The New York Times, altri blog per sentirsi più «glocale»

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La Redazione
Di La Redazione
Pubblicato il: 02/03/2009
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Roma – Il prestigioso quotidiano d’oltreoceano, nonché papà adottivo di questo sito, a partire da oggi dovrebbe lanciare alcuni nuovi blog, d’ispirazione marcatamente locale, con il fine di stabilire un contatto diretto con i propri lettori in un ambito maggiormente territoriale.

Secondo quanto si legge, il network di blog locali verrà alimentato con contenuti scritti da giornalisti della testata – uno per ciascun blog – ma verranno anche impiegati contenuti gratuitamente forniti dai lettori delle rispettive zone (il cosiddetto citizen journalism), che potranno inserire dal singolo articolo ai video, dagli avvisi agli annunci di matrimonio.

Una parte della pagina dei Blog del New York Times

Una parte della pagina dei Blog del New York Times

Tra le novità, ci sarà anche un legame tra ciascun blog ed una vera e propria mappa del territorio, con collegamenti agli annunci immobiliari locali, strettamente correlata all’apposita sezione generale del quotidiano.

Qualcuno si è chiesto, in questi tempi di difficoltà che affliggono un po’ tutti i settori – editoria compresa – quale possa essere il «ritorno» di una simile iniziativa, che in ogni caso comporta investimenti, e la risposta non ha tardato ad arrivare.

“Ci attendiamo di vendere spazi pubblicitari ai commercianti locali, utilizzando le nostre soluzioni di televendita e di pubblicità self-service“, ha detto Jim Schachter, responsabile delle iniziative digitali della testata. “Due nostri siti-pilota sono gestiti da due reporter del New York Times a tempo pieno e ciò è poco economico, non è un modello sostenibile a lungo. Per questo stiamo immaginando come altro fare: potrebbe essere accettata una combinazione di giornalismo, tecnologia e pubblicità da parte di gente che non lavora per noi? Quanto dovremmo occuparci di supervisionare l’attività per tenere alto il livello qualitativo? Ci saranno abbastanza margini per poterli dividere tra noi e un blogger non dipendente del giornale? Sono tutti interrogativi al cui proposito gradirei conoscere l’opinione dei lettori”.

A giudicare dai commenti lasciati nel post dell’annuncio, l’iniziativa sembra trovare già molto riscontro. E come ben sanno i lettori di quella testata, il New York Times non è nuovo all’affiancamento della blogosfera e dell’editoria tradizionale: c’è da tempo un’intera area interamente formata da blog, che la testata alimenta con contenuti di altissimo livello.

A novembre del 2007, come i più attenti ricorderanno, la Old Gray Lady ha acquisito Blogrunner, un circuito di aggregazione che riunisce le headlines dei blog di maggior rilievo e, ultimo ma non meno importante, ha investito in piattaforme di indubbio successo quali WordPress, che alimenta e muove buona parte dei suoi blog.

Potrà questa iniziativa inquadrarsi in un piano di rilancio glocale, che ha visto la prestigiosa testata attraversare momenti non certo facili? Non resta che attendere: l’annuncio parla di metà giornata di lunedì che in Italia, per chi vorrà tener d’occhio i primi sviluppi, significa tardo pomeriggio.

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