Una Vodafone Station autocostruita? Quasi. Manca solo il VoIP

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Marco Valerio Principato
Di Marco Valerio Principato
Pubblicato il: 18/02/2009
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Roma – Tra le novità presentate al MWC 2009 ce ne è una particolarmente ghiotta per tutti coloro che gradirebbero disporre di un sistema simile alla Vodafone Station, di cui tanto si è discusso sulle pagine di questo Blornale, senza però sentirsi «legati» ad uno specifico operatore cellulare e tanto meno ad una specifica «chiavetta internet».

La novità si chiama GlobeSurfer X.1: si tratta di un modem-router NAT, agli occhi del computer utilizzatore perfettamente analogo agli altri modem-router ADSL, con la differenza che al posto del modem ADSL vero e proprio dispone di una presa USB, a cui è possibile connettere qualsiasi chiavetta Internet, di qualunque tipo e con qualsiasi SIM card di qualunque gestore.

Il nuovo GlobeSurfer X.1 di Option. Una vera minaccia per la Vodafone Station. (Click per ingrandire)

Il nuovo GlobeSurfer X.1 di Option. Una vera minaccia per la Vodafone Station. (Click per ingrandire)

Nulla vieta, dunque, di comprarsi una chiavetta Internet da TIM, dalla stessa Vodafone, da TRE Italia o da Wind, attivarla, inserirla nel GlobeSurfer X.1 et voilà, il collegamento ad Internet è pronto, al diavolo il digital divide (a patto di avere una stazione radio base cellulare vicina, naturalmente).

Ma non basta: dietro ci sono le prese Ethernet, per cui chi vuole – o non può fare diversamente – può collegarsi con il cavo. Ma, volendo, questo diabolico apparecchietto ha tanto di WiFi 802.11n: il che significa che, almeno teoricamente, può sparare in giro per casa (o ufficio) la connessione a 160 Megabit/secondo, senza l’ombra di un cavo. Naturalmente, anche i client dovranno essere dotati dello stesso standard, altrimenti dovranno accontentarsi dei “soliti” 10-54 Mbps.

Ma ancora: se su una delle due porte Ethernet si collega un modem ADSL, si ha anche la ridondanza: la connettività si può ottenere dalla chiavetta o dal provider ADSL, indifferentemente. Il tutto in una basetta di 10 x 10 x 4 cm, un oggettino piuttosto compatto a cui manca solo un ATA interno, dopodiché non avrebbe davvero nulla da invidiare alla Vodafone Station: c’è tutto, anche la porta USB. E l’ATA nulla vieta di aggiungerlo esternamente, ovvero, meglio ancora, dotarsi di un vero telefono IP e/o di un telefono IP WiFi, ancora più moderno.

Non una parola sul prezzo, per ora.

Sarà bene, dunque, che Vodafone – e anche TIM – rivedano con maglie più larghe i propri prodotti: la minaccia è ormai dietro l’angolo.

Marco Valerio Principato

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