Qualcomm: quando il 4G/LTE entra in automotive

Steve Mollenkopf, AD di Qualcomm.
Steve Mollenkopf, AD di Qualcomm.
La Redazione
Di
Pubblicato il: 04/03/2015
Commenti Commenta | Permalink

Una delle maggiori industrie del campo delle telecomunicazioni digitali sforna due chip nuovi per l’altissima velocità wireless. E un passo verso il futuro.

Ormai tutti gli operatori cellulari, in un modo o nell’altro, dispongono di tecnologia 4G/LTE. Nella percezione comune queste sigle vengono percepite solo come “più veloce”, ma non è (solo) questo: 4G/LTE significano anche possibilità nuove, comprese quelle di rivoluzionare il mondo automotive, cioè quel mondo a cui appartengono realtà come l’automobile, ma anche i treni, le moto, gli aerei, i camion. Ed è proprio a questo che Qualcomm, uno dei più – se non il più – importanti produttori di tecnologie di telecomunicazioni, sta guardando e per questo, al Mobile World Congress di Barcellona, ha tra l’altro annunciato due nuovi chip dedicati a queste nuove tecnologie.

Contraddistinti dalle sigle X5 LTE e X12 LTE, si tratta di due “modem” – forse è un po’ limitativo definirli tali, di qui le virgolette – capaci di interagire con le nuove reti ad alte prestazioni fornendo una serie di possibilità in più per l’automotive: si va dall’infotainment ad alto livello all’interazione con i passeggeri, con occhio vigile su tutte quelle modalità di comunicazione “ultimo grido” uscite dai tavoli degli ingegneri. Per dare solo due cifre, il primo chip assicura velocità fino a 150/50 Megabit al secondo (Download/Upload) e il secondo fino a 450/100 Megabit al secondo. Naturalmente è assicurata la connettività anche verso il basso: tutte le modalità meno performanti, dal 3.5G/HSDPA+ in giù fino al 2.5G, sono presenti e utilizzabili in caso di mancanza di reti più veloci.

Le nuove reti 4G/LTE prevedono anche l’impiego di tecniche agguerrite, come il Broadcast, la Carrier Aggregation e l’LTE-U. Qualcomm li spiega nel dettaglio ma li riassumiamo.

Il Broadcast è una modalità, simile a quella presente nel protocollo impiegato sulla Internet “fisica”, in grado di ottimizzare l’invio di materiale multimediale in tempo reale, una sorta di “trasmissione radio” unidirezionale progettata in modo da sfruttare a fondo la capacità della rete. La Carrier Aggregation – ossia aggregazione di portanti – è, parafrasando solo per chiarire, una sorta di impiego di più canali contemporaneamente al fine di ottenere una maggiore “portata”: come se, per riempire prima una vasca da bagno, aggiungessimo tre, quattro rubinetti, ciascuno in grado di erogare acqua quanto il primo. L’LTE-U, infine, nasce per via della parziale sovrapposizione tra frequenze impiegate dal Wi-Fi e (nuove) frequenze “cellulari” adibite al 4G/LTE: in pratica è un “protocollo d’intesa” grazie al quale le due realtà convivono senza darsi fastidio.

L’amministratore delegato di Qualcomm, Steve Mollenkopf, nel suo keynote ha ricordato che nel passaggio dal 2G al 4G la velocità è aumentata 12mila volte e i costi sostenuti dagli utenti per la connettività mobile si sono ridotti del 99 per cento (valori medi mondiali). Si immagini, dunque, qual è la sfida per le industrie, che mentre stanno vendendo tecnologia 4G/LTE, sono già in grado di fornire tecnologia 5G.

Capacità, dunque, di connettere tutto, tutti, da tutti, verso tutti, a velocità altissime. Ciò significherà abbandonare gradualmente la percezione di Internet come qualcosa di “esterno” e “lontano” da noi: più il tempo passa, più queste tecnologie avanzano, più Internet sarà non solo sempre con noi – in certo qual modo già lo è con smartphone e tablet – ma lo sarà con servizi di performance inimmaginabili. Compresa, naturalmente, non solo la possibilità di fruizione umana, ma anche tecnica da parte dei mezzi: monitoraggio in tempo reale, controllo del posizionamento terrestre o aereo, guida automatica, gestione dei pericoli e delle emergenze, ottimizzazione dei percorsi in tempo reale, collaborazione telematica tra mezzi di trasporto diversi, grafica tridimensionale nell’infotainment, solo la fantasia può limitare le applicazioni.

La sfida è anche per gli operatori, naturalmente: supportare tutto questo non è uno scherzo. Prepariamoci, dunque: l’auto di Ritorno al futuro non era poi così strampalata.


La Redazione (3322 articoli)

Nucleo redazionale del sito dove, sotto la direzione di uno o entrambi i responsabili (Marco Valerio Principato e Dario Bonacina), vengono lavorati articoli scritti da altri collaboratori o da loro stessi.


Abbiamo parlato di:
, , ,

Commenti (Facebook)
Commenti (locali)




Nota: La moderazione in uso potrebbe ritardare la pubblicazione del commento. Non è necessario reinviarlo.