L’ascesa di Telegram? Ingiustificabile

Telegram? Questo è il rischio
Telegram? Questo è il rischio
Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 27/02/2014
Commenti 19 commenti | Permalink

Mentre Telegram si conquista spazio nelle cronache e nella memoria degli smartphone, Pavel Durov si prepara a spiare il mondo.

L’ascesa di Telegram? Semplicemente ingiustificabile. Si leggono in continuazione, nelle ultime ore, utenti che senza alcuna reale consapevolezza lasciano WhatsApp e si concedono mani e piedi a Telegram. Niente di più errato, ma andiamo con ordine.

Telegram è un clone di WhatsApp, e già questo “tira”. Lancia messaggi rassicuranti nelle schermate che precedono l’installazione: «Telegram non è pensato per produrre profitti, non venderà mai pubblicità e non accetterà mai investimenti esterni. Non è in vendita. Non stiamo costruendo un database ma un programma di messaggistica per le persone».

Film già visto e, comunque, troppo bello per essere vero (qualcuno già se ne sta accorgendo). Ora è necessaria una “pausa” di massima attenzione al di fuori di questo articolo: bisogna andarsi a leggere la sintetica, ma estremamente significativa scheda su Pavel Durov, il Mark Zuckerberg russo, pubblicata dal Sole 24 Ore: è lui il personaggio (anche) dietro Telegram.

Avete letto? Bene. Ora sapete che:

  1. Vkontakte e Telegram, metaforicamente, sono due libri dello stesso autore, stessa collana, stesso editore;
  2. ciò che WhatsApp si appresta a rappresentare per Facebook, Telegram lo rappresenta già per Vkontakte;
  3. ciò a cui stavate dubitando se concedere o meno l’accesso agli americani, lo concedereste ai russi, notoriamente dotati di molti meno scrupoli, anche per ragioni storiche (si pensi a come la Russia, almeno nella storia del ‘900, ha gestito i propri confini: in Internet farebbe e fa lo stesso);
  4. ultimo ma non meno importante, così come Vkontakte è stato oggetto di blocco, nulla esclude che Telegram possa subire lo stesso destino: sai che allegria, dopo essersi travasati su di esso, aprire il giornale e leggere il titolo: “Internet italiana, Telegram come Vkontakte: bloccato”.

Non è un caso, dunque, che nel frattempo da WhatsApp escano dei proclami: hanno promesso la chat vocale entro poche settimane. La chat vocale, ragazzi… una scoperta del secolo, per essere ironici. Una scoperta già fatta da altri sistemi di chat da mesi, se non anni (un nome tra tutti: Viber).

Non mi dite che insisto sullo stesso tasto: sono i fatti a farmelo fare, non le chiacchiere. Chi mi segue sa bene che propendo per BlackBerry Messenger (BBM) e non è un caso né una scelta avventata. Le… natiche scoperte, in questo momento, ce l’ha iOS7, non certo io e neppure BlackBerry OS.

Vi domando, semplicemente: avete mai letto niente di simile a quel che si legge su Durov a proposito della nota azienda canadese? O a quel che si legge su Facebook? Scagli la prima pietra chi ha notizie del genere, io personalmente non ne ho e sono pronto a cospargermi il capo di cenere in caso di smentita.

E allora, devo proprio dirlo, non riesco a capire tutti questi cervelloni che difendono a spada tratta Facebook e dintorni. Non riesco a capire tutte queste cime di intelligenza che, senza colpo ferire, scrivono e riscrivono sul Web e sui social network, Twitter compreso, di lasciare WhatsApp e di sostituirlo con Telegram.

Come non riesco a capire tutte queste grandi difficoltà, che ho abbondatemente delineato, a proposito di un semplice cambio d’applicazione per svolgere il quale basta un banale, normale, tradizionale e lapalissiano passaparola via SMS, email, Twitter, quello che volete.

Ripeto, per l’ennesima volta: non dico di passare necessariamente a BBM (anche se ribadisco, fatti alla mano, che si dimostra il migliore) ma nemmeno di comportarsi come quello sciocco italiano medio che ho descritto in un mio sproloquio di qualche tempo fa. L’intelligenza ce l’abbiamo, come dimostra questo signore che mi ha contattato su BlackBerry Messenger.

Usiamola. Altrimenti, poi, vietato lamentarsi.

Marco Valerio Principato

(Versione redazionale in PDF)

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Informatico sin dal 1980, esperto di Internet ed elettronica e attivo in Rete dal 1999, ha curato articoli in diverse pubblicazioni specifiche tra cui Punto Informatico (direzione P. De Andreis) e CompuServe Magazine. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione, è responsabile di questo sito.


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Commenti (locali)
  1. gianfranco56 ha detto:

    La ringrazio.
    Proverò senz’altro BBM, l’ho già scaricato.
    Cordialità




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