L’era dell’impronta digitale ineludibile

Fingerprint (Foto andrewpoison.deviantart.com)
Fingerprint (Foto andrewpoison.deviantart.com)
Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 23/07/2014
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Un nuovo, diabolico attrezzo per il tracciamento online al servizio di Big Data, pubblicità e siti di pochi scrupoli salta all’onore delle cronache: il «Canvas Fingerprinting». State pronti.

È indubbiamente gradevole e gratificante navigare in Rete sapendo che, con l’ausilio di qualche accortezza, tutti coloro che “ci stanno addosso” per profilarci, osservarci, prenderci le misure e annotare tutto il possibile su di noi, abbiano qualche difficoltà.

Su queste stesse pagine avevamo dato qualche indicazione in proposito, più che funzionale. Purtroppo rischia di diventare tutto inutile, o quasi: esiste un nuovo sistema di tracking, usato da molti più siti di quanto si possa immaginare, chiamato “Canvas Fingerprinting”, che è quasi impossibile da bloccare, anche con strumenti avanzati come Ghostery o AdBlock.

Il principio di funzionamento è tanto semplice quanto machiavellico. Documentato da un paper presentato da ricercatori della Princeton University e della KU Leuven University belga, si fonda sul fatto che ogni computer (smartphone inclusi) disegna le immagini in modo impercettibilmente diverso uno dall’altro.

Ciò consente, ricatturando l’immagine così come disegnata, di ricavare per “differenza” con l’originale una sorta di “impronta” – da cui il nome di Fingerprint – unica, riconducibile a quella specifica macchina o device, ottenendo così il risultato di svolgere un’operazione logicamente identica all’assegnazione di un numero di serie unico.

Tale “numero di serie” risulta utile per superare il problema del divieto di accesso che molti browser di utenti meno… utonti oppongono al transito dei cookie, dei supercookie e in certi casi anche degli script traccianti, tutti sistemi che siti, circuiti pubblicitari, social network e altre realtà del Web hanno sempre massivamente impiegato per meglio targetizzare i propri utenti e tracciarli accuratamente.

Ma come mai si è pensato a una tecnica per “aggirare”, “superare” i cookie?

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Marco Valerio Principato (2078 articoli)

Informatico sin dal 1980, esperto di Internet ed elettronica e attivo in Rete dal 1999, ha curato articoli in diverse pubblicazioni specifiche tra cui Punto Informatico (direzione P. De Andreis) e CompuServe Magazine. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione, è responsabile di questo sito.


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