Skype e le utenze incancellabili, il Garante si muove

Skype e le utenze incancellabili, il Garante si muove
Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 21/12/2012
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Il Garante per la Privacy, sollecitato da un utente Skype che voleva cancellare il proprio account, chiede spiegazioni all’azienda: vuole risposta entro oggi. Alla buon’ora, vien da dire.

Roma – Fa piacere constatare che il Garante Privacy tricolore, sia pure spinto da una segnalazione di un utente, abbia deciso di interpellare Skype a proposito dell’incancellabile utenza che ciascun utilizzatore si ritrova una volta impiegato quel software.

In proposito è partita tanto di lettera, indirizzata proprio a Skype Communication SARL, sottoscritta da un dirigente dell’Autorità. L’utente, infatti, si è sentito rispondere da Skype che l’utenza è effettivamente cancellabile solo se ci si ricorda giorno, mese e anno esatti in cui ci si è registrati per la prima volta.

Che questa appaia una motivazione alquanto pretestuosa, probabilmente lo capisce anche un bambino. E se pretesto non fosse, peggio ancora: male ha fatto, in tal caso, Skype a non dotarsi di idonei strumenti per la tutela della privacy in relazione ai mercati sui quali intende operare.

I chiarimenti, stando a quanto è scritto nella lettera inviata dal Garante, dovrebbero arrivare entro oggi, ma sarà assai difficile che una tale risposta, esauriente e soprattutto risolutiva, possa giungere. Se si trattasse di un problema tecnico, sarebbe assai difficile credere che possa essere risolto in così breve tempo; mentre se il problema fosse di altra natura (ossia di profilazione), si può star certi che la risposta – qualora giunga – sarebbe elusiva e tenderebbe a introdurre dilazioni, nella speranza di individuare nel frattempo un appiglio legale in grado di tutelare l’azienda.

Oltre a quanto richiesto, tra l’altro, sarebbe appena il caso di chiedere a Skype come mai anche le applicazioni per iOS e per Android, che svolgono analoga funzione nel mondo mobile, si arrogano il diritto – complici i sistemi operativi, che nulla fanno per impedirlo – di accedere pressoché a qualunque cosa sugli smartphone: dallo stato della sincronizzazione account all’accesso alla rubrica telefonica, dalla lettura della posizione (sia GPS che Cellulare) all’individuazione di tutti gli stati radio, sia quello cellulare (da cui si conosce l’operatore, l’IMEI, l’ID univoco di apparecchio e, in molti casi, anche il numero di cellulare), sia quelli delle reti WiFi in cui si opera, anche quando non tutto ciò è sempre necessario.

Infine, viene da chiedersi: era il caso di aspettare che un utente agisse di persona, quando in Rete si parla già da giorni e giorni del problema dell’incancellabilità dell’utenza Skype? Se tale circostanza fosse – come pare sia – ritenuta illegittima, l’azione avrebbe dovuto essere avviata subito, già dalle prime avvisaglie di circolazione della notizia.

In ogni caso, agire è stato un fatto positivo. Benché tardivo, come sempre accade in Italia, e al quale è davvero arduo attendersi una risposta concreta: quando si parla di Big Data, gli interessi in gioco sono troppo forti.

Marco Valerio Principato


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Sezione in lettura: Fatti & Eventi

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Commenti
  1. [...] presiede l’Autorità garante per la protezione dei dati personali. Prima di Natale avevamo appreso tutti che il Suo ufficio aveva ingiunto a Skype Communication SARL di rendere chiarimenti circa il [...]




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