Windows 8? Un errore strategico

The New Blog Times
Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 21/11/2012
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Una recensione peggiore Windows 8 non poteva averla: è quella di Jakob Nielsen, Ph.D. ed esperto di usabilità. Gliene ha dette, anzi, scritte di tutti i colori. Il triste? Difficile contraddirlo.

Roma – Difficilmente Microsoft s’è vista lanciare addosso critiche così circostanziate, così intense e, in certo qual modo, incontrovertibili: la voce è quella di Jakob Nielsen, esperto di usabilità e titolare di circa 80 brevetti USA a suo nome. Nielsen è il nome dietro al Nielsen Norman Group, una firm di consulenza, e Jakob Nielsen è un ex ingegnere di alto livello della Sun Microsistems, con tanto di Ph.D. in Interazione Uomo-Macchina. Dunque, una voce piuttosto autorevole in materia.

In buona sostanza, Nielsen sostiene che Windows 8 sia un vero e proprio errore strategico, in molti suoi aspetti. Il suo rant è riassunto in apertura del suo alert: caratteristiche nascoste, possibilità di scoprire nuove funzioni ridotta, sovraccarico cognitivo causato dal “doppio ambiente” (interfaccia classica e Modern UI, ndB) e bassa densità informativa. E per dimostrare quanto affermato è stato condotto un test, appositamente studiato, su un gruppo di persone.

Dalle premesse, purtroppo (per Microsoft) non esce proprio nulla di buono. Il doppio ambiente, secondo il luminare, significa dover ricordare di più dove ci si trovava e dove si vuole andare, avere meno sott’occhio le pagine aperte e un carico cognitivo maggiore nel passare da un ambiente a un altro. In breve, esperienza utente contraddittoria e ambigua.

Altro sovraccarico cognitivo deriva dall’assenza di più finestre: nella Modern UI essa è una e una sola, adatta magari a uno smartphone ma non a un PC. Al punto che Nielsen suggerisce l’opportunità di rinominare Microsoft Windows (con la s del plurale) in Microsoft Window (senza la s, a sottolineare l’esistenza, appunto, di una sola finestra).

La “piattezza” dell’unica finestra riduce la discoverability, termine che in italiano andrebbe forzato in un poco elegante (ma efficace) “scopribilità”.  Icone piatte, senza  rilievo, stesso colore: per Nielsen, dai test è emerso che per gli utenti è difficile scoprire cosa è cliccabile e cosa no, dove sta un eventuale “menu di servizio” e simili.

Altro grosso guaio che Nielsen lamenta è la scarsa densità informativa. Nel test sono state comparate le mattonelle di alcuni quotidiani ed è evidente la minor quantità di informazioni: le stesse fonti, navigate sui loro rispettivi siti, ne offrono almeno il triplo.

Difficile e poco formale anche il “modello” con cui gli sviluppatori gestiscono le mattonelle: nel test, Nielsen rileva che pochissime di esse riescono a essere informative, identificabili e facilmente riconoscibili.

Un’altra grossa critica è alla questione dei comandi, la cui struttura nella nuova interfaccia secondo Nielsen è tutt’altro che intuitiva: nei test, nella maggior parte dei casi gli utenti non sono riusciti a trovare come impartirli alla macchina.

Anche la codifica dei gesti, secondo Nielsen, è degna di molte critiche: ce ne sono alcuni davvero difficili da imparare che, tra l’altro, se compiuti in modo errato producono comportamenti diversi e, spesso, inaspettati.

In sostanza, secondo Jakob Nielsen Windows 8 è “debole sui tablet, orribile sui desktop”. Lo paragona a Dr. Jekyll e Mr. Hyde: “su un device mobile e su un tablet è come il Dr. Jekyll, un’anima in pena in cerca di redenzione. Su un PC normale è come Mr. Hyde, un mostro che terrorizza i poveri impiegati di un ufficio e strozza la loro produttività”.

Infine, Nielsen precisa di non “odiare” Microsoft e, anzi, di essere passato diversi anni fa da Mac OS a Windows e di non essersene pentito, tutt’altro. Ma fino a Windows 7 compreso, prodotto del quale si dichiara entusiasta e di continuare a utilizzarlo.

Le sue conclusioni – chiarisce – derivano dalla semplice applicazione dei primi principi della teoria dell’interazione uomo-macchina e dall’aver osservato il gruppo di persone e il loro comportamento durante il test. “Non c’è bisogno di amare o odiare un’azienda per poter analizzare il progetto delle sue interfacce utente”, chiude.

E aggiunge che resterà con Windows 7 per i prossimi anni, nutrendo speranze per quello che sarà “Windows 9”, o come si chiamerà il successore di questo primo abbozzo di rivoluzione delle finestre sul quale chi scrive, senza essere (ancora) Ph.D. e senza dichiararsi esperto di usabilità, già da tempo esprime serie perplessità.

Marco Valerio Principato


Per approfondire:

  1. Windows 8 — Disappointing Usability for Both Novice and Power Users, di Jakob Nielsen
  2. Windows 8 UI ‘strategic mistake,’ argues design guru, di Gregg Keizer (ComputerWorld)
  3. Windows 8? Vende poco. Molto meno del previsto, di Marco V. Principato (The New Blog Times)
  4. Windows 8: c’è chi dice che sarà “una catastrofe”, di Marco V. Principato (The New Blog Times)
  5. Windows 8, arriverà… già morto? Non è improbabile, di Marco V. Principato (The New Blog Times)
  6. Archivio articoli suWindows 8  (The New Blog Times)

Marco Valerio Principato (2076 articoli)

Informatico sin dal 1980, esperto di Internet ed elettronica e attivo in Rete dal 1999, ha curato articoli in diverse pubblicazioni specifiche tra cui Punto Informatico (direzione P. De Andreis) e CompuServe Magazine. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione, è responsabile di questo sito.


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