posizione. Basta salire e scegliere una delle destinazioni previste ed un computer centrale crea il percorso, lo invia al computer di bordo e questo conduce il veicolo fino a destinazione.
Molto sci-fi, senz’altro: e, vista la velocità con cui le tecnologie evolvono, quanto potrà durare ancora la professione di tassista? Sarà forse bene farsi assumere dai produttori di questi POD?… Ai netizen l’ardua sentenza.
Floriana Savoldi Maraini
































